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Antonio Civita, come nasce il ‘Panino giusto’

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Da ragazzino della borgata Massimina di Roma sognava di diventare calciatore di serie A. Invece, è diventato campione dei panini. Quelli “giusti”. Antonio Civita (47 anni) ha rilevato nel 2010 tra i palazzi della vecchia Milano in Corso Garibaldi la paninoteca “Panino Giusto, fondata nel 1979.

Civita, come è nata l’idea di Panino Giusto?

Panino Giusto nasce nel 1979, il fondatore è un ragazzo abruzzese che sogna, e riesce, a creare a Milano un luogo di tendenza (è l’attuale proprietario del Radetsky, sempre a Milano). La sua intuizione fu nobilitare qualcosa di semplice come un panino per trasformarlo in qualcosa di sofisticato, che sfiorava il concetto di lusso accessibile. Io divento proprietario di Panino Giusto nel 2010, dopo aver fatto più di 5 anni di esperienza aprendo diversi locali in affiliazione. La nostra idea, in questi primi otto anni, è stata quella di trasformare il panino da prodotto a esperienza, sempre più espressiva del made in Italy. Mentre l’obiettivo per i prossimi anni è trasformare l’azienda in un progetto guidato dalla responsabilità, verso l’ambiente, le persone, gli animali, perché riteniamo che il mondo si possa migliorare anche attraverso un panino, un panino giusto.

Qual è la Sua formula vincente?

La nostra storia ha da sempre posto l’attenzione sulla qualità delle materie prime e sulle esigenze dei nostri clienti. In quasi 40 anni di attività ci siamo evoluti costantemente, marcando sempre più l’offerta come esperienza gastronomica a tutto tondo: italiana, espressa, in un ambiente curato e con un servizio al tavolo dinamico e professionale. Nel 2013 abbiamo avviato una collaborazione con lo chef stellato Claudio Sadlerche ci sta dando ancora grandi soddisfazioni: i suoi panini gourmet sono un successo a livello internazionale ed hanno ispirato il lavoro di molti chef.

Come ha finanziato la sua impresa?

Contando sulle nostre risorse e sul supporto bancario che non è mai mancato.

Quali sono le tre cose più “giuste” in Panino Giusto?

Il panino, il senso di responsabilità verso le persone e l’ambiente (compresi gli animali). Non è un manifesto ideologico, è la nuova frontiera delle aziende profit, l’unica possibile parlando di sviluppo.

Ho trovato Panino Giusto anche a Hong Kong. Come è riuscito a esportare questo concept nel mondo?

Contando sullo straordinario successo che il prodotto, anzi, il brand Italia, incontra nel mondo, in particolare nel mondo del cibo. E, una volta giunti sul posto, mettendoci in ascolto della cultura ospite.

Cos’è il successo per Lei?

Progettare e realizzare una crescita sostenibile, creare un valore e lasciare un’eredità di cui si apprezzino i benefici e non i conti da pagare.

Quali sono i Vostri numeri e progetti per il futuro?

Fatturato circa 32 milioni, 32 locali, otto dei quali all’estero (Londra, Parigi, Hong Kong 2, Tokyo 3, Cupertino). Per il futuro sviluppo in Italia ancora su Milano dove stiamo aprendo due altri flagships, su Roma e sui maggiori Aeroporti. Per l’estero continuare lo sviluppo (sostenibile) dove già siamo (Francia, UK, Giappone HK e California) stiamo inoltre aprendo il mercato Svizzera.

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