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“Dovrà durare 1000 anni”: da Renzo Piano il nuovo Ponte Morandi

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Un ponte d’acciaio, perché “l’acciaio resiste”, che dovrà durare “mille anni” e che sarà realizzato entro novembre 2019. È stato presentato, in Regione Liguria, il progetto del nuovo ponte Morandi di Genova, firmato da Renzo Piano. Come ha riassunto il Governatore ligure Giovanni Toti, l’archistar “ci metterà il disegno”, “Fincantieri darà garanzie” e Aspi “pagherà il conto per la costruzione”. Il conto non dovrebbe comprendere anche il plastico del progetto, inavvertitamente distrutto dall’Ad di Autostrade Castellucci a seguito della presentazione.

“Porta fortuna”, ha commentato sorridendo Renzo Piano, che ha sottolineato il significato simbolico del progetto: “c’e’ qualcosa di una nave. Perché c’è qualcosa di Genova”, ha detto l’architetto, che si augura che il cantiere del nuovo ponte sia “un cantiere di coesione”. Sarà “probabile”, infatti, che per la realizzazione dell’opera si faccia un “consorzio d’imprese con Fincantieri”, secondo Castellucci. Intanto chi ha chiesto ragguagli sui costi dell’opera è rimasto a bocca asciutta: “ll tempo che passerà prima che sia ricostruito” il ponte “è il vero costo”, ha risposto Castellucci. Anche per il Governatore della Liguria è troppo presto per una “stima definitiva”.

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“Entro ottobre 2019, novembre al massimo, Genova avrà un nuovo ponte sul torrente Polcevera”, ha detto Toti, anche lui sottolineando il valore simbolico del progetto. “Il nuovo Morandi non può essere un ponte normale, visto il dolore che ha provocato, vogliamo costruire un simbolo per il futuro della città. Il progetto di Piano rappresenta l’essenzialità ligure ricca di significato. Sarà costruito velocemente” e a km 0, come ha sottolineato, riferendosi allo stabilimento di Sestri Ponente, l’Ad di Fincantieri Giuseppe Bono: “come il buon cibo”. I tempi, secondo Toti, potranno essere rispettati solo se si eviterà “una gara europea”. Se ci fosse, “servirebbe un solo anno per organizzarla, anziché per ricostruire il viadotto”. Probabile la creazione di “un consorzio tra varie società che parteciperanno con un affidamento ‘in house’ alla costruzione”, secondo Toti. “Abbiamo più volte chiesto al Governo di derogare al Codice degli appalti. Se ci fosse una gara europea sarebbe impossibile realizzare il nuovo ponte Morandi entro un anno”.

“Dico grazie a Società Autostrade, a Fincantieri e all’architetto Piano, il protagonista assoluto di questa giornata in cui per la prima volta illustriamo il progetto”, ha detto Toti. “Abbiamo chiesto a Società Autostrade, che dovrà collaborare al piano di demolizione, e a Fincantieri, eccellenza industriale italiana, un po’ anche genovese e ligure, che la priorità sia ricostruire rapidamente il ponte Morandi, perché la città ha bisogno di una completa viabilità”, ha aggiunto. “Al progetto lavorerà un cantiere genovese – ha detto Toti riferendosi allo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente – con maestranze genovesi, uno stabilimento parte della storia della città”.

“Sentiamo la responsabilità” nella futura costruzione del ponte, ha detto Bono. “Come in tutte le cose che facciamo, ci sentiamo la responsabilità di un’azienda antica e me la sento ancora di più per il fatto che ci lavorano migliaia e migliaia di persone che hanno il diritto di avere un futuro assicurato”. Bono ha poi mandato un “messaggio di tranquillità ai nostri dipendenti, anche e soprattutto a Genova che è stata colpita da questa tragedia: avremo lavoro in tutti i cantieri per i prossimi cinque – dieci anni. Poi – ha detto, facendo riferimento alla vicenda del ribaltamento a mare, ancora non conclusa – speriamo di fare a Sestri Ponente l’operazione di messa a punto del cantiere che ci permetterà di esser ancor più operativi”.

Presentando la sua idea di ponte, Renzo Piano ha detto che per la costruzione avrebbe voluto un cantiere che costruiva navi. Questo per Bono “è stato un onore. Lo consideriamo come un riconoscimento che non sempre ci viene dato”, ha detto prima della presentazione. “Quando ho saputo del disastro ho pianto. Genova è una grande città dove si avverte il senso e il valore del lavoro. E questa è per noi la cosa più importante”.

Per quanto riguarda la demolizione di quanto rimane del vecchio ponte, il sindaco di Genova Marco Bucci ha detto che “non è detto che le case degli sfollati del ponte Morandi debbano essere demolite. Stiamo lavorando a un piano di smontaggio del ponte per entrambi i monconi. Io ci credo veramente, vedremo cosa ci diranno i tecnici”. Ad ora, secondo Toti, “sono 100 le case pubbliche assegnate alle famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro dopo il crollo di Ponte Morandi e 133 le domande di contributo per l’autocollocazione, di cui le prime 31 già pagate dal Comune”. Il totale dei nuclei familiari sfollati è di 255, ovvero 566 persone.

Intanto per il crollo del ponte Morandi, per il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, risultano indagati Vincenzo Cinelli, capo della direzione generale del Mit, il suo predecessore Mauro Coletta e Bruno Santoro, dirigente della direzione generale. Tra gli altri indagati anche Giovanni Castellucci. Al provveditorato delle opere pubbliche di Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta sono indagati Roberto Ferrazza, il provveditore e Salvatore Bonaccorso, un dirigente. Poi ci sono i componenti del comitato tecnico che analizzò il progetto di retrofitting del viadotto presentato da Autostrade.

Castellucci aveva detto, in un’intervista alla Stampa e al Secolo XIX, che “ci sentiamo responsabili della gestione di un’infrastruttura che è crollata, generando un disastro e un dolore enormi. Ma la colpa è un’altra cosa. E vogliamo ricostruire in tempi stretti, insieme a Fincantieri. Le idee di Renzo Piano ci onorano e cercheremo di condividerle ed adottarle per quanto fattibile”.

La procura ha chiesto l’incidente probatorio all’ufficio del giudice per l’udienza preliminare. Il gip adesso dovrà accogliere la richiesta e notificare la fissazione della data a tutte le parti, dagli indagati ai familiari delle vittime e ai feriti. L’incidente probatorio è stato chiesto perché dopo l’abbattimento dei monconi del viadotto, lo stato del luogo e le possibili prove potrebbero essere modificati irrimediabilmente. Gli investigatori, in particolare, vogliono garantire la cristallizzazione di alcune attività. In primo luogo, i pubblici ministeri vogliono procedere alla descrizione “dello stato attuale dei luoghi e delle cose”. L’incidente probatorio servirà anche per la “descrizione e accertamento delle condizioni di conservazione e manutenzione dei manufatti non crollati e delle parti del viadotto precipitate e non ancora rimosse” oltre a “individuare e concordare con le autorità amministrative competenti le modalità della rimozione dei detriti ai fini del campionamento e della conservazione delle parti utili ai fini della prova”. Ma anche a “individuare con le autorità competenti le modalità delle programmate demolizioni, sempre al fine di campionare e conservare le parti potenzialmente utili ai fini della prova”.

 

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