Manovra, Tria: può partire graduale taglio Irpef

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Posta la “compatibilità di bilancio”, anche il Ministro dell’economia è favorevole a un taglio dell’Irpef. Secondo Giovanni Tria, intervenuto alla Summer School di Confartigianato, “bisogna trovare gli spazi in modo molto graduale per una partenza di un primo accorpamento e una prima riduzione delle aliquote sui redditi familiari”.

Per poterlo fare, occorre “vedere le compatibilità di bilancio, ma sono molto favorevole a partire”, ha detto Tria, ribadendo che il tutto deve essere comunque attuato “in modo molto graduale”. Anche finanziare la flat tax, parte della nuova Legge di Bilancio, non sarà un processo immediato: “la flat fax va finanziata con le tax expenditures” ma è “un processo complesso e richiede tempo”, secondo il Ministro. “Oggi c’è una complessità di aliquote, aliquote alte, e una massa di Tax expenditures. Non si capisce mai chi vince e chi perde”.

Nonostante, secondo alcune critiche alla manovra economica, le misure in programma non rispettino i limiti del rapporto deficit-Pil, su questo tema Tria è ottimista: “nell’anno in corso ci sarà una correzione del debito dello 0,1%, vedremo gli ultimi dati. Siamo nella stabilizzazione”. L’obiettivo del governo, ha aggiunto Tria, è iniziare a ridurre il rapporto debito Pil e non avere un peggioramento strutturale del bilancio “ma anzi un miglioramento”. Il governo presenterà la Nota al Def il 27 settembre. Il Def di aprile fissava il debito 2018 al 130,8% del Pil in calo dal 131,8% del 2017.

Tra gli argomenti trattati dal Ministro anche Cassa depositi e prestiti. Cdp è spesso indicata come ancora di salvezza per le imprese in difficoltà, e ultimamente da molti nominata in relazione ai casi Autostrade – nell’eventualità di una possibile nazionalizzazione – e Alitalia, il cui dossier, secondo il Vicepremier Luigi di Maio, è vicino a una conclusione. “Non so se debba diventare una nuova Iri, ma non deve essere una nuova Gepi, con interventi in imprese più o meno decotte”, ha detto Tria su Cdp. “È un soggetto partecipato dal MEF ma privato, la sua azione deve essere correlata al calcolo economico – ha chiarito Tria – Altrimenti rientrerebbe nella amministrazione pubblica e ci sarebbe un salto nel rapporto debito PIL che non voglio neppure pensarci. Bisogna stare attenti a come si usa questo strumento potentissimo. È in un certo senso il nostro fondo sovrano ma staccato dalla pubblica amministrazione”, ha concluso.

“Si può costruire una strategia economica coerente anche se partita da una campagna elettorale non del tutto coerente“, ha detto Tria, che ha ribadito che su tutti e tre punti fondamentali del programma di governo (pensioni, flat tax, e reddito di cittadinanza) si può iniziare a partire. L’importante è che siano disegnati “in modo coerente”. “Contrasti non ci sono se uno va a vedere cosa ci sta dietro”, ha chiarito, spiegando di trovarsi “bene” all’interno del governo e di trovare “molto interessante” il lavoro di ministro. Tria ha poi dato un’opinione personale anche su Tav e Tap: “personalmente spero che si facciano, che il problema si sblocchi, che ci sia una soluzione, anche perché si tratta di grandi collegamenti internazionali”.

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