Il futuro del turismo passa per l’intelligenza artificiale

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Utilizzare i big data per fornire strategie mirate agli operatori del settore turistico: è questa l’idea che sta dietro Travel Appeal, la startup fondata nel 2014 da Mirko Lalli che ha appena chiuso un nuovo aumento di capitale da 3 milioni di euro. La startup fa parte della scuderia di H-Farm, il distretto dell’innovazione di Roncade, in provincia di Treviso, che negli anni ha sviluppato un modello che abbraccia programmi di incubazione, accompagnamento verso la trasformazione digitale e formazione. L’intuizione di Travel Appeal è stata quella di capire che dietro l’enorme quantità di dati che ogni viaggiatore digitale lascia dietro di sé circa destinazioni, itinerari e modalità di viaggio costituisce un tesoro che, se analizzato e strutturato, può trasformarsi in strategie precise per tutti gli operatori del turismo. Il round di serie A chiuso il 2 ottobre è stato sottoscritto dal fondo Indaco Ventures I, lanciato lo scorso maggio da Fondazione Cariplo, Fondo Italiano d’Investimento, e Intesa Sanpaolo. Grazie all’intelligenza artificiale di Travel Appeal, ristoranti, hotel e altri touring operator possono migliorare i propri servizi e il proprio posizionamento online. La startup ha quattro sedi, di cui due all’estero, e 30 collaboratori. Infatti, se chiedete a Mirko Lalli qual è il segreto del successo della sua startup la sua risposta è il proprio “il team”.

Come ti è venuta l’idea di Travel Appeal?

Quando ero Direttore Marketing del turismo digitale della Regione Toscana mi sono reso conto che serviva qualcosa di nuovo per analizzare il mare di dati generato dai viaggiatori digitali e soprattutto capire l’impatto sulle destinazioni. Siamo nati nel 2014, con il sostegno di H-Farm, con l’obiettivo di trovare un modo per aiutare gli operatori turistici a districarsi nella complessità generata dalla rivoluzione digitale.

Chi sono i vostri principali clienti?

Hotel, ristoranti, musei, gruppi, catene, brand retail e destinazioni. Ad oggi il 90% dei clienti sono in Italia, ma stiamo crescendo velocemente all’estero.

Quanto avete raccolto finora?

Fino ad oggi abbiamo raccolto circa 4 milioni di euro. Al di fuori dell’Italia le fasi di funding sono molto più snelle e agili, si riescono a raccogliere molti più soldi se dimostri di avere le carte giuste. In Italia è tutto più difficile: gli investitori sono rari, spesso difficilmente raggiungibili, parametri di investimento molto particolari. Queste solo le criticità con cui qualsiasi startup italiana è costretta a confrontarsi. Fondo Indaco in questo senso rappresenta qualcosa che mancava e siamo entusiasti che abbia voluto investire nella nostra realtà.

In cosa vi differenziate dai competitor?

L’approccio innovativo di Travel Appeal è stato quello di raccogliere ed analizzare tutti i dati che impattano sulla percezione e sui comportamenti di acquisto dei viaggiatori. Rispetto ai competitor abbiamo anche altre peculiarità: in primis raccogliamo i dati dell’intera destinazione (e abbiamo già mappato tutta Europa) e non soltanto quello di specifici settori. Analizziamo le recensioni, i commenti, le foto, il meteo, gli eventi, la reputazione, gli influencer e il passaparola sui social media. Infine il fatto che noi non offriamo solo analisi, ma soluzioni concrete, strategie che impattano sull’operatività e produttività dell’operatore: attraverso il nostro sistema di Intelligenza Artificiale semplifichiamo la comprensione dei dati, trasformando il tutto in azioni facilmente comprensibili.

Come verranno usati i nuovi fondi?

Internazionalizzazione e tecnologia. Il nostro obiettivo è una presenza assolutamente capillare in Europa, e vogliamo iniziare a imporci in destinazioni che per il nostro prodotto hanno potenzialità di crescita enormi, penso in questo senso a Dubai. Sul lato tecnologico abbiamo intenzione di investire per mantenere la piattaforma innovativa, incrementando la mole di dati che analizzeremo. Continuando a migliorare il sistema di Intelligenza artificiale e Machine learning, vogliamo trasformare tutte quelle informazioni in consigli sempre più sensati. Il tutto rendendo il nostro strumento man mano più semplice, immediato ed efficace per l’utente finale.

Quanto vale il mercato dell’AI applicata ai viaggi in Italia?

A fine 2017 il mercato Travel italiano è stato stimato in oltre 55 miliardi di euro, con una crescita del 4% rispetto al 2016. La crescita è generata principalmente proprio dalla componente digitale con un valore complessivo di quasi 11,2 miliardi di euro. Il futuro sarà sicuramente all’insegna di big data e AI.

Prossimi passi per il futuro?

Il piano condiviso con gli investitori prevede di arrivare al breakeven nel prossimo triennio arrivando a coprire tutta Europa. I Fondi che ci stanno supportando adesso hanno sia la capacità sia la volontà di partecipare ad ulteriori round se sarà necessario continuare ad accelerare nei prossimi 36 mesi