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Lega: Zes anche in Lombardia e Piemonte

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Non esclusivamente al Sud e non soltanto dove sorgono dei porti. Il senatore della Lega Enrico Montani è convinto che Le ‘Zone economiche speciali’ (Zes) dovrebbero essere istituite anche in Lombardia e in Piemonte nelle province che confinano con la Svizzera. Lo prevede un disegno di legge depositato a palazzo Madama e assegnato alla commissione Finanze. Le Zes, va ricordato, sono zone all’interno di un territorio nazionale per le quali vengono previste specifiche agevolazioni finanziarie ed economiche. L’obiettivo, ricorda lo stesso esponente del Carroccio, è, tra l’altro, quello di “attrarre investitori stranieri”.

Ne esistono in Europa e nel mondo. In Italia sono state introdotte con un intervento legislativo del governo Gentiloni, pensato per incentivare soprattutto l’economia al Sud. Si tratta del decreto-legge 20 giugno 2017. La normativa stabilisce che la Zes “comprenda almeno un’area portuale” e che le proposte di istituzione possano “essere presentate dalle regioni meno sviluppate e in transizione, così come individuate dalla normativa europea”. Si stabilisce inoltre che le Zes abbiano una durata non inferiore a sette anni per un massimo di quattordici prorogabili per altri sette alla luce dei monitoraggi sui risultati.

Secondo il senatore della Lega, tuttavia, anche le province al confine con la Svizzera hanno buone ragioni per rivendicare il diritto a istituire delle zone economiche speciali. Spiega Montani nella relazione introduttiva alla sua proposta: “Esistono nel nostro Paese delle aree, che non includono aree portuali, che appare doveroso valorizzare, in particolare con sgravi fiscali per le nuove imprese, al fine di renderle più competitive in ragione della loro posizione strategica”. Si tratta spiega – delle zone di confine delle regioni di Lombardia e Piemonte, “e, nello specifico, delle province di Varese, Como e Sondrio per la prima e di Vercelli e di Verbano-Cusio-Ossola per la seconda”. Quest’ultimo, peraltro, è il suo collegio elettorale e di residenza.

Il senatore sottolinea come queste aree soffrano “a causa della crescente delocalizzazione delle attività produttive in Svizzera (Canton Ticino), con conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro”. Da qui l’idea di una legge che di fatto deroga a quanto previsto dalla normativa vigente, consentendo l’istituzione di una Zes in questi territori, anche in assenza di un’area portuale all’interno.

“Costituirebbe – spiega ancora – proprio lo strumento ideale per rilanciare gli investimenti esteri, mantenendo al contempo il tessuto produttivo, l’occupazione, la competitività e lo sviluppo dei settori industriale e manifatturiero, che costituiscono la spina dorsale dell’economia lombarda e piemontese”. Inoltre, secondo Montani, “se si considerano i benefici e gli oneri marginali che derivano dalla creazione di una zona franca, il saldo rimane di gran lunga favorevole in termini di maggiori introiti (anche fiscali) derivanti dall’incremento dell’indotto in conseguenza del rilancio delle attività d’impresa nelle zone di confine della Lombardia e del Piemonte”.

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