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Tim: altro passo verso il 5G. San Marino è connessa

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Negli anni dell’avvento delle connessioni 5G, l’obiettivo di Tim è guidare la rivoluzione. A dimostrarlo ci sono i primati collezionati dalla compagnia: il primo prototipo di smartphone 5G collegato alla rete Tim, la prima videochiamata 5G, la prima installazione di un’antenna 5G a onde millimetriche in un centro storico, la prima sperimentazione in pubblico di un’auto connessa alla rete e guidata da remoto, fino ad arrivare al primo Stato completamente coperto dal 5G. Parliamo, in quest’ultimo caso, di San Marino: TIM insieme a Nokia ha completato la copertura integrale della Repubblica con la rete 5G a standard 3GPP Rel15, raggiungendo oltre il 99% del territorio e della popolazione, certificando così una delle Repubbliche più antiche d’Europa come il primo Stato 5G.

Il progetto San Marino 5G di Tim è stato realizzato anche grazie al supporto delle Istituzioni e Uffici della Repubblica e a seguito dell’MoU firmato a luglio 2017.  Il traguardo raggiunto è stato annunciato ieri da Andrea Zafferani, Segretario di Stato all’Industria e alle Telecomunicazioni, da Marco Podeschi, Segretario di Stato allo Sport, Cultura e Innovazione della Repubblica di San Marino, Cesare Pisani, Amministratore Delegato di TIM San Marino e da Roberto Vescio, Account Manager Global Services di Nokia.

Nello specifico, la copertura è data da otto siti macro che dispongono di antenne a 3500 MHz, e alcuni anche a 26 GHz. A brevissimo si procederà con installazioni di prime small cell 5G per incrementare la copertura in aree con forte presenza. Tutti i siti sono dotati di tecnologia ‘Massive-MIMO’, un’antenna capace di gestire contemporaneamente decine di segnali radio in entrata e in uscita, in grado di adattarsi dinamicamente alla posizione dei singoli utenti e alla domanda di traffico. La soluzione ‘end to end’ di Nokia prevede, inoltre, la virtualizzazione di tutte le componenti della rete mobile, incluso l’accesso radio come uno dei primi casi al mondo.

Ora si ha a disposizione un territorio variegato – dal centro storico più densamente abitato alle zone industriali e agricole – dove Tim e i suoi partner potranno sperimentare tutti quei servizi che il 5G consente di applicare non solo nella vita dei cittadini, ma anche in quella delle aziende di ogni tipo. A spiegare le potenzialità del nuovo passo verso lo sviluppo tecnologico italiano è Elisabetta Romano, Chief technology officer di Tim: “Il 5G non è solo una nuova tecnologia radio. Nasce pensando alla comunicazione tra oggetti e non solo tra persone come è stato finora, ad esempio, per il 4G, sul quale l’Internet of Things è stato implementato a posteriori. Il 5G nasce già così, definendo dall’inizio le caratteristiche tecniche necessarie. Un paradigma nuovo, un’architettura che aiuterà a trasformare molte industrie, ognuna delle quali con esigenze specifiche. Per questo è importante che ci si sieda con le aziende, con i fornitori di software e hardware e tutti i player del settore che possono contribuire a questa  trasformazione. Da questo punto di vista sono stati fondamentali i 52 partner con cui abbiamo lavorato finora” nei progetti di Tim legati all’implementazione del 5G.

Un panorama, quello dei partner, che Tim allargherà in futuro: “siamo solo all’inizio”, ha detto Romano, “man mano che affronteremo industrie diverse ci sarà l’esigenza di nuove collaborazioni. Avere una piattaforma che facilita la partecipazione con altre aziende e che arricchisca culturalmente la discussione con approcci diversi, è fondamentale per il successo di questa nuova tecnologia e degli applicativi che potranno essere sviluppati su di essa”.

Oltre ad allargare il panorama dei partner, Tim si appresta anche a introdurre altre novità, in quello che sarà l’anno della svolta per il 5G. “Nel corso del 2019 industrializzeremo quelli che fino ad oggi sono stati alcuni tra i primi trial. A partire dall’Industry 4.0 con la digitalizzazione dei processi e della logistica, come abbiamo già fatto ad esempio nello specifico a San Marino dove abbiamo stretto un accordo con Robopac, un’azienda locale leader nelle macchine per il packaging”.

Senza dimenticare settori come la cultura, il turismo e l’educazione, “per i quali con il 5G possono essere sviluppate applicazioni per le visite virtuali e la realtà aumentata, applicazioni che abbiamo già sviluppato, ad esempio, a Matera”, con le visite da remoto ai siti archeologici, “e che verranno sviluppati anche per San Marino”. Possibilità, quelle fornite dal 5G, che secondo Romano sono “fondamentali per un paese come l’Italia dove turismo e cultura hanno un ruolo così importante”, e che “permetteranno di far conoscere le bellezze italiane anche a chi per diversi motivi, penso ad esempio alla disabilità, non ha possibilità di visitare luoghi stupendi che magari non sono facilmente raggiungibili”.

Tim continua a lavorare con determinazione sul 5G: “nella seconda metà del 2019 inizieremo a coprire numerose e importanti città italiane. In questo momento i nostri laboratori stanno lavorando per effettuare i test sui terminali”. TIM avanza sul fronte delle collaborazioni con i player dell’hi-tech e dopo Samsung, proprio in questi giorni, TIM ha siglato un accordo con LG focalizzato appunto sullo sviluppo di questa tecnologia con l’obiettivo di anticipare il lancio congiunto di servizi e terminali 5G in Italia.

Le applicazioni rese possibili dal 5G sono molte: smart city (pubblica sicurezza, parcheggi, monitoraggio ambientale), sanità, turismo e cultura, media, educazione e realtà virtuale.  Per realizzarle non basta solo la tecnologia 5G, ma anche una svolta filosofica nella concezione del funzionamento della rete, che se prima subiva una certa dicotomia tra “cloud e terminale ora, con la trasformazione attuata da Tim passa a un concetto di Edge Cloud, spostando il focus sulla rete stessa, ma in prossimità di dove viene utilizzata l’applicazione”, ha detto Romano.

Fin dall’assegnazione delle frequenze 5G messe in gara dal Ministero per lo Sviluppo Economico, TIM ha svolto un ruolo da protagonista, aggiudicandosi per 2,4 miliardi di euro un blocco a 3700 MHz per 80 MHz totali, un blocco a 26 GHz per 200 MHz totali e due blocchi a 700 MHz.  Un risultato che consente di consolidare la sua posizione di leadership. Le frequenze acquisite, infatti, rappresentano sempre di più un asset fondamentale per lo sviluppo futuro dell’azienda.

“Il traguardo raggiunto a San Marino si inquadra nella strategia articolata e di lungo termine di TIM sul 5G volta ad abilitare soluzioni innovative per la Digital Society”, conclude Elisabetta Romano.

 

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