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Di Maio vs Bankitalia e la realtà

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Difficile che quando Luigi Pirandello ha scritto ‘Così è (se vi pare)’ possa aver pensato al Movimento Cinquestelle e a Luigi Di Maio. Altrettanto difficile che Luigi Di Maio e il Movimento Cinquestelle possano avere talmente a cuore il paradosso pirandelliano dall’averlo reso l’unico approccio possibile alla realtà. Ma quando, di fronte al numero scritto nel Bollettino economico di Bankitalia (0,6% la stima del pil 2019, che non è 1% né tantomeno 1,5%), arriva la reazione del leader pentastellato, il sipario si apre all’improvviso e sul palco c’è il rapporto stesso con la realtà.

Nelle parole di Di Maio c’è una lettura che va oltre Pirandello. “Le stime della Banca d’Italia non è la prima volta che non si rivelano fondate, sono diversi anni che la Banca d’Italia non ci prende nelle stime che fa, solo che è strano: quando c’erano quelli di prima le stime erano al rialzo, adesso addirittura fanno stime al ribasso”. Il problema non è il numero, quello che comporta, il campanello d’allarme che suona: una frenata della crescita che sembra destinata a sicura recessione. E tutte le conseguenze che quel numero porta per la gestione dei conti pubblici. Il problema è negare quel numero. E lo strumento più immediato per farlo è negare chi lo ha prodotto, mettendo in discussione subito la sua credibilità. Bankitalia non ci prende. Poi, dato che potrebbe non bastare, meglio anche ipotizzare la malafede. Quando c’erano quelli di prima e adesso…

Adesso, c’è un problema diverso. Oggi il problema principale che va affrontato è restare in qualche modo ancorati alla realtà. Si possono discutere le politiche economiche, si può dibattere se sia più efficace il reddito di cittadinanza o quota 100, o nessuna delle due misure. Si può anche non condividere l’analisi che il Bollettino economico della Banca d’Italia fa delle prospettive congiunturali. Ma decidere che Banca d’Italia non sia un’Istituzione capace di fornire stime attendibili o che, peggio, fornisca stime in base a chi ci sia a Palazzo Chigi vuol dire entrare in una dimensione diversa dalla realtà. Ci si confronta, per dirla con Pirandello, con l’inconoscibilità del reale. E per questo è molto meglio rileggere ‘Così è (se vi pare)’, piuttosto che tentare di capire le parole di Di Maio.