4 Febbraio 2019

Pd: Blockchain per rendere sicuro voto italiani all’estero

Alessandro Pulcini

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Le nuove tecnologie possono influire anche sulla vita democratica. Il Blockchain, in particolare, attorno al quale ci sono ancora dubbi e diffidenze, può avere applicazioni svariate, fino ad aiutare, come suggerito in una nuova proposta di legge, anche il voto degli italiani all’estero. Per approfondire il tema è stato creato il Blockchain Italy Summit, che illustrerà la funzione di decentralizzazione e disintermediazione operata dal Blockchain, oltre ai principi della ‘Tokeneconomics’. L’incontro si terrà domani presso la Sala della Lupa della Camera dei Deputati.

Nella conferenza stampa di presentazione del convegno, insieme a Giammario Battaglia e Francesca Tempesta, Vicepresidenti dell’Osservatorio sull’uso dei sistemi Adr (Alternative dispute resolution) che ha organizzato l’evento, anche la Senatrice Pd Laura Garavini, che con il Capogruppo Pd in Commissione Affari Costituzionali Gennaro Migliore è firmataria della proposta di legge per la riforma del voto estero che applica proprio il blockchain al processo di votazione da parte degli italiani nel mondo.

Questa riforma, per Garavini, è necessaria “perché in ogni tornata il voto degli italiani all’estero è stato in qualche modo macchiato da irregolarità. Da tempo nel Pd ci interrogavamo su come rendere più sicuro l’esercizio del voto per i nostri concittadini nel mondo. Con il Blockchain riteniamo di aver trovato lo strumento giusto”.

Innanzitutto, secondo la proposta, il meccanismo di voto per corrispondenza resterà uguale a quello attuale. Tutti gli aventi diritto riceveranno lo stesso plico. L’unica differenza sarà la sostituzione del certificato elettorale, “che fino ad oggi ha creato tutta una serie di problematiche, rendendo più difficile il voto: addirittura il 10% degli aventi diritto sbaglia a votare”, ha detto Garavini. Viene sostituito da due francobolli, due codici Qr adesivi che l’elettore andrà ad applicare sulle due buste che rimarranno per il resto uguali a quelle attuali.

In questo codice Qr ci saranno tutti i dati identificativi dell’elettore. Nel momento in cui l’elettore avrà votato e preparato la busta da spedire dovrà solo fare una telefonata a un centralino guidato da un’Intelligenza artificiale, che chiedendogli un dettaglio identificativo (come la data di nascita sua o di un congiunto) farà partire il processo guidato dal blockchain. In questo modo per la senatrice del Pd “ogni scheda diventerà tracciabile e riconoscibile, non ci sarà il rischio di ‘acaparramento‘ di schede come avveniva in passato e si darà il via a un processo virtuoso di messa in sicurezza del voto. Un processo estremamente sicuro e conveniente (la procedura di spoglio sarà molto più veloce) che spazzerà via i rischi di brogli che purtroppo in passato si sono verificati”.

L’evento di domani presso la Sala della Lupa della Camera “mira a rendere più chiaro il concetto di Blockchain, intorno al quale ci sono ancora dubbi e perplessità. Vogliamo mettere in moto un processo culturale, far capire come le nuove tecnologie possano invece essere parte di una grande innovazione e anche di aiuto al cittadino anche nell’esercizio democratico del voto”, ha detto Garavini. “L’auspicio è che un voto di nicchia, un voto contenuto come quello degli italiani all’estero possa invece essere precursore anche a livello nazionale della possibilità di votare per corrispondenza in sicurezza, una prassi già affermata in altri paesi in Europa”.

Il Blockchain, secondo Francesca Tempesta, può essere lo strumento di una rivoluzione culturale “che parta dal fallimento delle istituzioni centralizzate nel garantire con efficienza al cittadino giustizia e solidarietà sociale”, alle quali si può tornare graze “alla immutabilità, decentralizzazione, sicurezza e trasparenza nella gestione di dati che il Blockchain permette, essendo una tecnologia che consente in sicurezza la creazione di grandi database distribuiti, fatti di dati e transazioni tra nodi di una rete informatica”. Nel Blockchain Italy Summit si parlerà quindi, oltre che della tecnologia Blockchain in sé, anche della rivoluzione culturale in atto e delle possibili applicazioni nel campo della giustizia e degli Adr.

 

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