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A gennaio ulteriore contrazione dell’economia italiana, giù Pmi

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Doveva essere un 2019 “bellissimo”, a detta del premier Giuseppe Conte. Per ora, l’indice Pmi (purchasing managers’ index) che monitora l’attività economica scende, a gennaio, al di sotto della soglia dei 50 punti che separa l’espansione della contrazione economica a gennaio. L’indice composito, che sintetizza l’andamento del settore manifatturiero e dei servizi, è sceso a 48,8 da 50 di dicembre, facendo peggio del 49,4 atteso dagli economisti. Per il solo settore dei servizi, il Pmi è sceso a 49,7 da 50,5 (la previsione era 50).

L’indice, calcolato da Markit (e per l’Italia anche da Adaci) segnala, in particolare, un calo a 49,7 (da 50,5 di dicembre) della componente relativa ai nuovi ordini. Pubblicati anche i Pmi di Francia e Germania: per l’economia francese, l’indice generale risale a 48,2 (47,9 nella rilevazione precedente), mentre quello dei servizi segna 47,8 (da 47,5). La Germania, invece, dopo aver scongiurato una recessione tecnica a fine 2018, mantiene l’espansione economica a gennaio con un Pmi composito confermato a 52,1 e un Pmi dei servizi a 53,0. Nel complesso dell’Eurozona, il Pmi di gennaio è a 51,2 per i servizi e a 51,0 per l’indice generale.