1 Febbraio 2019

Conte: 2019 sarà bellissimo. Confindustria: crescita quasi zero

Attilia Burke

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Un 2019 bellissimo e una ripresa incredibile. Il giorno dopo l’ufficializzazione della recessione dell’Italia, il premier Giuseppe Conte dichiara che “ci sono tutte le premesse per un bellissimo 2019 e per gli anni a venire”. Sì, proprio così Conte in un’intervista a “Povera Patria” in onda stasera su Raidue, durante la quale sottolinea che “l’Italia ha un programma di ripresa incredibile” e non solo perché “c’è tanto entusiasmo e tanta fiducia da parte dei cittadini e c’è tanta determinazione da parte del governo”.

Non è tuttavia dello stesso avviso il Centro studi della Confindustria, secondo il quale l’Italia “perde colpi ipotecando il 2019“, scrive nella sua Congiuntura flash. “I dati negativi in Italia nella seconda metà del 2018 – scrive – aritmeticamente, contano molto nel calcolare la crescita annua del Pil nel 2019: il trascinamento è -0,2%. La dinamica a inizio 2019 sarà debole. Il Pmi manifatturiero a gennaio cade molto sotto soglia 50, nei servizi è poco sopra, la produzione è stimata quasi piatta. Anche se il Pil risalisse dal 2° trimestre – avverte – è alta la probabilità di una crescita annua poco sopra lo zero“.

Insomma, se la contrazione dell’economia non preoccupa i vertici – troppo impegnati a puntare il dito su presunti colpevoli del passato – preoccupa comunque gli industriali:”possiamo anche definire di chi è stata la colpa in passato, ma credo che in questo momento occorrono le soluzioni per il futuro – afferma il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia – Fare un dibattito su di chi è la colpa può essere utile per la storia del Paese, ma dobbiamo affrontare il futuro del Paese”, interviene nel dibattito aperto dalle parole del vicepremier Luigi Di Maio, secondo cui se l’Italia è in recessione è colpa dei governi passati. “È compito di tutti i ceti dirigenti del Paese, a partire da chi governa, individuare soluzioni e reazioni, al di là delle constatazioni e delle colpe”, insiste Boccia che sui prossimi dati rimarca “le criticità del settore costruzioni e automotive” e l’impatto che potranno avere. “Ma – dice – non aspettiamo di constatare altri dati, migliorativi o peggiorativi, facciamo in modo di crescere. L’importante è agire”.

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