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Eni, utile in rialzo del 25%. Descalzi: record produzione

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Un 2018 da record quello di Eni: nel complesso cresce la produzione e cresce il fatturato, mentre si registrano rallentamenti nel quarto trimestre. L’anno si chiude con un utile netto pari a 4.226 milioni di euro, in rialzo del 25% rispetto al 2017, e un utile netto adjusted di 4.592 milioni di euro (+93%), lo comunica il gruppo petrolifero, aggiungendo che il quarto trimestre 2018 si chiude con un utile netto in calo del 76% a 499 milioni e un utile netto adjusted in crescita del 55% a 1.459 milioni di euro.

Nel 2018 Eni ha “raddoppiato il risultato operativo ed il risultato netto in presenza di un prezzo Brent in Euro cresciuto solo del 25% rispetto al 2017”, sottolinea l’amministratore delegato Claudio Descalzi, assicurando che “il portafoglio complessivo” è “ancor meglio bilanciato e resistente alle ciclicità future”.

Guardando ai risultati adjusted, vale a dire quelli senza operazioni di natura straordinaria che sono l’indicatore principale per le compagnie petrolifere, nel 2018 l’utile operativo consolidato è stato pari a 11,2 miliardi di euro (+94%) per la quasi totalità realizzato da esplorazione e produzione (10,8 miliardi, più che raddoppiati): il gruppo ha tratto beneficio dall’incremento del prezzo del petrolio (+31% il Brent nella quotazione in dollari), ma anche “dall’aumento della produzione di idrocarburi con maggiore incidenza dei barili a più elevato profitto unitario”. In crescita nell’anno anche il settore gas & power, mentre arretrano raffinazione e chimica “a causa dello scenario particolarmente sfavorevole caratterizzato dal repentino aumento del costo della carica petrolifera non recuperato nei prezzi di vendita”. Gli investimenti netti nel 2018 sono stati pari a 7,94 miliardi di euro e l’indebitamento è sceso di 2,63 miliardi a 8,29 miliardi.

Nel 2018 l’azienda ha registrato anche il record della produzione di idrocarburi con 1,85 milioni di barili al giorno, in crescita del 2,5% rispetto al 2017 a prezzi costanti. Descalzi, sottolinea che si tratta della “produzione giornaliera più alta di sempre“. Nel quarto trimestre, tuttavia, la produzione risulta in calo dell’1% a 1,87 milioni di barili al giorno. La crescita della produzione è stata alimentata per oltre 300mila barili al giorno dallo sviluppo di grandi progetti a elevata marginalità in Egitto, Ghana, Angola e Congo e dai cinque avvii pianificati per il 2018 ancora in Angola e Ghana, ma anche in Libia. C’è poi da registrare la maggiore produzione in Kashagan, Goliat (mare di Barents) e Val d’Agri e l’ingresso in Abu Dhabi. In particolare per il giacimento di Zohr in Egitto è stato rivisto al rialzo il target produttivo a 3,2 miliardi di piedi cubi al giorno.

“Nel corso del 2018 – spiega Descalzi nella nota – abbiamo lavorato su due fronti: la continua ottimizzazione del portafoglio di business esistente e il suo potenziamento per il futuro, in linea con la strategia annunciata. I risultati, grazie anche al contributo di quanto fatto nel quarto trimestre, sono stati ottimi in entrambi i casi”. Inoltre “la cassa operativa è cresciuta del 35% consentendo, dedotti gli investimenti rimasti sostanzialmente costanti a riprova della disciplina adottata, di coprire l’esborso per dividendi pari a 3 miliardi e di ridurre di importo pressoché uguale il debito netto, sceso a 8,3 miliardi”. Guardando ai vari settori del gruppo, Descalzi sottolinea che “Upstream ha conseguito la produzione giornaliera più alta di sempre, pari a 1,85 milioni di barili al giorno, un flusso di cassa per barile pari a 22,5 dollari che anticipa l’obiettivo che ci eravamo posti per il 2022, e un rimpiazzo delle riserve certe ancora una volta superiore al 100%, per una media triennale del 131%”. La divisione gas & power “ha ottenuto il risultato operativo di 0,5 miliardi, il più elevato dallo scorporo delle attività regolate del trasporto e della distribuzione”. Raffinazione e chimica, “malgrado uno scenario certamente meno favorevole, hanno evidenziato i progressi industriali conseguiti e la capacità di resistere anche in condizioni di mercato difficili”.

Il cda dell’Eni propone all’assemblea, che si terrà il prossimo 14 maggio, la distribuzione di un dividendo pari a 0,83 euro per azione, contro gli 0,80 del 2017, di cui 0,42 già pagati come acconto.

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