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Bper, nel 2021 utile da 450 mln e 1300 esuberi

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Il taglio dei costi con la chiusura di 230 filiali e 1300 esuberi, l’acquisizione di Unipol Banca e del Banco di Sardegna – grazie alle quali verrà rimodellata la struttura del gruppo, la riduzione delle esposizioni deteriorate attraverso nuovo de-risking. Sono questi alcuni degli step che porteranno Bper a conseguire nel 2021 un utile netto di 450 milioni di euro. Nel piano industriale 2019-2021 appena approvato l’istituto modenese punta poi a rafforzare il capitale, con un indice Cet1 ratio in area 12,5%, e ad assicurare un ritorno sul capitale tangibile (rote) di circa il 10%. Previsto nell’arco di piano un pay-out medio (quota di utili destinata a dividendo) del 25% circa e un’accelerazione del derisking, con una riduzione delle esposizioni deteriorate (npe ratio) sotto il 9%.

Il piano prevede di conseguire ricavi per 2.540 milioni di euro nel 2021, con un tasso di crescita annuale composta (cagr) nel periodo 2018-2021 dello 0,4%, grazie a un aumento della componente commissionale e una contestuale diminuzione della componente trading. Il margine di interesse è atteso in lieve crescita a 1.327 milioni (cagr +0,7%) mentre le commissioni nette saliranno del 3,6% annuo a 1.043 milioni. I costi della gestione operativa scenderanno a 1.494 milioni (cagr -2,6%) permettendo così al risultato della gestione operativa di salire a 1.045 milioni (cagr +5,5%). Nell’arco di piano sono attesi 362 milioni di euro di rettifiche su crediti, con un costo del rischio sostanzialmente stabile a fine piano. Sul fronte della qualità dell’attivo, lo stock di crediti deteriorati è atteso a circa 5 miliardi di euro, in calo del 23% sul 2018, grazie soprattutto al rafforzamento dei processi di erogazione e monitoraggio del credito e alle cessioni di npl. La copertura dei bad loans salirà a circa il 54%, in crescita di 4,7% punti percentuali sul 2018. L’npe ratio lordo a fine piano sarà inferiore al 9% (-3 punti percentuali sul 2018). Prevista una crescita dei finanziamenti a 56 miliardi (cagr 18-21: +1,6%) e della raccolta diretta a 65 miliardi (cagr +3,7%). La raccolta indiretta salirà a 97 miliardi (cagr +2,5%), sulla spinta in particolare della raccolta gestita e delle polizze vita (cagr +5% a 32 miliardi) e in misura più contenuta della raccolta amministrata (cagr +1,3% a 65 miliardi).

Il piano industriale di Bper prevede inoltre di chiudere circa 230 filiali, di cui il 50% entro la fine di quest’anno. Gli sportelli che verranno chiusi sono di poco inferiori ai 258 recentemente rilevati con Unipol Banca. La riduzione del personale sarà di 1.300 unità entro il 2021. In particolare, spiega una nota della banca, sono previste circa 1.700 uscite, di cui 1.500 attraverso l’istituzione di un fondo di Solidarietà e 230 attraverso la riduzione del ricorso al lavoro interinale. Gli esuberi saranno parzialmente compensati da circa 400 assunzioni. Dai tagli al personale sono attesi benefici superiori agli 80 milioni di euro annui a fronte di costi una tantum di 180-200 milioni.

Il nuovo piano industriale di Bper “muovendo le sue leve dagli ottimi risultati fino ad oggi ottenuti relativamente a redditività, solidità patrimoniale e qualità del credito, mira a consolidare uno sviluppo sostenibile a beneficio di tutti gli stakeholder permettendoci di guardare con fiducia alle prossime sfide da affrontare per l’ulteriore crescita del nostro Gruppo”, secondo l’amministratore delegato di Bper, Alessandro Vandelli. Il piano, sottolinea l’ad, arriva “nel momento più opportuno per valorizzare quanto definito in questo mese”, segnato dall’acquisizione di Unipol Banca e delle quote di minoranza del Banco di Sardegna, “e per costruire una prospettiva di crescita e di redditività, sostenuta da ulteriori progressi sul fronte della solidità patrimoniale e del de-risking”. “L’obiettivo di 450 milioni di utile netto al 2021 – spiega ancora Vandelli – sarà raggiunto grazie ad importanti trasformazioni del nostro modello di business, incentrato sulla capacità di soddisfare bisogni sempre più evoluti e integrati della clientela e da una forte azione di incremento dell’efficienza operativa e di semplificazione”.

Secondo Bper, il piano prevede uno sviluppo del business che si concentrerà “in particolare sui settori con un significativo contenuto commissionale, come Bancassurance, Wealth Management e Global Advisory Imprese, e con un’elevata marginalità, come il credito al consumo”. Nel risparmio gestito la crescita media nel periodo 2018-2021 (Cagr) è attesa al 5%, i finanziamenti netti alla clientela cresceranno dell’1,6% e le commissioni nette del 3,6%. “L’incremento dell’efficienza operativa e la semplificazione”, secondo pilastro del piano, produrrà una riduzione dei costi del 2,6% tra il 2018 e il 2026, portando il rapporto tra costi e ricavi al 59% nel 2021. Grazie all’ “accelerazione del de-risking” e all’ “ulteriore rafforzamento patrimoniale”, l’npe ratio lordo scenderà sotto il 9% e il costo del rischio si attesterà a 60 punti base nel 2021, con un Cet1 ratio in area 12,5%.

Il piano industriale di Bper, nell’ambito delle azioni di razionalizzazione e semplificazione della struttura societaria, prevede l’incorporazione in Bper di Unipol Banca, della Cassa di Risparmio di Bra, della Cassa di Risparmio di Saluzzo e di Bper Services. Prevista anche la riorganizzazione dei poli di Modena, Bologna e Ferrara in seguito all’integrazione di Unipol Banca. “Nel 2021 avremo quindi solo due banche commerciali, Bper e il Banco di Sardegna, rispetto alle cinque attuali”, ha chiarito Alessandro Vandelli, illustrando il piano agli analisti finanziari.

“Siamo molto orgogliosi dei risultati fin qui raggiunti e siamo certi e fiduciosi che sapremo raggiungere i target del piano creando valore per tutti gli azionisti”, ha detto Vandelli, nel corso della presentazione agli analisti del piano industriale. “Siamo il sesto gruppo bancario italiano, con attivi superiori agli 80 miliardi, una rete di 1500 sportelli che coprono tutti il territorio e 2,7 milioni di clienti” ha ricordato Vandelli. Il piano si basa su “assunzioni conservative” e ha “un rischio di esecuzione basso e per questo motivo siamo fiduciosi che riusciremo a raggiungere tutti gli obiettivi del piano”, ha detto Vandelli chiudendo la sua presentazione. “Oggi – ha aggiunto – siamo in una posizione di forza non solo per affrontare le sfide del mercato ma anche anche per sfruttare le opportunità che si presenteranno nel futuro”.

Il piano industriale di Bper prevede inoltre la creazione di un polo per la gestione attiva del patrimonio immobiliare della banca, valutato da Bper in 1 miliardo di euro e rappresentato per 690 milioni di euro da immobili strumentali e per 300 milioni da immobili non strumentali. Il piano prevede l’ “accentramento della governance sul real etsate di gruppo in un unico centro specializzato di portfolio asset management”, si legge nelle slide che accompagnano il piano.

Per quanto riguarda gli Npl, Bper prevede di cedere entro il 2021 altri “1-2 miliardi di euro” di crediti deteriorati, in aggiunta al miliardo di euro già oggetto di accordo con il gruppo Unipol. Il ceo ha detto che sulle cessioni “vogliamo essere cauti e flessibili” anche considerando il fatto che tre anni fa Bper ha creato al suo interno una società per recuperare i crediti deteriorati “le cui performance sono assolutamente positive”.