15 Marzo 2019

Governo, intesa su Via della seta. Di Maio: vince il Made in Italy

Alessandro Pulcini

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Dopo le dichiarazioni di ieri da parte di Matteo Salvini, la bandiera del Made in Italy oggi passa nelle mani del fronte a 5 stelle del Governo. Mentre ieri il leader della Lega l’ha sventolata in occasione della presentazione del suo ddl sui marchi storici, oggi è Luigi Di Maio a usarla nel suo resoconto sul vertice di governo sulla Via della seta: “oggi vince il Made in Italy, con la Belt and Road Initiative l’Italia ha deciso di essere più sovrana”, ha detto il Vicepremier.

Di Maio ha specificato che non si tratta di “un’intesa politica con la Cina ma un’opportunità commerciale, gli Usa restano infatti il nostro principale alleato e la Nato la nostra casa naturale”. “Questo è uno scatto in avanti dell’Italia, un cambio di passo verso il futuro”. Per quanto riguarda il 5G, Di Maio ha detto che l’Italia condivide le preoccupazioni statunitensi. “Sulle telecomunicazioni saremo vigili”.

Prima delle parole del leader pentastellato, dopo la fine del vertice – al quale erano presenti Salvini, Di Maio, il premier Giuseppe Conte, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e il ministro dell’Economia Giovanni Tria – fonti 5 stelle avevano già fatto sapere che il memorandum sulla Via della Seta era passato senza modifiche.

Fuori da Palazzo Chigi un resoconto è arrivato poi da Conte, orgoglioso del fatto che “dei 13 paesi che hanno sottoscritto il memorandum con la Cina l’Italia è l’unico che richiama diffusamente principi e regole europee”. “Rafforzeremo la golden power per rafforzare gli interessi nazionali”, ha aggiunto.

“Una cosa è la tutela degli asset strategici, una cosa la sottoscrizione di un accordo quadro non vincolante. Sottoscrivendo il memorandum noi non mettiamo in gioco nessun asset strategico”, ha sottolineato il premier, specificando che l’unico impegno sulla via della Seta sarà “la sottoscrizione di volta in volta di accordi che andranno valutati uno per uno”. Sarebbe stato un po’ eccentrico, per Conte, “non partecipare a questo importante progetto infrastrutturale che richiama la via della Seta di cui l’Italia è l’approdo naturale. L’Italia è un approdo naturale, storico e si ripropone anche adesso una grande opportunità per riequilibrare la bilancia commerciale con la Cina. Vogliamo potenziare il nostro export”.

La dichiarazione dell’Ue sulla Via della seta, infine, secondo Conte, “era molto serena, tranquilla. L’Italia è l’unico Paese a richiamare diffusamente e puntualmente nel memorandum principi e regole europee. Ha una forza propulsiva per quanto riguarda gli standard europei. E dà un contributo a tutta l’Ue affinché questa infrastruttura molto importante sia assolutamente compatibile e adeguata agli standard europei”.

Un commento anche da fonti della Lega, secondo le quali, “è fondamentale aiutare le aziende italiane a crescere ed esportare all’estero, per raggiungere i numeri di Francia e Germania, e per questo ringraziamo per il grande lavoro fatto Conte, Di Maio e Geraci. Ovviamente la sicurezza nazionale viene prima di tutto e quindi su alcuni settori strategici per noi e per gli alleati (telecomunicazioni, energia, porti e infrastrutture) stiamo facendo tutte le verifiche e le valutazioni necessarie: prima viene la sicurezza degli Italiani, poi l’interesse economico”.

 

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