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Carige, Varde ci ripensa. Rimane solo Blackrock

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La scadenza del mandato dei tre commissari di Carige, Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener, è stata da poco prorogata a fine settembre. L’amministrazione straordinaria temporanea della banca ligure ha ottenuto quindi più tempo dalla Bce per dar corso alle azioni correttive richieste (dalla stessa Bce). Il primo step è la raccolta delle offerte vincolanti per la ‘business combination’ indicata dall’Europa. Con la scadenza (formale, si potrebbe arrivare a metà mese) del 5 aprile alle porte, le strade da seguire sembravano ridotte a due fondi d’investimento: Varde e Blackrock. Invece il sentiero è ancora più stretto: Varde ci ha ripensato.

Il gestore americano, si apprende in ambienti finanziari, non ritiene che ci siano le condizioni per investire sull’istituto ligure e dunque non presenterà un’offerta vincolante. Resta il colosso – sempre di targa Usa – Blackrock. Sempre secondo fonti finanziarie, l’eventuale offerta per una ‘business combination’ con l’istituto ligure, se verrà formalizzata, avverrà tramite un fondo gestito dal colosso Usa – dunque con capitali terzi. “Blackrock non commenta le operazioni che i fondi valutano sul mercato”, ha intanto affermato il responsabile per l’Italia Andrea Viganò che esclude cha la Sgr “possa acquistare direttamente una banca o un private” . “Come fondi valutiamo centinaia di operazioni sul mercato – spiega – ma non commentiamo le operazioni che stiamo valutando”.

Nei giorni scorsi si è parlato di un’offerta sull’intero perimetro di Carige, ovvero sia per l’attività bancaria e sia per il portafoglio di Npl che per un pacchetto da 2 miliardi ha già un’offerta vincolante della Sga. Blackrock è la più grande società di investimento al mondo con un patrimonio in gestione superiore ai 6mila miliardi di dollari e, solo per stare all’Italia, quote rilevanti distribuite tra molte delle blue chip di Piazza Affari.

Quanto ai soggetti industriali in partita al momento restano un’incognita, e in ombra rispetto al colosso americano. In ambienti finanziari si fa notare l’incessante lavoro dei commissari, ‘familiari’ praticamente con la totalità degli istituti italiani: il dossier Carige sarebbe insomma stato presentato a tutti i livelli, è da vedere con quali riscontri. L’ultima parola dovrebbe comunque arrivare dal primo azionista Malacalza (27,7%), che dopo lo stop all’aumento di capitale in dicembre in questa fase è stata direttamente coinvolta dai commissari. Sul tavolo, al di là della business combination, questa volta ci sarà un aumento di capitale annunciato nel piano dei commissari per 630 milioni, con l’incognita del ruolo del bond sottoscritto per 320 dal Fondo Interbancario.