10 Aprile 2019

Energia dai rifiuti, gli impianti sono (quasi) tutti al Nord

Alessandro Pulcini

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I termovalorizzatori e gli impianti di compostaggio, in Italia, nel 2017, hanno prodotto 7,6 megawatt di energia. Abbastanza da soddisfare il fabbisogno di 2,8 milioni di famiglie. Il problema è che mancano gli impianti, e quelli esistenti sono quasi tutti al Nord, pochissimi al Centrosud. Basta guardare a quelli di compostaggio dei rifiuti: nel 2017 erano 55, hanno trattato 6,1 milioni di tonnellate di rifiuti, trasformandoli in fertilizzante compost e biometano, e sono solo sei al Sud. Ancora di meno al Centro (2), mentre il Nord ne conta 47. La fotografia della produzione di energia dalla spazzatura è stata scattata dal “Rapporto sul recupero energetico da rifiuti in Italia” di Ispra (il centro studi del Ministero dell’Ambiente) e Utilitalia (la Federazione delle imprese di acqua, ambiente ed energia), presentato a Roma.

“Senza impianti di digestione anaerobica e senza inceneritori non si chiude il ciclo dei rifiuti e non si potranno raggiungere i target Ue”, spiega Filippo Brandolini, vicepresidente di Utilitalia. L’Unione europea impone di scendere entro il 2035 sotto al 10% della spazzatura in discarica, mentre oggi in Italia siamo al 23%. “Serve una strategia nazionale per definire i fabbisogni che operi un riequilibrio a livello territoriale – ha detto Brandolini – in modo da limitare il trasporto fra diverse regioni e le esportazioni, abbattendo le emissioni di CO2” dai camion.

Nei prossimi anni saranno operativi altri 31 impianti di compostaggio, decisamente utili se si guarda ai dati del rifiuto organico: con 6,6 milioni di tonnellate raccolte, rappresenta il 41,2% della raccolta differenziata. Per la digestione anaerobica dei fanghi di depurazione, nel 2017 erano attivi 87 impianti: 45 al Nord, 17 al Centro e 25 al Sud.

Anche gli impianti di incenerimento producono energia, rinnovabile al 51 % (la percentuale degli impianti di compostaggio è del 100%): nel 2017 ce ne erano 39 (attualmente ridotti a 37 per la chiusura di Colleferro e Ospedaletto): 26 al Nord, 7 al Centro e 6 al Sud. Al loro interno sono stati trattati 6,1 milioni di tonnellate di rifiuti. L’85% delle scorie prodotte sono state avviate a riciclo.

Gli impianti di digestione anaerobica hanno prodotto 1,2 milioni di MWh e gli inceneritori 6,4 milioni di MWh, tra produzione elettrica e termica: questa energia è in grado di soddisfare il fabbisogno di circa 2,8 milioni di famiglie.

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