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Il primo trimestre Unicredit supera le stime: 1,4 mld di utile

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Il primo trimestre dell’anno registra i risultati migliori del decennio: Unicredit chiude i primi tre mesi 2019 con un utile netto di 1,4 miliardi di euro in rialzo del 24,7 per cento anno su anno (mentre l’utile netto rettificato è a 1,1 miliardi, in rialzo dell’1,5). Il dato è sopra le stime degli analisti. Il consensus era di 1,28 miliardi.

“Siamo sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi di Transform 2019, che sono tutti confermati, entro la fine di quest’anno”, ha sottolineato il Ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier. “Siamo in vista del traguardo della maratona di Transform 2019 e, lavorando assieme come One Team, One UniCredit, assicureremo che UniCredit sia e continui ad essere un vero vincitore pan-europeo”, aggiunge nel commentare i dati del primo trimestre, caratterizzati, tra le altre cose, dalla cessione di attività immobiliari (258 milioni nel primo trimestre) e il rilascio di accantonamenti per la liquidazione delle sanzioni Usa (320 milioni di impatto netto nel primo trimestre).

L’utile netto rettificato e il Rote di Gruppo al 9,4% e del Group Core escludono l’effetto fiscale dell’IFRS9 FTA (887 milioni nel quarto trimestre) e la cessione di immobili (258 milioni nel primo trimestre). Dal punto di vista patrimoniale il Cet1 ratio è al 12,25% con il Mda (Maximum Distributable Amount) buffer fully loaded a 219 punti base. Il cet1 ratio include +7 punti base da cessioni immobiliari e -10 punti base dovuti al quadro normativo avverso. Le buone dinamiche commerciali nella Cee hanno in parte compensato il rallentamento iniziale nell’Europa occidentale. I ricavi sono a 5 miliardi (-2,7% anno su anno, +1,5% trimestre su trimestre) con commissioni in calo del 4,9% anno su anno a 1,7 miliardi (-0,5% trimestre su trimestre). I costi operativi sono a 2,6 miliardi (-4,2%), principalmente grazie a minori costi del personale (-3,5%). Le rettifiche su crediti sono in calo del 5,8% anno su anno e del 49,3% trimestre su trimestre a 468 milioni, che hanno portato a un costo del rischio ridotto a 40 punti base per la stagionalità. Il margine operativo netto a 1,9 miliardi (-0,5% anno su anno).

Parte integrante del piano Unicredit è, per l’Ad, la cessione del 17% di Fineco, anche se in passato lo stesso Mustier aveva dichiarato di voler mantenere il controllo sulla banca multicanale (con questa operazione il gruppo di Piazza Gae Aulenti è sceso al 18%). L’operazione non rappresenta un allontanamento dai clienti italiani, precisa il Ceo: “il nostro impegno in Italia non è mai stato più forte”.

Negando un cambio di strategia (al massimo è “un aggiustamento”), Mustier definisce la cessione il primo passo “della nostra strategia di business 2020-2023 che verrà presentata il prossimo dicembre”. L’operazione di Fineco “sarà seguita da altre azioni, quali – ricorda Mustier – l’accelerazione della vendita di Npe nel 2019 a sostegno del runoff della divisione Non Core entro il 2021, il riallineamento del nostro portafoglio di titoli sovrani domestici rispetto a quelli dei nostri concorrenti europei e un’evoluzione della struttura del Gruppo che ci consentirà di aumentare la flessibilità e ottimizzare i costi del nostro funding. Gli obiettivi chiave – spiega – sono assicurare al gruppo benefici da un MDA buffer ora posizionato nella parte superiore del range compreso tra 200 e 250 punti base entro fine 2019 e consentirci in questo modo di rafforzare la capacità di fare credito, supportare le economie locali e sviluppare ulteriormente le attività commerciali con i clienti nei paesi dove siamo presenti”, conclude.

L’attività di de-risking del bilancio di gruppo è proseguita nel primo trimestre con un ulteriore calo delle esposizioni creditizie deteriorate lorde a 37,6 miliardi nel primo trimestre da 38,2 miliardi nel quarto trimestre 2018. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi di Gruppo è diminuito di 1,9 punti anno al 7,6 per cento nel primo trimestre 2019, con un solido tasso di copertura del 61,8 per cento nel primo trimestre. Le esposizioni deteriorate lorde del Group Core sono diminuite a 19,8 miliardi. Il tasso di copertura è rimasto solido al 58,1 per cento. Il runoff del portafoglio Non Core anticipato al 2021 procede in linea con il piano. Ulteriore accelerazione del rundown della divisione Non Core, significativamente oltre l’obiettivo del 2019 di 14,9 mld di euro. Le esposizioni creditizie deteriorate lorde del portafoglio Non Core sono diminuite nel primo trimestre a 17,7 miliardi (-22,5 per cento anno su anno e -4,1% trimestre su trimestre).

Il ceo di Unicredit, ha anche ribadito che “non venderemo btp, lasceremo il portafoglio ridursi gradualmente” a scadenza e “vedremo col tempo di allinearci al livello dei nostri competitor”. Il ceo spiega che “non fissiamo target”. Il gruppo ha in portafoglio 54 miliardi euro in Btp.

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