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27 Maggio 2019

Fusione Fca-Renault, è Nissan a fare la differenza

Alessandro Pulcini

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Sarà, in ogni caso, un gigante del mercato auto, quello che si formerà – che si dovrebbe formare, dopo la proposta annunciata oggi – con la fusione tra Renault e Fca. Ma per capire quanto sarà effettivamente grande bisogna aspettare Nissan: mentre i francesi hanno già fatto capire di gradire molto l’operazione, dal Giappone non sembra arrivare lo stesso entusiasmo.

I nipponici, con Mitsubishi, fanno già parte dell’alleanza con Renault. Un’alleanza guidata negli anni da Carlos Ghosn, ora decaduto, incarcerato e in guerra proprio con i suoi ex impiegati di Nissan. Ora deve pronunciarsi sull’ingresso di Fca, e la sua decisione fa la differenza: senza i giapponesi, la nuova fusione va a formare il terzo produttore mondiale di automobili. Con Nissan, parleremmo invece del primo protagonista del mercato auto al mondo.

Non è una questione di mera classifica: Fca e Renault da soli rappresentano 8,7 milioni di auto vendute ogni anno, meno dei 10,3 della Toyota e dei 10,8 della Wolkswagen. Con Nissan e Mitsubishi (6,9 milioni in due) i numeri raddoppierebbero, o quasi: parleremmo di un colosso da 15,6 milioni di vetture vendute ogni anno. Numeri impressionanti, che Fca conosce benissimo: “crediamo che i benefici che matureranno da una fusione tra Renault e Fca si estenderanno anche ai partner dell’alleanza Mitsubishi e Nissan. E non vediamo l’ora di coinvolgerli in opportunità ancora più grandi e reciprocamente vantaggiose”, ha detto l’ad di Fca Mike Manley in una lettera ai dipendenti del gruppo sulla fusione proposta a Renault.

Le parole di Manley evidentemente non hanno fatto presa in Asia. La Nissan non ha partecipato alle trattative iniziali tra Fca e la casa transalpina, e non vede l’affare come particolarmente vantaggioso, spiegano fonti a conoscenza del dossier all’agenzia Bloomberg. L’azienda auto sostanzialmente non è interessata a una strategia che predilige i volumi di vendita e un’eccessiva dipendenza dal mercato auto Usa, e secondo gli analisti potrebbe opporsi alla proposta di fusione di Fca.

Far parte di un colosso del genere potrebbe sembrare un’opportunità da non lasciarsi sfuggire per i giapponesi, per quanto si dice che la ribellione contro Ghosn fu proprio provocata dalla convinzione di alcuni dirigenti Nissan di aver concesso troppo potere ai partner francesi. Dopo aver estromesso Ghosn la priorità della Nissan è proprio quella di riequilibrare la propria partnership con la Renault, proprietaria del 43% del costruttore nipponico, mentre quest’ultimo possiede appena il 15% della casa francese, ma senza diritti di voto. Nel 2018 Nissan ha venduto 5,65 milioni di vetture, contro i 3,88 milioni di Renault, ma la redditività è in calo, e per a prima volta in dieci anni ha registrato una flessione dell’utile operativo. Un ingresso di Fca potrebbe anche preoccupare, se rimaneggiasse ancora di più il peso di Nissan nell’alleanza.

Una prima configurazione intanto comincia a circolare, diffusa dagli analisti di Intermonte in un report dedicato all’operazione: la struttura dell’azionariato di Fca-Renault post-fusione dovrebbe vedere Exor al primo posto del gruppo con il 13% del capitale, davanti alla Francia e a Nissan, che avranno il 7% ciascuna. A seguire i fondi Tiger al 3%, Harris, Blackrock e Vanguard con il 2%, quota che avrà la stessa Renault, mentre Daimler avrà l’1%. Il restante 53% resterà in mano al mercato.

La Exor degli Agnelli sarebbe, dunque, protagonista. Anche Manley parla di “posizione di forza”: “il cda e io rimaniamo fiduciosi nella nostra strategia indipendente e guardiamo a questa fusione di una posizione di forza avendo chiuso il 2018 con la migliore posizione finanziaria dalla costituzione di Fca”. Manley ha specificato che “anche se non c’è ancora certezza sulla conclusione dell’operazione, puntiamo ad agire il più rapidamente possibile per assicurarci un accordo definitivo con il gruppo Renault”.

Ma quali saranno i tempi dell’operazione? Per l’Ad “se questa fusione andrà avanti, la nascita della nuova società potrebbe richiedere più di un anno”. “In questo momento la strada migliore da seguire è continuare con la vostra costante dedizione nel rispettare i nostri impegni. Io farò la stessa cosa”, aggiunge Manley. “Nel gruppo Renault abbiamo trovato un partner affine che vede il futuro come noi. Quelle che sono iniziate qualche tempo fa come conversazioni operative per una maggiore collaborazione si sono trasformate in una trattativa sulla fusione dal momento che abbiamo riconosciuto gli enormi potenziali benefici per entrambe le società che risulterebbero dal mettere insieme i propri business”.

Intanto, Renault sembra già decisa ad andare avanti e “dopo un’attento esame dei termini della proposta amichevole di Fca, il cda” di Renault “ha deciso di studiare con interesse l’opportunità di una tale combinazione”. Lo si legge in una nota del gruppo francese in cui si specifica che “ulteriori comunicazioni saranno diffuse a tempo debito per informare il mercato dei risultati di queste discussioni”. Tra le parole di Renault anche un messaggio ai suoi alleati: la fusione “rassicura la presenza manifatturiera di Renault” e “crea ulteriore valore per l’alleanza” con Nissan e Mitsubishi.

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