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Fca-Renault: la Francia vuole più garanzie. Conte: non orienti l’operazione

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Ulteriori garanzie. Questo è ciò che la Francia ha chiesto a Fca per portare avanti l’operazione di fusione con Renault. Lo scopo è quello di evitare tagli occupazionali e difendere l’interesse nazionale, tra cui il quartier generale operativo del nuovo gruppo a Parigi, un dividendo straordinario per gli azionisti di Renault e un posto al governo in Cda. Lo conferma a Bloomberg un portavoce del ministro delle Finanze, Bruno Le Maire, che ha incontrato nel weekend a Parigi il presidente di Fca John Elkann. “È una vicenda che seguo con molta attenzione” e “spetta al governo avere premura per i livelli occupazionali” ma non “orientare l’operazione”, ha commentato il premier Giuseppe Conte a margine di un evento a Roma.

A intervenire è anche Nissan, che vuole salvaguardare i suoi interessi: quella di Fca e Renault “è una fusione completa che, se realizzata, altererebbe significativamente la struttura del nostro partner Renault. Ciò richiederebbe una revisione fondamentale della relazione esistente tra Nissan e Renault”, precisa in una dichiarazione il ceo di Nissan, Hiroto Saikawa. “Dal punto di vista della protezione degli interessi di Nissan, Nissan analizzerà e prenderà in considerazione i suoi rapporti contrattuali esistenti e il modo in cui dovremmo operare in futuro”.

Saikawa ha aggiunto che la proposta della Fca alla Renault, già partner della casa auto nipponica e dell’alleata Mitsubishi Motors, rappresenterebbe vantaggi per l’intera entità. “Credo che la potenziale aggiunta di Fca come nuovo membro dell’Alleanza potrebbe ampliare il campo di gioco per la collaborazione e creare nuove opportunità per ulteriori sinergie”, ha detto il numero uno di Nissan. Domani il Cda di Renault si riunirà per decidere e dare una risposta alla proposta di Fca. La casa transalpina controlla il 43% della Nissan, mentre quest’ultima possiede appena il 15% dell’alleato francese, ma senza diritti di voto. Nel 2018 il costruttore giapponese ha venduto 5,65 milioni di vetture, contro i 3,88 milioni di Renault, ma la redditività è in calo, e per a prima volta in dieci anni ha registrato una flessione dell’utile operativo.

E dopo il meeting venerdì e sabato Le MaireElkann, domenica è stato il turno del presidente di Renault Jean-Dominique Senard. Le richieste della Francia sono oggetto di valutazione da parte del gruppo italo americano che sembrerebbe essere disponibile solo a piccoli ritocchi al suo piano. Le Maire avrebbe chiesto anche rassicurazioni sul mandato di Senard, che è stato indicato come possibile amministratore delegato del gruppo post-fusione. Gli incontri precedono il cda di Renault che martedì dovrà dare una risposta alla proposta di fusione avanzata da Fca.

Immediata la reazione in Borsa, con un testacoda di Fca e Renault. Il costruttore d’Oltralpe sale dell’1,9%, in controtendenza rispetto a un comparto auto debole (-0,6% l’indice Stoxx di settore), dove Fca è fanalino di coda e cede l’1,7% a 11,23 euro.