fbpx

Fiat e i marchi francesi, un secolo di matrimoni mancati

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Risale agli anni Trenta l’inizio dei complessi rapporti tra Fiat, e la famiglia Agnelli, e i marchi francesi. Una serie di tentativi di matrimonio, puntualmente naufragati. Dalla Simca, alla Citroen, passando per Psa, fino ad arrivare alla proposta di fusione presentata a Renault il 27 maggio e poi ritirata per i tentennamenti del governo francese.

SIMCA – Negli anni ’30 Giovanni Agnelli partecipa alla creazione della Simca, casa automobilistica motociclistica francese. Dopo la guerra mostra interesse per Renault, ma lo Stato gli proibisce qualsiasi concreta proposta. Nel 1954, Simca passa sotto il controllo americano.

CITROEN – Nel 1968 Fiat fa una grande alleanza con Citroen, alla quale propone in seguito una completa integrazione: la famiglia proprietaria, Michelin, è pronta ad accettare l’offerta ma lo stato francese, guidato da Pompidou, pone il veto. Nel 1974 Citroen viene acquisita da Peugeot.

PSA – I colloqui tra Fiat e Psa tornano a intervalli regolari. Nel 2016 il gruppo francese propone a John Elkann un’acquisizione di Fiat Chrysler, ritentata a inizio 2019, nuovamente senza successo.

RENAULT – Negli anni 90 riemerge l’idea di fusione Renault-Fiat, con la dirigenza della casa francese favorevole alla transazione. L’allora ministro Longuet respinge la proposta, puntando l’indice sul rischio di cannibalizzazione dei marchi e sui timori per l’occupazione. A maggio 2019 Fca sottopone l’ultima proposta di fusione a Renault, poi ritirata.