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Linate, il trasloco di un aeroporto

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Per la Sea, la società che gestisce gli scali milanesi, la sfida è davvero speciale, di quelle che tra gli addetti ai lavori verrà ricordata e raccontata negli anni a venire: chiudere il city airport di Linate nei mesi più caldi delle vacanze estive, precisamente tra le 7 del mattino di sabato 27 luglio e le 6 del mattino di domenica 27 ottobre, quando il traffico esplode e i terminal si affollano, e trasferire voli, personale, servizi e attrezzature a Malpensa sarà un’impresa.

Impresa a cui il gestore si prepara da tempo. “Ci lavoriamo da gennaio – racconta sul nuovo numero di Fortune Italia Alessandro Fidato, l’airport manager di Sea, numero due della società – e abbiamo creato un management committee di cui fanno parte dieci direzioni aziendali, perché lo sforzo è di tutta l’azienda, davvero trasversale. L’abbiamo chiamata operazione Bridge, il ponte simboleggia il collegamento tra due luoghi, si va da una parte all’altra e ritorno, come nel nostro caso. I nostri dipendenti di Linate si trasferiranno a Malpensa a fine luglio, poi a fine ottobre torneranno a Linate”.

Non si può fare altrimenti: la pista di decollo e atterraggio, lunga 2,4 chilometri e larga 60 metri, va rifatta d’estate, perché la manutenzione straordinaria imposta dalla normativa ogni 15/20 anni per garantire ai passeggeri livelli di sicurezza elevati, richiede un meteo stabile, sereno e caldo. Verrà completamente rifatto il manto (spessore circa 60 centimetri) e si sostituiranno le testate in calcestruzzo con altre in cemento, materiale più flessibile, moderno e sicuro (investimento di 21,8 milioni).

Un’altra parte dei lavori riguarderà l’installazione dei quattro nuovi sistemi di Bhs (Baggage handling system), l’impianto che gestisce le valigie e le prepara prima dell’imbarco sull’aereo (10,9 mln di euro di investimento). Questi sistemi di ultima generazione permettono controlli più accurati delle valigie e aumentano i livelli di sicurezza.

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di giugno.