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Il solco scavato dalle Olimpiadi

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Le Olimpiadi a Milano e a Cortina sono una buona notizia. Dovrebbe esserlo per tutti. Ma c’è chi non può festeggiare. O, meglio, chi dovrebbe avere il pudore di non farlo. Il dibattito sull’opportunità di ospitare un evento del genere è da sempre acceso. La tesi di chi si oppone è sempre la stessa: portano corruzione e spreco di denaro pubblico. Dalla loro hanno, in parte, il conforto della storia. Gli sprechi ci sono stati e la corruzione anche. Il problema però è un altro. Per evitare lo spreco di denaro pubblico e la corruzione è giusto non fare, rinunciare ad andare avanti e tornare inesorabilmente indietro? La risposta, in questo caso, non dovrebbe ammettere dubbi: questa è la strada per impoverirsi. Economicamente, culturalmente e socialmente. 

Lo dimostrano le condizioni di Roma e di Milano. Ma anche quelle di Torino. La Capitale sta affondando, un giorno dopo l’altro. Milano è una capitale europea, che ha la possibilità di costruire un futuro ancora migliore. Torino galleggia, con il problema chiave di gestire un’economia che non può più girare solo intorno alla Fiat. 

Le amministrazioni di Roma e Torino, tutte e due a guida Cinquestelle seppure con caratteristiche e capacità diverse, non possono fare altro, oggi, che riflettere sulle occasioni perse. Dovrebbero affrontare un tema cruciale: dove stanno andando e dove stanno portando le loro città? Non possono rispondere se non cercando di adombrare complotti, elencando giustificazioni, costruendo alibi improbabili. Alla stessa domanda può rispondere con assoluta certezza il sindaco di Milano, Beppe Sala: verso lo sviluppo, la crescita, il progresso.

La differenza è diventata abissale. Il solco che scaveranno le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina rischia di lasciare Roma, e forse anche Torino, in una lunga fase di declino