9 Luglio 2019

Unicredit si è ‘liberata’ di Fineco. E ha incassato un altro miliardo

Fortune

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Unicredit si è ‘liberata’ di Fineco. Con un incasso di 1,099 mld di euro, il gruppo ha concluso con successo la vendita dell’ultima quota di capitale che aveva della banca multicanale guidata da Alessandro Foti, che il giorno successivo all’operazione si sveglia in Borsa perdendo il 2% (mentre Unicredit rimane piatta).

Il gruppo guidato da Jean Pierre Mustier ha venduto quello che gli rimaneva di Fineco (il 18,3%) con la stessa modalità con cui aveva venduto, a sorpresa, un altro 17% a maggio: la cessione a investitori istituzionali, ai quali sono andate quasi 111,6 milioni di azioni a 9,85 euro l’una, con uno sconto del 4,4% rispetto al prezzo di chiusura di Borsa di lunedì. L’effetto sul capitale è stimato in 30 punti base sul Cet1 capital ratio nel terzo trimestre.

Nel 2019 la vendita di Fineco è valsa più di 2 mld: con l’ultima quota Unicredit ha incassato 1,1 mld, con quella di maggio (103,5 milioni di azioni vendute) ne aveva incassato un altro. Il totale arriva però a tre miliardi se si considerano le due riduzioni del 2016 (quando l’azione Fineco valeva la metà rispetto ai prezzi attuali) valse a Unicredit 900 milioni di euro. La quota del 18,3% era già stata deconsolidata dal bilancio di Unicredit dopo il collocamento accelerato di maggio. L’effetto su Fineco? Un aumento del flottante che fa diventare così la banca online una public company. Per la internet bank non cambia “assolutamente niente” con “una situazione di totale assoluta continuità con quello che è l’azienda adesso”, aveva detto l’ad e direttore generale, Alessandro Foti, due mesi fa.

Il gruppo di Piazza Gae Aulenti fa così un nuovo passo verso il nuovo piano industriale che il ceo Jean Pierre Mustier presenterà a Londra all’inizio di dicembre: la cifra, insieme alla cessione di asset immobiliari e a una ulteriore sforbiciata sugli npl, dovrebbe contribuire a centrare l’obiettivo di Unicredit di raggiungere la parte alta del buffer di 200-250 punti base del Cet1 ratio sui requisiti patrimoniali entro fine 2019. E rappresenta quindi una base da cui partire per il piano al 2023 in preparazione in questi mesi.

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