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Carige: in campo trentina Ccb, lunedì consiglio Fitd

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di Sabina Rosset – Il salvataggio Carige è a una svolta, con il consorzio di banche del Fondo interbancario pronto a guidare un riassetto che per la prima volta dopo mesi vede ufficialmente speso il nome di un alleato industriale per l’istituto ligure: il gruppo trentino di Cassa Centrale, pronto a entrare in partita si ipotizza per il 10% della Cassa di Genova, per poi crescere ulteriormente entrando in una regione come la Liguria, dove non ha Bcc affiliate. Il presidente del Fitd Salvatore Maccarone ha annunciato che lunedì il consiglio dello Schema volontario, sceso in campo a novembre con un investimento di circa 318 milioni nella banca ligure, si riunirà per “convocare l’assemblea che deciderà la conversione del bond Carige”. Quanto a Ccb ha interesse “per una quota”, ha spiegato Maccarone, chiarendo che “molti tasselli devono andare a posto entro il 25 luglio”, scadenza fissata dalla Bce per il riassetto.

Della partita dovrebbero essere anche il Credito Sportivo per 150 milioni di euro e Mcc-Banca del Mezzogiorno per 50 milioni di euro. Una volta definita la pattuglia di soggetti per rafforzare il capitale di Carige, ha sottolineato Maccarone, allora sarà possibile un intervento per la parte residua da parte dello schema obbligatorio del Fondo interbancario.

Il rafforzamento patrimoniale intanto è salito ancora ed è atteso ora nell’ordine dei 900 milioni, che per 320 milioni arriverebbero dalla conversione del bond dello Schema volontario, per altri 380 da un aumento di capitale per cassa e per 200 milioni circa da strumenti subordinati (Tier 2).

Quanto alle notizie su una lettera con la richiesta di chiarimenti al Fitd dalla Malacalza Investimenti, primo socio con il 27,7% del capitale considerando anche le partecipazioni detenute direttamente da Vittorio Malacalza, Maccarone ha solo spiegato di aver avuto contatti con l’imprenditore: “è importante che voti sì all’aumento di capitale in assemblea”.

Il vice ministro all’Economia Laura Castelli ha sottolineato intanto che su Carige “noi siamo per operazioni di mercato”, senza voler aggiungere altro “perché sono cose delicate”. “Se si vuole rimettere in piedi Carige – ha aggiunto – il mercato è la strada migliore. Stiamo lavorando bene”. Alla finestra, se l’operazione di mercato non andasse a buon fine, resterebbe Bper, che da mesi avrebbe nei radar l’operazione secondo quanto filtrato, ma solo per una salvataggio ‘alla veneta’.

“Non credo che ci sia un vicolo cieco, speriamo si arrivi a una soluzione, però lasciamo lavorare chi ha il compito di farlo, ci sono i commissari”, aveva detto nel mattino il consigliere delegato di Ubi Victor Massiah. “Tutti hanno detto che sarebbe più opportuno avere una soluzione industriale, però adesso ci sono i commissari, lasciamo lavorare loro”.