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Alitalia, un mese per chiudere. Presto da Delta negli Usa

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Di Enrica Piovan – Stretta finale sul piano industriale per la nuova Alitalia. Dopo settimane di lavoro tra Fs, Atlantia e rappresentanti di Delta, i partner italiani si preparano a volare negli Stati Uniti per un incontro con i vertici della compagnia americana. Sul tavolo ci sono diversi nodi ancora da sciogliere, dagli esuberi alla governance, e il tempo stringe: resta solo un mese di tempo per chiudere l’offerta vincolante e il piano entro la scadenza del 15 settembre. Che a questo punto è considerata l’ultima chiamata: se a settembre si dovesse ricominciare da capo, avvertono i sindacati, ci potrebbero essere problemi di cassa.

Un momento di verifica importante sarà dunque l’incontro con i vertici di Delta nel quartier generale ad Atlanta che si sta preparando per le prossime settimane: la data non sarebbe ancora stata fissata, ma si lavora per un appuntamento entro la fine di agosto. Delta ha messo a punto nei mesi scorsi ad una bozza di piano insieme a Ferrovie dello Stato, ma con l’ingresso di Atlantia nella compagine, un mese fa, si sono rese necessarie alcune modifiche. In particolare, gli interventi sarebbero sullo sviluppo dei ricavi e del lungo raggio e sul miglioramento dei servizi a terra.

Ma sul tavolo delle trattative ci sono diversi temi ancora da affinare e di cui probabilmente si parlerà negli Usa. In particolare, il perimetro dell’azienda sembra destinato a ridursi: i numeri che circolano parlano di esuberi che potrebbero arrivare a quota 2.800 e di una flotta con 15 aeromobili in meno (dagli attuali 118). C’è poi il tema del network, cui si lega la rinegoziazione dell’alleanza transatlantica (con Delta, Air France-Klm e Virgin), tuttora in corso. Infine, il nodo della governance, con l’individuazione dell’a.d. della nuova Alitalia, per il quale è già partito il toto-nomi: si va dall’ex a.d. di Meridiana Roberto Scaramella al commissario Stefano Paleari, dal direttore commerciale Fabio Lazzerini, fino all’ex a.d. dell’Alitalia del Piano Fenice Rocco Sabelli.

Sulla partita rassicura l’a.d. delle Fs Gianfranco Battisti, che in un’intervista qualche giorno fa al Corriere della sera diceva: “il 15 settembre dovremmo fare l’offerta affidandoci ad un management solido”. Ma sul dossier rischia di pesare l’incertezza derivante dalla crisi di Governo, che tuttavia permette ad Atlantia di concentrarsi su Alitalia senza lo spettro della revoca della concessione di Autostrade per l’Italia. I sindacati chiedono che la partita Alitalia venga “svincolata dalle scelte di partito”: “il percorso iniziato deve andare avanti”, avverte il segretario della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi, puntualizzando che, se il 15 settembre “si dovesse ricominciare da capo ci potrebbe essere un problema di cassa”. In cassa al 31 maggio c’erano 467 milioni e ad oggi, comunque, secondo fonti della compagnia, c’è abbastanza ossigeno per arrivare all’anno prossimo. Il lavoro dei commissari straordinari continua inoltre a dare frutti, con un continuo aumento dei ricavi soprattutto sul redditizio mercato del lungo raggio: anche a luglio sui voli intercontinentali si registra un aumento dei ricavi (+2,6%) e dei passeggeri (+4,7%). Complessivamente i ricavi relativi al trasporto passeggeri dell’intera rete Alitalia sono stati pari a 295 milioni di euro, “confermando l’ottimo risultato raggiunto nello stesso mese del 2018”.