19 Agosto 2019

P&G punta su sviluppo sostenibile e innovazione

Giorgio Nadali

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Progetti di sviluppo sostenibile, innovazione, nuovi trend. Franco Giannicchi, presidente ed amministratore delegato P&G Sud Europa, parla dei risultati e delle strategie della multinazionale. Con particolare attenzione anche alle iniziative a favore della disabilità.

Quali sono i progetti di sviluppo sostenibile di P&G?

Per P&G sviluppo sostenibile significa migliorare la qualità della vita delle persone e del pianeta oggi e per le generazioni future. Oggi 5 miliardi di persone in 150 paesi nel mondo usano i nostri prodotti. Sappiamo che per poter continuare a servire i nostri consumatori dobbiamo operare come buoni cittadini. Per questo in P&G parliamo di “Cittadinanza d’Impresa” che include non soltanto Sostenibilità Ambientale e Responsabilità Sociale ma anche Etica e Responsabilità d’Impresa, Parità di Genere e Diversità e Inclusione. Utilizziamo l’azienda e i nostri marchi per dare un aiuto concreto a chi ha più bisogno o anche per alimentare, attraverso le nostre pubblicità, discussioni su temi socialmente rilevanti, come l’uguaglianza di genere, la lotta ai pregiudizi, e la valorizzazione delle diversità. Da oltre 20 anni siamo accanto ad Abio (Associazione per il Bambino in Ospedale) con la quale abbiamo aperto più di 60 sale giochi per bambini negli ospedali italiani. Con Dash insieme a Banco Alimentare abbiamo donato 5 milioni di pasti a famiglie in difficoltà. In occasione del terremoto nel centro Italia insieme a Whirlpool Corporation abbiamo realizzato a Norcia e nei paesi circostanti 10 containers lavanderia. Con la comunità di Sant’Egidio abbiamo creato la prima “Lavanderia di Papa Francesco” per i senza fissa dimora di Roma e tra poco ne apriremo un’altra nel nord Italia. Quest’anno siamo stati a fianco degli atleti di Special Olympics, ragazzi con disabilità intellettive, in occasione dei Giochi Mondiali di Abu Dhabi, uno splendido esempio di inclusione attraverso lo sport. Dal 2006 siamo accanto ad Unicef nella lotta contro il tetano materno e neonatale, una patologia che genera ancora morte tra i bambini e le mamme e che grazie a P&G è stata sconfitta in 21 paesi salvando oltre 100 milioni di persone. Inoltre abbiamo contribuito a pulire 10 spiagge con Legambiente e sostenuto progetti di conservazione della natura urbana con WWF. I nostri stabilimenti in Italia sono a “zero scarti in discarica” ed entro il 2020 lo saranno tutti i nostri siti produttivi nel mondo. Con la nostra ricerca lavoriamo per offrire soluzioni a problemi endemici come ad esempio l’accessibilità all’acqua potabile: con il prodotto “P&G Purifier of Water” dal 2004 abbiamo distribuito 15 miliardi di litri di acqua potabile nei paesi in via di sviluppo riducendo la mortalità infantile causata dall’acqua contaminata. Inoltre come azienda sosteniamo il Pride e l’associazione Parks Liberi e Uguali, per testimoniare il nostro impegno per un ambiente di lavoro inclusivo, in cui ciascuno dei nostri dipendenti si senta valorizzato e incoraggiato ad esprimere se stesso pienamente, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, di genere, etnia, cultura o religione. Potrei continuare ma credo che il concetto sia chiaro: vogliamo essere riconosciuti come un’azienda governata in modo responsabile, che opera secondo principi etici, sostiene buone cause, protegge l’ambiente e offre un ambiente di lavoro in cui dipendenti possono sviluppare il proprio potenziale.

Quali risultati consolidati ha raggiungto P&G Italia nell’ultimo anno?

Lo scorso anno in Italia oltre il 90% della crescita a valore delle categorie nelle quali competiamo è stata guidata da P&G grazie all’innovazione, alla capacità di intuire i bisogni dei consumatori e di anticipare i trend. Come ad esempio quello della “semplificazione”, per cui lo shopper ritiene rilevante ed è pronto a spendere di più per un’innovazione che semplifica la sua quotidianità come le Dash Pods, un prodotto in grado di sostenere il valore del singolo lavaggio ridando vigore ad un segmento maturo come la detergenza bucato. O quello della “sensorialità” con Lenor Unstoppables, il profumatore per il bucato che ha fatto crescere il fatturato di un comparto consolidato come gli ammorbidenti creando un nuovo segmento. Stiamo innovando in tutte le categorie nelle quali competiamo in Italia e abbiamo progetti di category management che registrano tassi di crescita della categoria del 10%. Di fronte ci sono grandi sfide, come ad esempio sviluppare quei segmenti di mercato ad alto valore aggiunto che hanno ancora una bassa penetrazione come gli spazzolini elettrici, leve di business ulteriori rispetto alla promozionalità come i profumatori per il bucato come Lenor Unstoppables che offrono una performance superiore ed in cui la visibilità in store crea più valore rispetto ad una promozione. E sempre più un’offerta fatta “su misura” per le persone, tenendo in considerazione che lo shopper di oggi è sempre più “connesso” e frequenta più canali di vendita.

In particolare cosa La rende orgoglioso della direzione di P&G Sud Europa?

Innnazitutto sono fiero di guidare manager che prima di essere dei professionisti sono delle persone che si rispecchiano nei principi e valori dell’azienda. Persone che ogni giorno si impegnano  per migliorare la qualità della vita delle persone. Manager competenti, coi quali insieme, negli ultimi anni, abbiamo trasformato P&G per poter operare e competere in un nuovo contesto. Viviamo infatti una realtà nella quale la tecnologia, l’analisi dei dati, i social ed il commercio on-line hanno modificato anche il settore del largo consumo. Il modo con cui parliamo ai consumatori è cambiato. Negli anni ’30 P&G ha inventato le soap operas alla radio per comunicare ad un target “massificato”. Oggi i consumatori si aspettano una comunicazione “personalizzata” e in tempo reale e che i loro bisogni vengano anticipati e soddisfatti. Per questo in Sud Europa, P&G ha investito in infrastrutture tecnologiche e nello sviluppo di Data Scientists e Business Analysts per poter costruire partnership più forti con i nostri partner commerciali per i quali finora, l’arena competitiva era determinata dalla distanza degli shopper dal supermercato mentre oggi col digitale non ha confini.

Ci parli dell’iniziativa di Procter & Gamble per diffondere in Italia gli spot fruibili da persone con disabilità

Siamo felici che P&G sia la prima azienda in Italia ad adattare i propri spot pubblicitari per renderli accessibili anche alle persone con disabilità visive e uditive. Riteniamo che un’azienda leader abbia il compito di dare esempi che possano cambiare in meglio la società in cui viviamo. Già da qualche anno in P&G ci siamo posti una domanda: “E se le aziende potessero essere sia una forza per il bene  che una forza per la crescita?”. È una domanda provocatoria perché ci sfida a riconsiderare tutto, anche il modo di comunicare. Ma l’opportunità più grande è guidare un’azione. Una cosa infatti è parlare di obiettivi e di ciò che è corretto fare ma è tutt’altra cosa portare in vita i valori dell’azienda o del marchio, prendere una posizione e guidare il cambiamento. In tal senso P&G crede da sempre nella valorizzazione delle Diversità e nell’Inclusione. Se da un lato la diversità è fondamentale, dall’altro l’inclusione è la chiave di volta per cambiare le regole del gioco. Già da dieci anni, in alcuni paesi del mondo P&G ha introdotto i sottotitoli negli spot e dallo scorso anno ha deciso di rendere la sua pubblicità più inclusiva con audiodescrizioni che rendano gli annunci pubblicitari per la TV accessibili anche ai milioni di consumatori affetti da cecità completa o da disabilità visive. In Europa siamo già attivi in Spagna e nel Regno Unito ed ora il nostro desiderio è di iniziare quanto prima anche in Italia con i nostri marchi principali. Oggi alcuni canali televisivi italiani stanno trasmettendo parte dei propri contenuti con modalità accessibile alle persone con disabilità visiva e con sottotitoli, ma questo adattamento non è ancora stato realizzato per gli intrattenimenti pubblicitari, richiedendo un investimento alle aziende per la modifica degli spot e ai network televisivi per un adeguamento della tecnologia per la messa in onda. Così da circa un anno abbiamo coinvolto l’Unione Nazione Ciechi e Ipovedenti su questa nostra iniziativa di inclusione, registrando un entusiasmo che ci ha spinto ad andare avanti. Per questo abbiamo realizzato uno spot del marchio Gillette fruibile anche dalle persone non vedenti, ipovedenti e con disabilità uditive. Purtroppo, però, questa pubblicità oggi non può andare in onda in quanto i broadcaster italiani non hanno ancora attivato le tecnologie necessarie per poter offrire questo servizio.

Ceo Challenge di P&G. Una competizione internazionale che offre l’opportunità di avere un colloquio con P&G attraverso la risoluzione di problemi aziendali. E’ prevista l’edizione 2020?

La Global CEO Challenge è una sfida appassionante che mira a individuare i migliori talenti da introdurre in azienda. Una competizione dal carattere internazionale che porterà i partecipanti a confrontarsi con brillanti colleghi e a conoscere meglio la realtà aziendale, i principi, il lavoro ed i manager di P&G. Siamo felici ed onorati di aver ospitato in Italia, nella sede di Roma la finale Europea 2018 di questa iniziativa con la quale P&G intende ancora una volta dimostrare in maniera concreta di credere nelle nuove generazioni, puntando sulla loro professionalità e voglia di mettersi in gioco. Certamente ci sarà una edizione per il 2020.

In cosa fa veramente la differenza P&G sul mercato internazionale?

Procter & Gamble è sul mercato da 182 anni e ritengo ci siano due importanti motivi per spiegare la sua longevità: il cambiamento instancabile per essere sempre in grado di soddisfare chi acquista i nostri prodotti e la capacità di anticipare e guidare questo cambiamento. C’è una cosa però che nel tempo in P&G non è mai cambiata ovvero i principi ed i valori in cui crediamo. Ogni giorno in P&G lavoriamo per “migliorare la qualità della vita dei consumatori, oggi e per le generazioni future” ed è questo che ci stimola e che spinge molte persone ad entrare nella nostra organizzazione. I nostri valori, che ci trasmettiamo di generazione in generazione sono leadership, spirito imprenditoriale, integrità, passione per la vittoria e fiducia. Noi ci aspettiamo che ogni impiegato P&G agisca fin dal primo giorno di lavoro, operando in maniera responsabile come fosse il proprietario dell’azienda. Non a caso, più del 10% delle azioni P&G (NYSE:PG) appartengono ai nostri dipendenti, un risultato eccezionale per una società delle nostre dimensioni.  Ecco, questa capacità di visione del futuro che ha permesso a P&G di attraversare periodi storici floridi ma anche molto turbolenti, restando sempre coi suoi marchi accanto ai consumatori e ai partner commerciali, a mio parere fa di P&G una azienda leader che fa la differenza nel mercato. I nostri prodotti sono venduti in 150 paesi nel mondo e utilizzati da 5 miliardi di persone. In Italia, ogni minuto vengono venduti oltre 1000 prodotti P&G, la maggior parte dei quali guidano le categorie nelle quali competono. Tutto questo non sarebbe possibile senza la fiducia che tanto i consumatori quanto le persone che lavorano con noi ripongono in P&G e che ogni giorno cerchiamo di guadagnarci con risultati concreti guidati dall’innovazione e da prodotti e servizi di qualità superiore. Risultati che mirano a far crescere il valore dei mercati in cui operiamo, perchè questa è la misura chiave per una crescita sostenibile nel lungo periodo. Non è un caso se P&G è da sempre nella lista delle Most Admired Companies di Fortune!

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