30 Agosto 2019

Secondo Christine Lagarde il Patto di stabilità Ue può cambiare

Fortune

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Di Enrico Tibuzzi – Si moltiplicano i segnali che indicano la possibilità di una revisione dell’insieme di norme che disciplina le gestione delle finanze pubbliche dei Paesi dell’Eurozona. L’ultima, importante indicazione in questo senso è giunta dalla futura presidente della Bce, Christine Lagarde. La quale, rispondendo al questionario sottopostole dall’Europarlamento nel quadro del processo di approvazione della sua nomina, ha osservato che una revisione delle regole offrirà l’occasione “per valutare l’efficacia dell’attuale quadro normativo e discutere delle opzioni per la sua riforma”.

Secondo il Financial Times, Lagarde sarebbe favorevole a eventuali interventi destinati in particolare a dare più margine di manovra ai singoli Paesi affinchè, nei momenti di ‘buona’, possano mettere da parte risorse da utilizzare per fronteggiare congiunture sfavorevoli. E in questa ottica l’ex direttore del Fmi vedrebbe di buon occhio anche la creazione di uno strumento di bilancio da utilizzare per affrontare shock imprevisti. Ciò detto, la cautela sull’esito del confronto apertosi già da tempo su questi temi tra le cancellerie dei 19 Paesi che condividono l’euro è d’obbligo.

Funzionari della Commissione europea hanno elaborato recentemente un documento di riflessione ‘tecnico’ in cui si parla della necessità di semplificare le regole europee da cui Bruxelles ha ‘politicamente’ preso le distanze. La proposta della Francia di Emmanuel Macron per la creazione di un bilancio dell’Eurozona è stata finora respinta. Ed anche tutte le altre idee messe sul tavolo dell’Ecofin per allentare la camicia di forza dentro la quale sono costretti i bilanci nazionali non hanno fatto finora molta strada.

Ma la necessità di fronteggiare una congiuntura economica sfavorevole, di dare ai cittadini europei segnali nuovi di attenzione ai loro bisogni e di andare oltre politiche fatte solo di austerity sono solo alcuni degli argomenti con cui le ‘colombe’ possono ora fronteggiare i ‘falchi’ del rigore del Nord Europa. Un confronto destinato a svilupparsi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi in un contesto caratterizzato dal rinnovo totale delle massime cariche delle istituzioni europee che rappresenta una finestra di opportunità. E che, anche grazie al possibile contributo di un’Italia europeista ma riformatrice, potrebbe portare oltre la promessa già fatta da Ursula von der Leyen davanti ai nuovi europarlamentari per sostenere la crescita e gli investimenti utilizzando tutti i margini di flessibilità che le attuali regole già prevedono.

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