13 Settembre 2019

Ecco la Fortune Global 500. E c’è sempre più Cina

Fortune

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Pechino ha raggiunto Washington nella Fortune Global 500, offrendo una rappresentazione fedele delle profonde rivalità che stanno rimodellando il panorama imprenditoriale globale.

 

Fortune Global 500
La collocazione geografica delle aziende Global 500 di Fortune.

 

Mentre il XXI secolo, il secolo della Cina, si avvicina al suo terzo decennio, la Global 500 di Fortune mostra come si stia muovendo la bilancia del potere mondiale. Se 121 delle maggiori aziende mondiali per entrate sono americane, 129 sono cinesi (inclusele 10 aziende di Taiwan). Per la prima volta dal debutto della Global 500 nel 1990, e probabilmente per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale, una nazione diversa dagli Stati Uniti domina la classifica del business mondiale.

Un cambiamento che sta trasformando il mondo, e non solo quello degli affari. Mentre la Cina cerca di succedere agli Stati Uniti come prima superpotenza, il business ricopre un ruolo sempre più importante, a livello internazionale. I Paesi sono sempre stati in competizione sul fronte economico, ma gli Stati Uniti e la Cina sono impegnati in una battaglia faccia a faccia sulla forza vitale dell’economia mondiale: la tecnologia. Come ha scritto l’ex segretario al Tesoro Henry Paulson, “è una battaglia per stabilire quale economia guiderà la tecnologia del futuro, stabilendone gli standard”. Un esempio di società cinese che spinge la tecnologia verso nuove frontiere è il gigante assicurativo Ping An.

La battaglia non è solo metaforica; coinvolge questioni fondamentali riguardanti lasicurezza nazionale. Ecco perché, soprattutto, gli Stati Uniti hanno parzialmente vietato alle aziende americane di acquistare prodotti realizzati dal gigante delle telecomunicazioni Huawei (n. 61 nella nostra classifica), affermando che la società è guidata dallo Stato cinese e potrebbe sabotare l’infrastruttura 5G o utilizzarla per rubare dati. Huawei ha dichiarato che nessuna di queste affermazioni è vera. La Cina ha fissato obiettivi espliciti in campi come l’intelligenza artificiale, l’informatica quantistica, la robotica e i veicoli autonomi. Con l’inasprirsi del confronto altre nazioni potrebbero sentire la necessità di schierarsi con la tecnologia cinese o quella americana, aumentando ulteriormente la posta in gioco.

 

La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di settembre.

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