15 Settembre 2019

I droni ‘colonizzano’ il porto di Anversa

Morena Pivetti

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Il Porto di Anversa – il secondo porto più grande d’Europa, 20 miliardi l’anno di valore aggiunto e 143mila posti di lavoro diretti e indiretti – fa da apripista nella sperimentazione per l’utilizzo commerciale dei droni. Il 26 settembre organizza una dimostrazione con diversi voli in simultanea sul porto e sul centro di Anversa, e sarà la prima volta nel mondo, di velivoli a guida autonoma (droni) per la consegna di pacchi, ispezione dei container e interventi di emergenza, alla presenza di specialisti del settore e aperta alla stampa.

Il primo test si è tenuto all’inizio di settembre al Sint-Truiden DronePort alla presenza dell’allora Commissaria Ue ai Trasporti, Violeta Bulc: si tratta di una delle due aree (insieme alla città e al porto) individuate in Belgio per la sperimentazione del volo telecomandato. A condurre i test è il Consorzio Safir, un gruppo di partner pubblici e privati di cui fanno parte Amazon Prime Air insieme ad Aveillant, C-Astral, DronePort, Elia, Explicit, Helicus, Porto di Anversa, Proximus, SABCA, Skeyes, Tekever e Unifly.

Il nome Safir è l’acronimo di Safe and Flexibile Integration of Initial U-space Service in a Real Environment, un progetto finanziato dall’Unione europea che ha lo scopo di aiutare Sesar JU, (Single European Sky Research Joint Undertaking) che coordina le attività comunitarie di ricerca e sviluppo nella gestione del traffico aereo, a fornire un contributo alla Commissione Europea nella definizione di procedure sicure per l’accesso dei droni allo spazio aereo. E, più nello specifico, a definire i processi di regolazione nell’impiego di questi velivoli per accelerare l’introduzione di servizi interoperabili, standardizzati e armonizzati in Europa.

L’Autorità Portuale di Anversa è interessata all’uso di droni per diverse attività legate al trasporto e alla sicurezza e perciò ha avviato con il consorzio Safir una fase di sperimentazione nel Sint-Truiden DronePort, che comprende anche il volo simultaneo di più unità.  Il ciclo di sperimentazione fornirà informazioni su come procedere.

“I droni sono un elemento chiave per lo sviluppo del sistema nervoso digitale del nostro porto – afferma Erwin Verstraelen, Chief Digital Information & Innovation Officer dell’Autorità portuale belga – Avere una visione in tempo reale delle attività del porto grazie a un network di droni è uno strumento utile all’intera comunità portuale. La combinazione di industria e logistica fa dell’ambiente porto un luogo ideale per i test del Consorzio Safir e per altre, analoghe dimostrazioni. In un futuro prossimo i droni diventeranno indispensabili nell’esercitare il nostro doppio ruolo di operatore e regolatore, vogliamo quindi facilitarne l’impiego da parte di tutti gli stakeholder: per questo partecipiamo al consorzio Safir, che ha un ruolo pionieristico in questo campo”. Per sperimentare non solo la consegna dei pacchi ma anche attività di ispezione dall’alto  dei container nel porto e per eventuali interventi d’emergenza.

“Amazon sostiene gli sforzi della Commissione Europea volti alla creazione di un programma che mantenga l’Europa all’avanguardia nell’aviazione e nell’innovazione dei droni – ha spiegato Gur Kimchi, vice presidente di Amazon Prime Air – Qui a Prime Air siamo focalizzati sullo sviluppo di un modello di gestione dello spazio aereo che renda il volo dei droni sicuro, federato e scalabile”.  Amazon Prime Air ha come obiettivo di utilizzare i droni per trasportare in maniera sicura ed efficiente i pacchi e consegnarli nell’arco di 30 minuti o meno.

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