16 Settembre 2019

Alitalia: tre nodi da sciogliere, proroga a metà ottobre

Fortune

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di Enrica Piovan – Ancora un mese di tempo al consorzio composto da Fs, Delta, Atlantia e Mef per definire l’offerta vincolante e il piano di acquisizione di Alitalia. I commissari straordinari, infatti, da quanto si apprende da fonti del Mise, sarebbero orientati a dare tempo fino e non oltre il 15 ottobre: la risposta ufficiale del neo ministro Stefano Patuanelli arriverà oggi, ma la richiesta sarebbe valutata congrua nelle tempistiche, che consentirebbero di affinare i dettagli di quello che dovrà essere un rilancio ambizioso e non semplicemente un salvataggio della compagnia.

Patuanelli, che ha come priorità quella di dare una prospettiva di lungo termine alla compagnia e tutelare i posti di lavoro, farà il punto sulla situazione mercoledì 18 nell’incontro sulla compagnia convocato al Mise: al tavolo, presieduto da Patuanelli, siederanno sindacati, associazioni professionali, commissari straordinari, i ministeri delle Infrastrutture e trasporti e del Lavoro e la Regione Lazio.

La nuova proroga, la sesta (ma gli addetti ai lavori assicurano essere l’ultima, anche perché il 31 ottobre sarà un anno da quanto Fs è scesa in campo per volontà del governo giallo-verde), si rende necessaria per sciogliere gli ultimi nodi ancora sul tavolo. In primis, il ruolo della compagnia italiana nella joint venture transatlantica ‘Blue Skies’, visto che nell’accordo preliminare Alitalia risulterebbe penalizzata. C’è poi da definire la governance, con la scelta dell’ad già affidata ad una società di cacciatori di teste. Infine, l’ultima definizione delle partecipazioni azionarie (su questo, secondo indiscrezioni, Delta potrebbe salire oltre il 10%).

Sul dossier dal Mise non emerge preoccupazione, dal momento che, secondo quanto si apprende, ci sarebbe stata in questi giorni un’accelerazione tra i partner della compagnia e la schiarita sul ruolo del Mef. Rassicurazioni sono arrivate infatti venerdì dal neo ministro dell’economia Roberto Gualtieri, che ha garantito la partecipazione del Mef nella newco (con una quota che dovrebbe aggirarsi intorno al 15%, con i 145 milioni degli interessi del prestito ponte).

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