25 Settembre 2019

Fortune Italia Finance, il mercato e le regole del Fintech

Alessandro Pulcini

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Pagamenti, intelligenza artificiale, IOT e blockchain: aumentano gli strumenti a disposizione dei clienti. Il che vuol dire che devono aumentare e cambiare anche le competenze, da quelle degli stessi clienti a quelle degli istituti. Da questi spunti è stato creato il confronto del Fortune Italia Finance, un confronto ribattezzato ‘Mercato e regole, come sta cambiando il Fintech’, che si è tenuto nella Sala del Tempio di Adriano – Camera di Commercio di Roma a Piazza di Pietra.
Spunti anche tecnici, quelli affrontati, che rispondo alla stessa generica, e importante, domanda: come cambierà l’approccio alla finanza e quanto conta l’educazione finanziaria per la sostenibilità del risparmio di vecchie e nuove generazioni?
Nella prima parte, dedicata al mercato, il direttore di Fortune Italia Fabio Insenga  ha moderato il confronto con la Gerardo Graziola di Radiocor- Il Sole24ore e i 4 relatori Walter Pinci, responsabile dei pagamenti Postepay, Giulio Carone, Responsabile Financial Services Enel x, Alessandro Messina, direttore generale Banca Etica, e Pietro Sella, Ad di Banca Sella. Nella seconda parte dell’evento un focus su vigilanza e regole: sul palco la moderazione di Andrea D’Ortenzio (Ansa), la Vice Dg Bankitalia Alessandra Perrazzelli, il commissario Consob Paolo Ciocca.
Il tema comune è stato naturalmente l’innovazione, e come applicarla. “Le tecnologie hanno sicuramente il potenziale di rendere attuale il discorso etico – ha detto Messina – Se un grande gigante come Facebook con Lybra comincia a lavorare sulla moneta digitale significa che si accelera enormemente sul processo di innovazione di tutto il settore. L’economia sostenibile è strettamente connessa alla tecnologia, usata in maniera corretta. Abbiamo l’esigenza di fare innovazione ma lo facciamo con le nostre esigenze”, recuperando ad esempio “i principi della finanza cooperativa” con la blockchain. Tra i temi, anche quello dell’educazione finanziaria: “le tecnologie sono un catalizzatore della trasformazione che ci serve per potenziare quello che vogliamo essere. Siamo cresciuti su idea di relazione con clienti e 42mila soci, e infatti abbiamo cominciato percorso per spiegare e condividere: la nostra appa è anche un portale informazioni sulla nostra sosteniblità. Nel fare questo percorso verso il digitale abbiamo scelto di fare una partership con Satispay”, ha detto Messina

L’open innovation è stata anche al centro delle risposte di Pietro Sella: l’innovazione passa anche dai fallimenti per Banca Sella, perché bisogna lasciare ai tanti attori dell’open innovation la possibilità di sbagliare, di modo da crere un ecosistema che, “con l’uso dei dati, costruisca un’esperienza migliore per i clienti. Entrambi sono fattori fondamentali dell’innovazione. Lo sviluppo va creato attraverso un’ecosistema, che va fatto conoscendo le regole del gioco, che sono positive perché rendono più economico fare investimenti cruciali combinando innovazioni portate da terzi”. La consulenza in ogni caso sarà il futuro dell’attività bancaria: “la transazione fisica sparisce ma per essere realizzata ha bisogno di interconnessione risolvendo casi d’uso singoli. Serve quindi che qualcuno si occupi della cross autenthication e della cybersecurity. L’open banking fa quindi questo, piattaforme come la nostra consentono di abilitare e gestire servizi su sicurezza e interconnessione. Questo apre un mondo con più investimenti possiamo creare, un mercato nuovo e nuove opportunità, rispondendo ai bisogni della clientela”.

Poi c’è la scelta di Enel X: diventare un istituto di moneta elettronica, un operatore fintech. “Vogliamo provare a proporci in maniera diversa rispotto ad operatori del passato – ha detto Giulio Carone – Per fine anno saremo pronti con la nostra piattaforma, abbiamo già fatto tutti i passi necessari. Abbiamo scelto di non essere noi uno sviluppatore di tecnologia, lavoreremo in partnership. Nel 2020 vogliamo essere operativi. Abbiamo specializzato una parte dell’azienda, una startup, per costruire le competenze interne per essere aderenti a tutte le normative, che sono chiare e ben scritte e vanno rispettate . È una cosa apparentemente nuova ma in realtà no, siamo abituati a rispettare le regolamentazioni con gli altri tipi di business. Sappiamo che quello che dobbiamo fare e siamo attenti a farlo nella maniera giusta”.

L’innovazione digitale passa, naturalmente, anche dalla direttiva psd2. “Ne apprezzeremo gli effetti nel tempo. Da noi è già entrata in piena operatività in tutta la parte bancaria e rappresenta un cambiamento epocale. Viene scardinato un principio fondante da sempre, le banche avevano basato tutto sul loro conto corrente. E Postepay è sul fronte del cambiamento dal 2003, da quando ha cambiato il modo di pagare su internet intervenendo sui requisiti necessari per avere una carta. L’India è passata dal 20% al 80% dei pagamenti elettronici negli ultimi dieci anni; tutto si può fare se si creano i giusti processi“, ha detto Walter Pinci.

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