7 Ottobre 2019

Per Gualtieri il Pil 2020 al+0,6% “è una previsione prudente”

Alessandro Pulcini

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Confindustria “pungola”, Gualtieri rilancia. Gli auspici del centro studi degli industriali, per il ministro dell’economia, da una parte non hanno obbiettivi abbastanza ambiziosi (si può arrivare al +0,6% del Pil nel 2020, invece che al +0,4%) e dall’altra possono essere raggiunti senza contare totalmente sul deficit.

Infatti gli scenari principali previsti dal rapporto di Confindustria, zero crescita non disattivando le clausole Iva o una lieve crescita ma disattivandole in deficit, “fortunatamente e positivamente sono esclusi dalla Nadef, che prevede di disattivare completamente le clausole Iva ma non integralmente in deficit e mettendo il debito in un trend discendente”, ha detto Gualtieri davanti alla platea di Confindustria.

Non solo. Anche senza andare a giocarsi la carta deficit, nel 2020 si potranno ottenere risultati migliori sul Pil di quelli auspicati da Confindustria. Considerata la situazione economica mondiale, precisa il ministro, “molto dipenderà dallo scenario internazionale”. Ma, continua, “noi consideriamo, anche alla luce delle proposte di policy che andranno in legge bilancio, lo 0,6% di crescita (sul 2020, ndr) una previsione equilibrata e persino prudente”.

Sull’Iva inoltre il governo vede “aspetti positivi in termini di ridistribuzione dei redditi da una limitata rimodulazione Iva, magari a gettito zero, che possono avere funzione ridistribuiva positiva e supportare la transazione del nostro sistema dei pagamenti verso il digitale”.

Il piano previsto dal governo per il rilancio degli investimenti pubblici e privati, poi, avviene “con una forte interfaccia europea ed è importante quanto dichiarato dal Commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni con l’impegno a un piano europeo per la mobilitazione di investimenti per 1.000 miliardi con l’European green new deal”. Per Gualtieri “anche la revisione del Patto di stabilità e crescita europeo deve offrire un quadro più favorevole agli investimenti che si collocano in questo progetto europeo”.

Nel governo “siamo fiduciosi” sulla reazione della Commissione europea alla manovra di bilancio delineata nella Nadef, ha detto Gualtieri lasciando Confindustria. “C’è un dialogo costante e la flessibilità che cerchiamo è nelle regole. La Commissione naturalmente aspetta la manovra di bilancio, è su quella che si esprime”.

Alle parti sociali, su manovra e riforme, il Governo offre “un dialogo effettivo e non formale”. E Gualtieri agli imprenditori dice: “vi chiedo di avere fiducia, di pungolarci se necessario, ma anche di sostenere il nostro sforzo. Di partecipare, di lavorare insieme all’implementazione degli assi fondamentali delle nostre politiche”. Poco prima, accenando alle misure in cantiere per il taglio del cuneo fiscale, il ministro aveva già auspicato di vedere “le forze sociali pienamente coinvolte nel lavoro che, mentre il governo farà partire una prima tranche del taglio del cuneo” servirà per definire “la cornice complessiva di una riforma che porti a ridurre la pressione fiscale sull’impresa e sul lavoro”.

A portata di click

Acquista Fortune in formato digitale per leggere i nostri contenuti su qualsiasi dispositivo.

In ufficio o a casa tua

Abbonati per ricevere dove preferisci ogni nuova uscita della versione cartacea di Fortune.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere la migliore selezione degli articoli di Fortune.