31 Ottobre 2019

Fca-Psa, è fatta: nasce “un leader mondiale della mobilità sostenibile”

Alessandro Pulcini

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Il matrimonio è in dirittura d’arrivo: ad unirsi, annunciandolo ufficialmente, Fca e Psa. Il risultato è un super gruppo automobilistico da 45 mld di euro, il quarto al mondo per vendite, diffuso globalmente e con gli strumenti necessari per affrontare la transizione alla mobilità elettrica. Un tema presente addirittura nello stesso annuncio dei due gruppi: “Fca e Psa progettano di unire le forze per creare un leader mondiale in una nuova era della mobilità sostenibile”.

Il nuovo gruppo che nascerà dalla fusione sarà controllato al 50% dagli azionisti del gruppo Psa e al 50% dagli azionisti di Fca, come era stato previsto.

Inoltre, uno degli obiettivi che si raggiungerebbero con la creazione del nuovo gruppo tra Fca e Psa, scrivono le due società nella nota congiunta, sarebbero “sinergie annuali a breve termine stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti”.

L’aggregazione proposta tra Fca e Psa creerebbe il 4° costruttore automobilistico al mondo in termini di unità vendute (8,7 milioni di veicoli), con ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro e un utile operativo corrente di oltre 11 miliardi di euro, sulla base dell’aggregazione dei risultati del 2018 ed escludendo Magneti Marelli e Faurecia, stimano i due gruppi.

Nella nuova società che Fca e Psa stanno progettando John Elkann sarà presidente, Carlos Tavares ceo e membro del consiglio di amministrazione. Ci sarà una capogruppo olandese e una governance bilanciata tra gli azionisti con una maggioranza di consiglieri indipendenti.

“Questa convergenza crea un significativo valore per tutti gli stakeholder e apre a un futuro brillante per la società risultante dalla fusione. Sono soddisfatto del lavoro fatto finora con Mike e sarò molto felice di continuare a lavorare con lui per costruire insieme un grande gruppo”. Lo afferma Carlos Tavares, amministratore delegato di Psa.

Il consiglio di amministrazione della società Fca-Psa sarebbe composto da 11 membri: 5 saranno nominati da Fca (incluso John Elkann) e 5 nominati da Psa (inclusi il senior independent director e il vicepresidente). Nel board ci sarà anche il ceo Carlos Tavares che avrà un mandato iniziale di 5 anni.

“Sono contento di avere l’opportunità di lavorare con Carlos e il suo team su questa aggregazione che hai potenziale per cambiare il settore”: è il commento di Mike Manley, attuale amministratore delegato di Fca. “Abbiamo una lunga storia di cooperazione con Group Psa e sono convinto che, insieme a tutte le nostre persone, potremo creare una società leader nella mobilità a livello globale”, aggiunge Manley.

Prima del perfezionamento dell’operazione Fca distribuirebbe ai propri azionisti un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro e la propria partecipazione in Coma. Peugeot distribuirebbe ai propri azionisti la partecipazione del 46% in Faurecia.

Fca e Psa lavoreranno “per raggiungere nelle prossime settimane, al termine delle discussioni, un Memorandum of Understanding vincolante”, affermano i due gruppi in una nota congiunta. Il Consiglio di Sorveglianza di Peugeot e il consiglio di amministrazione di Fca hanno concordato all’unanimità – spiegano le due società – di lavorare a una piena aggregazione dei rispettivi business tramite una fusione paritetica.

Il piano per l’aggregazione fa seguito a intense discussioni tra i management team delle due società. Entrambi, si legge nella nota, condividono la convinzione che ci sia una logica convincente in una mossa così audace e decisiva, che creerebbe un gruppo leader nel settore con le dimensioni, le capacità e le risorse per cogliere con successo le opportunità e gestire efficacemente le sfide di questa nuova era della mobilità. L’aggregazione si fonderà sulla solidità di Fca in Nord America e in America Latina e quella di Psa in Europa e unirebbe “la forza del brand dei due gruppi nei segmenti luxury, premium, veicoli passeggeri mainstream, suv, truck e veicoli commerciali leggeri, rendendoli ancora più forti”. La nuova società “unirebbe le ampie e crescenti competenze di entrambe le società in quelle tecnologie che stanno plasmando la nuova era della mobilità sostenibile, tra cui la propulsione elettrificata, la guida autonoma e la connettività digitale”.

La nuova capogruppo sarebbe quotata su Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange e continuerebbe a mantenere una importante presenza nelle attuali sedi operative centrali in Francia, Italia e negli Stati Uniti. Lo statuto della nuova società risultante dalla fusione dovrebbe prevedere che il sistema di loyalty voting operi in modo tale da non assegnare ad alcun azionista voti in assemblea in misura eccedente il 30% del totale dei voti espressi. Si prevede inoltre che non ci sia alcun trasferimento dei diritti di doppio voto esistenti, ma che i nuovi diritti di doppio voto speciale maturino dopo un periodo di detenzione delle azioni di tre anni dal perfezionamento della fusione. Un periodo di standstill di 7 anni a partire dal perfezionamento della fusione troverebbe applicazione in relazione alle partecipazioni azionarie di Exor, Bpifrance Participations, Dfg e la famiglia Peugeot. Exor, Bpifrance Participations e la famiglia Peugeot sarebbero inoltre soggetti a un periodo di lock-up di 3 anni in relazione alle rispettive partecipazioni. Unica eccezione alla famiglia Peugeot sarebbe concesso di aumentare del 2,5% la propria partecipazione nella società risultante dalla fusione nei primi 3 anni successivi al closing, esclusivamente acquisendo azioni da Bpifrance Participations e Dfg.

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