30 Ottobre 2019

Auto elettriche e Cina: i vantaggi dell’accordo Fca-Peugeot

Alessandro Pulcini

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Su “una possibile operazione strategica tra gruppo Psa e gruppo Fca”, sono in corso “discussioni intese a creare un gruppo tra i leader mondiali della mobilità”. Che alla fine hanno portato all’inizio ufficiale delle trattative, con l’annuncio congiunto dei due gruppi. È stato ancora una volta il Wall Street Journal a dare per fatto l’accordo, dopo aver fornito le prime indiscrezioni martedì. Secondo le fonti del quotidiano John Elkann sarà il presidente della nuova società mentre Carlos Tavares l’amministratore delegato. Il consiglio di amministrazione di Psa ha approvato la fusione e quello di Fca è in programma – riporta il Wall Street Journal – nella serata di mercoledì.

Altre indiscrezioni, sempre del Wsj: i governi americano e francese sono stati informati dell’accordo fra Fca e Psa. Inoltre Psa dovrebbe avere sei posti nel consiglio di amministrazione nella società che nascerà dall’accordo con Fca, che ne avrà cinque.

Dopo averci provato con Renault, la volontà degli italo-americani di creare un supergruppo mondiale dell’auto non si è spenta, anche se adesso a sposare la causa sarebbero altri francesi, quelli di Peugeot.

I numeri dell’accordo

L’accordo tra Fca e Psa (Peugeot, Citroën, DS, Opel, Vauxhall Motors) porterebbe alla nascita di un gruppo automobilistico da 50 mld di dollari (45 mld di euro), in grado di vendere quasi 9 milioni di auto e di piazzarsi al quarto posto nella classifica globale dei costruttori. La società francese ha convocato oggi pomeriggio un consiglio di amministrazione straordinario per esaminare il progetto, mentre non ci sono per ora indicazioni da Fca (domani saranno approvati i conti del terzo trimestre 2019, ma in base alla normativa olandese non è necessaria una riunione del board).

A lanciare la notizia sulla trattativa è stato, martedì, il Wall Street Journal che dà alcuni particolari: la società che nascerebbe sarebbe paritaria (50% Fca e 50% Peugeot), Carlos Tavares diventerebbe amministratore delegato e John Elkann presidente. L’ipotesi delle nozze italo-francesi arriva cinque mesi dopo il tentativo di fusione con la grande rivale di Peugeot, Renault, naufragato soprattutto causa del mancato sostegno all’operazione del governo francese, azionista di entrambe le società automobilistiche, oltre che dei dubbi dei partner giapponesi. In questi anni si è parlato spesso di trattative tra Fca e Psa, che hanno una collaborazione in corso per i veicoli commerciali alla Sevel in Abruzzo, prolungata fino al 2023. Le indiscrezioni sono state apprezzate martedì dal mercato americano: il titolo del gruppo guidato da Mike Manley è volato a Wall Street con un balzo del 7,48%. Mercoledì invece a Piazza Affari il titolo Fca ha concluso la seduta con un balzo del 9,53% a 12,87 su livelli che non vedeva da aprile. Hanno chiuso in rialzo anche la holding Exor (+4,6% a 65 euro) e, a Parigi, Psa (+4,53% a 26 euro).

I vantaggi strategici

Anche il gruppo Psa ha confermato (a seguito di “indiscrezioni di stampa”), da Parigi, di avere “discussioni in corso” con Fca per una “possibile fusione” con lo scopo di creare uno dei “principali gruppi automobilistici mondiali”. Diversi anni fa è stato Tavares a proporre un accordo tra le due case automobilistiche ventilando anche la possibilità, si racconta, di fare il numero due di Sergio Marchionne, allora amministratore delegato di Fca, pur di evitare problemi di governance in caso di nozze. La possibilità di un’intesa è tornata anche a marzo di quest’anno, quando il gruppo italoamericano avrebbe respinto le avances del ceo di Psa.

Per quanto riguarda i numeri, Fca e Psa insieme hanno venduto complessivamente lo scorso anno 8,7 milioni di auto: a tale livello sarebbero la quarta casa automobilistica al mondo, davanti a General Motors con 8,4 milioni di auto. Volkswagen ha venduto 10,8 milioni di vetture, una cifra simile a quella dell’alleanza Renault – Nissan – Mitsubishi (l’alleanza con Fca avrebbe formato il primo gruppo automobilistico mondiale). Toyota ne ha vendute 10,6 milioni.

Più dettagliatamente, per la casa francese l’alleanza aprirebbe le porte al mercato americano, mentre Psa porterebbe in dotazione le piattaforme sull’elettrico e la più radicata presenza sul fronte asiatico: le due cose potrebbero andare di pari passo, considerato che la Cina è il principale mercato mondiale delle auto elettriche e rappresenta un punto di passaggio obbligato per chi voglia virare sempre più sulle batterie. Tesla e Volskwagen lo hanno dimostrato con le loro fabbriche cinesi. Elettrico e Asia erano anche tra i principali punti della strategia messa a punto da Elkann nel precedente accordo con Renault, alla quale offriva gli stessi vantaggi che offre, ora, a Peugeot e Citroen: presenza in America, auto di fascia alta, Suv e pick-up.

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La concept car elettrica Peugeot EX1 durante un test a Chengdu city, nella provincia del Sichuan, in Cina, in una foto del 10 dicembre 2010: l’interesse della casa francese per auto elettriche e mercato cinese non è nuovo. (AP images – ICHPL Imaginechina)

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