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Il ruolo della sostenibilità nel risparmio. Gualtieri: per l’Italia è fondamentale

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Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, il presidente Abi Antonio Patuelli, il presidente dell’Acri, Francesco Profumo. E, in un messaggio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tutti concordi, in occasione della 95esima Giornata Mondiale del Risparmio, sull’importanza della sostenibilità, anche nelle sue accezioni sociale ed ambientale, e sul suo legame con il risparmio stesso.

 

(S-D) Antonio Patuelli, presidente dell’ABI, Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia, Francesco Profumo, presidente dell’ACRI, e Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, durante la 95ma Giornata Mondiale del Risparmio, Angelicum Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, Roma, 31 ottobre 2019. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

 

Risparmio, sostenibilità e solidità

“Un futuro sostenibile si basa su un’avveduta gestione e tutela del risparmio, sancita nella nostra Costituzione”: proprio il messaggio di Mattarella ai partecipanti alla Giornata del Risparmio è probabilmente quello che riassume meglio la varietà dei temi affrontati, sempre sotto il cappello “sostenibilità”. Ad esempio “mobilitare le risorse per una società ispirata al criterio della sostenibilità offre l’opportunità di una transizione ecologica” e “le istituzioni sono chiamate ad assicurare la fiducia nel sistema e ad applicare per prime il criterio della sostenibilità nelle politiche pubbliche”.

Più in generale, sostenibilità significa anche “operare per una efficace coesione sociale che permetta una compiuta valorizzazione del capitale umano del nostro Paese, con iniziative dirette alla integrazione sociale, alla lotta alla povertà e alle diseguaglianze”, ha sottolineato Mattarella. “In questo ambito le Fondazioni bancarie sono protagoniste e possono contribuire a un progresso più inclusivo e moderno nel nostro Paese”.

Anche per Gualtieri la sostenibilità della finanza pubblica è “particolarmente importante per l’Italia, che ha accumulato un debito pubblico imponente”. Una politica che passerà anche per il famoso green new deal europeo “per orientare oltre 1.000 miliardi di investimenti nella sostenibilità ambientale”.

Il tema della finanza sostenibile è tanto più realistico ora che il mondo bancario ha trovato maggiore solidità, “ha compiuto numerosi sforzi e registrato molti progressi e oggi si dimostra molto più solido che in passato”; “il tema dei crediti deteriorati non rappresenta più un rischio per la stabilità finanziaria”. Per Patuelli “le banche in Italia hanno dovuto fare ‘miracoli’ per i salvataggi delle banche concorrenti che dal 2015 sono costati ben 12,5 miliardi di euro e che continuano a crescere anche per altri costi relativi a tali crisi”.

L’ incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei prestiti è scesa dal 4,3 al 4% nel primo semestre e dovrebbe scendere al 3% a fine 2021 ma “il protrarsi dell’attuale fase di debolezza” dell’economia potrebbe far ripartire il flusso degli Npl, ha ammonito il governatore dei Banca d’Italia Ignazio Visco, esortando le banche a a proseguire “in modo ordinato ma risoluto” specie le piccole “a rafforzare i bilanci”.

Il tema della solidità è infatti fondamentale: “Il miglioramento della redditività è imprescindibile per banche di piccola e media dimensione che ancora risentono degli effetti della profonda e prolungata recessione economica, in particolare nel Mezzogiorno”. Visco rileva come “il margine di interesse continua a rimanere sotto pressione, anche per l’elevata concorrenza nel mercato dei prestiti alla clientela di migliore qualità”. Il governatore sottolinea come “le azioni volte a diversificare i ricavi e, ancora, a contenere i costi devono continuare, soprattutto per gli intermediari minori; la riduzione dei costi operativi delle banche meno significative è stata di poco meno dell’1 per cento nella prima metà di quest’anno, a fronte di una flessione di quasi il 4 registrata dai gruppi significativi”.

Come alle banche, la solidità serve anche ai conti pubblici: “Una ricomposizione del bilancio pubblico che consenta di accrescere le risorse dedicate agli investimenti, materiali e immateriali, può stimolare l’attività economica oltre il breve termine”. Visco ha invocato un’ “opera collettiva” per la crescita, la politica economica rimuovendo i freni, le imprese e le banche dimostrandosi pronte a investire.

Il percorso verso un sviluppo sostenibile “ci coinvolge tutti”, ha detto il presidente dell’Acri, Francesco Profumo. Si possono immaginare “inediti partenariati pubblico-privato, capaci di coniugare ambiente e sociale, che siano capaci di sradicare una narrazione eccessivamente conflittuale e catastrofista, che spesso va per la maggiore”. Perché in questa sfida, “non ci saranno vincitori e vinti. Al contrario, dovremmo riuscire – in Italia e in Europa – a individuare soluzioni condivise e inclusive, in grado di valorizzare il contributo di tutti, in un percorso collettivo volto a immaginare e realizzare un futuro che sia, davvero, per tutti”. L’Europa, ha concluso Profumo, “può, su questo terreno, giocare il ruolo di leader, perché è ormai matura per questa rivoluzione gentile”

Il ruolo di Mario Draghi e il futuro dell’Eurozona

L’incontro è stata anche l’occasione per Gualtieri di omaggiare il presidente uscente della Bce Mario Draghi: “dobbiamo esprimergli gratitudine nel salvaguardare l’integrità della moneta unica e i rischi di deflazione e contribuire modo decisivo alla salvaguardia del risparmio”. “Concordiamo con lui, l’unica via per uscire da una situazione di bassi tassi interessi ‘naturali’ è utilizzare maggiormente la leva della politica fiscale, a livello europeo innanzitutto, con l’impegno in primo luogo dei Paesi che hanno maggior spazio fiscale”. E’ un bene, ha aggiunto, “favorire una maggiore integrazione finanziaria” in Europa ma “va preservata una sana diversità del sistema bancario europeo e la funzione di prossimità territoriale, come quella delle Casse di Risparmio, va salvaguardata”.

Per il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco “l’Eurozona resta incompleta e ha bisogno di una capacità di bilancio, di un’attività finanziaria comune sicura (safe asset) e di un coordinamento delle politiche di bilancio che potrebbe partire da “un programma comune di di investimenti pubblici finalizzati anche al miglioramento delle principali infrastrutture – energia, trasporti, servizi urbani”.

“Non vi sono motivi per dubitare”, in ogni caso, dell’efficacia delle nuove misure annunciate dalla Banca centrale europea, che confermano una politica monetaria che “resterà decisamente espansiva”. Il governatore frena su un ulteriore calo dei tassi dal -0,5% attuale: “le conseguenze di una riduzione dei tassi ufficiali su valori ancora più negativi vanno valutate con maggiore attenzione”.

Pagamenti digitali

“E’ positiva la ferma posizione che recentemente – su impulso di Italia, Francia e Germania – la comunità internazionale ha assunto nei confronti di discutibili iniziative volte all’introduzione delle valute private come Libra”, ha detto il ministro dell’Economia parlando anche del tema pagamenti digitali: “E’ in corso un dialogo proficuo con gli operatori per valorizzare l’opportunità che un forte sviluppo dei pagamenti digitali e una contestuale riduzione del loro costo può avere”.

“Non servono divieti inapplicabili e grida manzoniane ma più cultura civica e incentivi per i dettaglianti, come avviene per i benzinai, per i pagamenti elettronici”, afferma il presidente Abi Antonio Patuelli. “Le banche siano in prima fila contro i riciclaggio, strettamente connesso anche all’evasione fiscale”. “Il livello medio dei costi dei pagamenti digitali in Italia è dell’1,1%, dell’1,6% in Olanda, 1,5% in Germania e 1,2% in Finlandia. L’Abi non deve e non può fissare prezzi per prodotti e servizi in concorrenza”. “Più crescono le transazioni elettroniche e più calano i costi di produzione per gli utenti che scelgono fra prodotti e servizi diversi in concorrenza fra loro”.

Un momento della 95ma Giornata Mondiale del Risparmio nell’Aula Magna dell’Angelicum Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, Roma, 31 ottobre 2019. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
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