5 Novembre 2019

I miliardari diventano più ricchi ogni anno (nonostante la beneficenza)

Carlotta Balena

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Per quanto ci provino a dar via i propri soldi, anno dopo anno diventano sempre più ricchi. Sono i miliardari della Silicon Valley, quelli che hanno costruito le loro fortune nell’industria tech e che hanno rimpiazzato nelle classifiche i Paperoni delle industrie tradizionali. Negli ultimi quarant’anni la somma che gli americani hanno donato in beneficenza è cresciuta di anno in anno: e buona parte delle donazioni provengono proprio dai super ricchi della valle del silicio. Nonostante ciò, andando a guardare l’indice di Bloomberg dei più ricchi del mondo, possiamo vedere come praticamente tutti i “tech billionaires” nei primi posti in classifica abbiano aumentato il proprio patrimonio nell’ultimo anno. In altre parole, devolvere milioni in beneficenza non gli impedisce di essere comunque sempre più ricchi. L’unico che non ha aumentato il proprio conto in banca è stato il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, che ha dovuto affrontare un dispendioso divorzio. Poco male: resta comunque l’uomo più ricco del mondo. 

Dieci anni fa Bill Gates e Warren Buffett si sono incontrati a cena e si sono accordati per avviare il patto “Giving Pledge”, un accordo con altri multi-miliardari, per donare almeno il 50% del proprio patrimonio in beneficenza. Un modo per restituire un po’ di tutto quello che avevano accumulato ed equilibrare un po’ la bilancia del mondo. In questi anni, centinaia di miliardari hanno aderito al Giving Pledge, con nomi quali Mark Zuckerberg ed Elon Musk, e donazioni per oltre 500 miliardi di dollari. Certo, molti altri non se la sono sentita: degli oltre 2 mila miliardari nel mondo circa il 10% – 204 persone – ha sottoscritto l’impegno. Nonostante sia Gates sia Buffett continuino a donare milioni di dollari, entrambi sono molto più ricchi non solo rispetto al 2010, anno in cui il Giving Pledge è stato lanciato, ma anche rispetto allo scorso anno. E le ineguaglianze sociali crescono. Bill Gates con la sua Fondazione è sicuramente il miliardario tech più impegnato da un punto di vista filantropico (ne abbiamo parlato qui): ogni anno devolve una media di 5 miliardi in beneficenza. Nel 2019 ne ha donati addirittura 35, ma il suo patrimonio netto, quest’anno, è cresciuto comunque di 18 miliardi.  

Gates è solo al secondo posto della classifica mondiale dei Paperoni: al primo posto c’è Bezos che nonostante un divorzio che gli è costato 35 miliardi, resta comunque l’uomo più ricco del mondo. In classifica tra i più ricchi, però, è entrata (al 23esimo posto su scala mondiale) la moglie del fondatore di Amazon, MacKenzie Bezos, la quale ha appoggiato e seguito il marito quanto era agli inizi della carriera. Mark Zuckerberg ha allargato il suo patrimonio del 40% quest’anno, aggiungendo altri 20 miliardi, e segnando uno dei migliori anni della sua vita finanziaria (nonostante le molteplici controversie che il social ha dovuto affrontare soprattutto in tema di protezione della privacy): è il quinto uomo più ricco del mondo. Poi ci sono naturalmente i fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page, rispettivamente al decimo e settimo posto tra i più ricchi. Entrambi hanno aumentato il loro patrimonio di oltre 9 miliardi nell’ultimo anno. 

Il co-founder di Oracle, Larry Ellison, è di 10 miliardi di dollari più abbiente nel 2019, mentre l’ex Ceo di Microsoft, Steve Ballmer, ha aumentato il suo patrimonio di 14 miliardi. Nella top ten dei miliardari tech ci sono, poi, gli imprenditori cinesi: Pony Ma, il Ceo del colosso Tencent, ha accresciuto il suo patrimonio di 618 milioni di dollari nel 2019, mentre il rivale Jack Ma (non farsi confondere dal cognome: i due non sono parenti), fondatore di Alibaba, è più ricco rispetto allo scorso anno di quasi 6 miliardi, nonostante dal mese di settembre si sia dedicato a tempo pieno alla filantropia.

Il problema delle disuguaglianze è stato trattato spesso dallo stesso Warren Buffett, che in un intervento sul New York Times, qualche anno fa, ha accusato lo Stato americano di far pagare poche tasse ai miliardari: “Molti americani fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, noi multimilionari continuiamo ad avere straordinari sgravi fiscali. Suggerisco di alzare le tasse. Io e i miei amici siamo stati già abbastanza viziati dal Congresso” ha detto. In effetti, nel 2018 è stato segnato un record, secondo gli economisti Emmanuel Saez e Gabriel Zucman della University of California: gli ultra-ricchi americani lo scorso anno hanno pagato un’aliquota fiscale effettiva inferiore a quella dei lavoratori. I due economisti hanno calcolato che l’aliquota delle imposte per le 400 famiglie più abbienti degli Usa è stata pari al 23%, inferiore a quella invece versata dalla metà meno abbiente dei cittadini, intorno al 26%. Questo “trend” va avanti da anni: oggi i multimiliardari pagano circa il 70% in meno rispetto alle tasse che pagavano negli anni ’50, mentre le tasse per i lavoratori normali sono rimaste pressoché invariate. 

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