14 Novembre 2019

Reviva, come ‘vivacizzare’ le aste immobiliari con i big data

Antonio Santamato

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Vivacizzare le aste dopo un’attenta analisi del mercato e dei dati legati agli immobili: Reviva è la prima azienda in Italia che si occupa di invertire il trend delle aste andate deserte, unendo big data e tecnologia per abbattere i rischi e prevedere i valori degli immobili all’asta. La startup guida passo dopo passo il cliente nelle fasi di preparazione all’asta fornendo, attraverso una tecnologia avanzata, tutte le informazioni utili per avere una fotografia e una panoramica chiara dell’immobile interessato.

Reviva nasce nel 2017 dall’idea di Giulio Licenza, padovano in quel momento 27enne, che decide di muovere i primi passi in un’agenzia immobiliare e si appassiona, nel 2015, al mercato delle aste a Padova, che nel periodo contava fino 700 immobili all’asta al mese. È l’incontro con Ivano De Natale che lo introduce nel mondo delle vivacizzazioni delle aste. Il periodo è propizio: il 2015 è infatti l’anno che vede l’Europa raggiungere più di mille miliardi di crediti deteriorati di cui 350 miliardi solo in Italia.

“Vivacizzare un’asta – specifica a Fortune Italia Ivano De Natale, co-founder di Reviva – significa portare a conoscenza quante più persone possibili dell’opportunità dell’asta e stimolarle a comprare a un prezzo più coerente con il reale valore di mercato dell’immobile. Le persone vengono a conoscenza dell’asta tramite attività di marketing o i nostri canali: il sito immobiliallasta.net e la piattaforma Reviva. Attraverso una tecnologia proprietaria che utilizza i big data e AVM riusciamo a dare stime esatte dell’immobile in asta, così le persone possono comprendere il reale valore di quello che stanno comprando. Stiamo inoltre lavorando ad una nuova tecnologia, che uscirà nel 2020, che permetterà alle persone di visualizzare come sarà l’immobile in asta una volta restaurato”.

Il meccanismo che regola le aste viene ancora percepito dai più come estremamente macchinoso, i cui tempi lunghi, la poca chiarezza, la paura di ritrovarsi con eventuali debiti dei precedenti proprietari da dover estinguere, demotivano i potenziali acquirenti. I dati in Italia confermano lo scetticismo: delle circa 250.000 aste che si svolgono nel nostro Paese ogni anno, circa il 72% vanno deserte. “Spogliare le aste immobiliari di questo alone di diffidenza e scetticismo e stimolare una maggiore partecipazione – afferma Giulio Licenza, co-founder Reviva – è sicuramente uno dei primi step necessari che ci siamo posti”. “Secondo le nostre analisi – continua Licenza – la regione che detiene il record del maggior numero di immobili in asta è la Lombardia con il 17% del totale degli immobili in asta. Dai dati che stiamo analizzando grazie a Genius, la regione dove si vendono più efficacemente gli immobili in asta è il Friuli Venezia Giulia che impiega mediamente 3,7 aste per vendere un immobile, mentre la regione in cui risulta più difficile vendere in asta è l’Abruzzo che richiede 5,6 aste di media”.

Una maggior consapevolezza del reale valore dell’immobile e delle sue condizioni aiuta e stimola il cliente in fase di rilancio. Avere infatti un quadro chiaro della casa convince quest’ultimo a gareggiare, rialzando il prezzo, e infine ad acquistarla con maggior tranquillità. Ad oggi sono 190 le aste vivacizzate dall’azienda, con un aumento delle aggiudicazioni del 29%. Per quanto riguarda invece il prezzo medio di vendita all’asta degli immobili c’è stato un incremento del 56% rispetto al valore iniziale. Nel gennaio 2019 erano appena 2700 gli immobili gestiti, oggi sono invece oltre 5000. In notevole crescita anche il numero delle aste gestite mensilmente da Reviva e che si attesta ad oggi intorno alle 300 aste mensili.

“Il nostro obiettivo – spiega Giulio Licenza a Fortune Italia – è quello di arrivare ad acquisire al 2023 un portafoglio di immobili pari al 17% del totale degli immobili in asta. In questi due anni siamo cresciuti gradualmente, con incrementi di fatturato annuo del 67% e del 133% rispetto all’anno precedente. Da dicembre lanceremo la nostra campagna di fundraising, che ci permetterà di consolidare la nostra posizione. L’Italia ha il mercato più florido a livello europeo poiché detiene circa il 35% di tutti gli NPLs dell’eurozona, attraendo anche grossi capitali di investitori esteri”.

La startup sta lavorando costantemente per siglare due importanti partnership che riguardano operatori di mercati trasversali. “La prima – spiega Ivano De Natale – è con Facile Ristrutturare, il più grosso player del mercato delle ristrutturazioni; la seconda riguarda la creazione di un pool di aziende che insieme dispongono della maggior parte dei big data immobiliari riguardanti il mercato libero e delle aste, così da poterli incrociare e creare il più grande database di dati immobiliari del Paese”.

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