15 Novembre 2019

Il ritardo italiano sul cashless. E come recuperarlo

Morena Pivetti

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Italia cashless? Decisamente no. Per ora. Ma Intesa Sanpaolo è al lavoro per agevolare il viaggio verso la digitalizzazione dei pagamenti. di Morena Pivetti

Telefono mobile e pagamenti digitali, l’Italia in testa e in coda: terzi nel mondo per utenti unici di cellulare rispetto alla popolazione con l’83%, terzultimi nel ‘cashless’. Proprio il primo, lo smartphone, verrà in soccorso dei secondi, e ci emanciperà dal denaro contante. Con l’aiuto – decisivo – delle carte contactless. “L’Italia ha molto da recuperare – ammette subito Stefano Favale, Responsabile della Direzione Global Transaction Banking– Divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo – con il 14% siamo in coda nell’Eurozona per transazioni digitali, contro una media Ue del 26% e il Nord Europa che ha superato il 50%”.

Che gli italiani non riescano a staccarsi dalle banconote, nonostante anni di campagne istituzionali pro-digitale, lo testimoniano gli altri numeri che Favale elenca: i pagamenti annui digitali medi pro-capite sono 43 contro i 116 della media europea e i 350 della Danimarca mentre la percentuale di contante sul Pil è in costante crescita, 11,6% a fronte del 10,5% medio Ue. “Questo gap, questo 86% di pagamenti cash non lo recupereremo in uno o due anni – continua – ma il mix è destinato a cambiare. La penetrazione del mobile offre grandi opportunità, possiamo recuperare molte transazioni. Noi di Intesa Sanpaolo acceleriamo, la digitalizzazione è un pilastro del piano d’impresa lanciato lo scorso anno dal Ceo Carlo Messina, che ha previsto 2,8 mld di investimenti in tre anni, sia all’interno del Gruppo che ampliando e differenziando l’offerta ai vari segmenti della clientela, corporate e business e retail”. L’obiettivo, ambizioso, è passare dall’attuale 10% di digitalizzazione al 70% nel 2021. Facile immaginare che l’Ict della banca farà gli straordinari.

Cominciamo dal circuito domestico del Bancomat, 37 milioni di carte, di cui Intesa Sanpaolo è primo azionista con il 22%. “È un brand forte, diffuso, che stiamo trasformando e valorizzando – spiega Favale -. A fine anno, grazie a un accordo con Sia, abbiamo conferito il circuito Bancomat a Bancomat Pay, per velocizzare ulteriormente la digitalizzazione. In 12-18 mesi adegueremo gli oltre 2 milioni di Pos, ogni banca dovrà fare il suo”. Per favorire l’utilizzo di bar e piccoli esercizi commerciali Intesa Sanpaolo ha siglato un accordo con la Federazione esercenti che cancella le commissioni per gli acquisti inferiori ai 15 euro.

Il 2019 ha aggiunto un’interessante novità legata alla Pubblica Amministrazione con il rilascio di una nuova funzionalità sul sito Pago Pa per cui tutti i possessori di Bancomat Pay possono pagare tasse e altre spese, come il bollo auto. Un altro settore dove i pagamenti digitali stanno avendo uno sviluppo importante è la mobilità. Intesa Sanpaolo è il motore dei nuovi servizi di pagamento di Telepass Pay: oltre all’autostrada, si possono pagare il pieno di benzina, i parcheggi (all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma per esempio) e le strisce blu. “L’esperienza più interessante – racconta Favale – la stiamo facendo con Atm Milano, l’azienda di trasporto pubblico del Comune di Milano: si può salire in metro strisciando la carta contactless al tornello. A gennaio abbiamo registrato 80mila pagamenti medi al giorno, a dicembre siamo saliti fino a 110mila, un successo. Il sistema è scalabile, a differenza di quello di Londra, quindi replicabile in altre grandi e medie città italiane ed europee: ci stiamo lavorando. Anche il treno che collega Milano a Malpensa accetta la contacless”.

Con l’amministrazione guidata da Giuseppe Sala la collaborazione per spingere il ‘cashless’ è a tutto tondo, dalle multe alla possibilità di pagare online il saldo dell’Imu e della Tasi con l’F24 sul portale del Comune, e potrebbe presto estendersi ai parcheggi e all’area C.
Sempre a Milano, dal luglio del 2017, i cinesi in visita possono non solo pagare cashless – attraverso i Pos di Intesa abilitati – il biglietto d’ingresso al Duomo di Milano e gli acquisti nel Duomo Shop, ma anche con la ‘comodità’ e la ‘sicurezza’ di farlo con la ‘loro’ app di pagamenti online. “Abbiamo stretto una partnership con Alipay, la più grande piattaforma di pagamento mobile al mondo gestita da Ant Financial Service Group, società del gruppo cinese Alibaba”, spiega Favale.

Ogni anno un milione di cinesi visitano l’Italia, con una permanenza media tra Milano, Venezia, Firenze e Roma di 3-4 giorni, e uno scontrino medio (extra viaggio) di almeno mille euro pro-capite. “Attraverso la app di Alipay si possono mandare informazioni sui telefonini dei clienti cinesi – aggiunge -. Restando a Milano, l’annuncio di sfilate di moda o di offerte speciali nei negozi del quadrilatero, raddoppiando il flusso dei possibili visitatori. Abbiamo già accordi in tal senso con alcune tra le principali case della moda italiane e contiamo di estenderlo ai musei”.

Da non sottovalutare, nell’approccio multicanale e multipoint di Intesa, il ruolo di Banca5, la banca digitale nata per i 15 milioni di cittadini, già clienti Intesa Sanpaolo e non, che si servono dei circa 20mila tabaccai italiani: fornisce ai punti vendita l’infrastruttura per pagare i bollettini, ricaricare le carte dei telefonini, comprare i biglietti del treno, con un gradimento degli utilizzatori che arriva al 90%. Quel che non ti aspetti, è che si possa prelevare contante, per esempio incassando un rimborso, con un doppio beneficio: per il tabaccaio, che ‘scarica’ il contante ricevuto e per il cliente, che non deve cercare un Atm. “Attraverso la rete dei tabaccai offriamo punti di contatto ai nostri clienti, sia con servizi di pagamento online che di prelievo, abbattendo i costi – sottolinea Favale –. Un asset importante, in vista del ridimensionamento del numero di filiali”.

L’ultima frontiera digitale, via pure le carte contactless e i Pos, è il bonifico istantaneo. Dall’internet banking delle aziende, da Pc come da smartphone, consente di trasferire denaro da conto a conto fino ad un massimo di 15mila euro (da alzare a 100mila). Intesa Sanpaolo è stata la prima banca in Europa a testare la piattaforma RT1 di Eba Clearing ad aprile 2017 e tra le prime tre banche a lanciare il servizio a novembre 2017. Tutti i 12 milioni di clienti, privati e business, hanno accesso al servizio: ad oggi sono state effettuate oltre 3 milioni di transazioni per complessivi 3 miliardi di euro. “Sono risultati straordinari – commenta il top manager della Divisione Corporate & Investment Banking guidata da Mauro Micillo -. La sfida è estenderne l’operatività fino al pagamento dello scontrino alla cassa del supermercato”.

Il futuro? “È con il mobile, è sviluppando le applicazioni dello smartphone – conclude Stefano Favale – che possiamo recuperare il ‘divide’ con gli altri Paesi europei nei pagamenti digitali. Intesa Sanpaolo lavora molto su questo fronte, ma già oggi la nostra app unisce sia la parte bancaria, accesso al conto, bonifico istantaneo, che la parte pagamenti”.

 

Articolo di Morena Pivetti apparso sul numero di Fortune Italia di marzo 2019

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