26 Novembre 2019

I 10 trend della moda globale del 2020 secondo McKinsey

Carlotta Balena

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Un velo di pessimismo sembra aver coperto i grandi player della moda. L’ansia di essere digitali, inclusivi, sostenibili, attraenti per le nuove generazioni e contemporaneamente capaci di galleggiare sulle onde dei mercati e delle rivoluzioni politiche (leggi Hong Kong) rendono tutti più cauti, e il settore della moda il prossimo anno avanzerà, ma molto più lentamente. Si stima una crescita globale del 3-4% nel 2020, meno delle stime relative a quest’anno. È la fotografia scattata dal report “The State of Fashion” realizzato da McKinsey & Company in collaborazione con The Business of Fashion, che ha individuato 10 trend su cui l’industria della moda deve puntare il prossimo anno. 

Il sentimento che gli analisti hanno rilevato negli operatori del settore è il pessimismo: il 55% dei manager di moda prevede infatti un rallentamento della crescita e solo il 9% si aspetta un miglioramento. Ma c’è anche una forte polarizzazione tra chi fatica a sopravvivere e chi vince sul banco e si prende tutto: i 20 top players della moda, che il report chiama “Super Winners”. Aziende che sono riuscite a innovare il settore e migliorare l’interazione con i clienti, che attraggono i talenti e che anticipano le mosse rispetto ai competitor. Ai primi tre posti troviamo Nike, Inditex (il gruppo di Zara) e Lvmh. Entrano in classifica anche alcuni brand sportivi come Anta Sports, Heilan Home (HLA Corporation) e Lululemon. 

A fare la differenza, il prossimo anno, saranno alcune caratteristiche che il report di McKinsey e Bof identificano nelle capacità di essere resilienti, di saper innovare a favore degli obiettivi di sostenibilità e di inventare modelli economici resistenti alle trasformazioni sul lungo periodo. Vengono riconosciuti 10 trend che detteranno l’agenda della moda nel 2020. Eccoli.

1. Cautela 

Instabilità politica e tensioni devono indurre le aziende che nel prossimo anno vogliono espandersi nei mercati emergenti ad essere molto caute e resilienti rispetto ai rischi di tensioni e cambiamenti repentini. 

2. Andare oltre la Cina

La Cina continuerà ad essere una fonte di grande opportunità per le aziende, e continuerà a giocare un ruolo essenziale nella moda mondiale. Tuttavia fare affidamento eccessivo sulla Cina potrebbe rivelarsi la mossa sbagliata, ed il consiglio è quello di guardare ad altri paesi ad alto tasso di crescita. 

3. I social media di prossima generazione

I modelli tradizionali di coinvolgimento della clientela sui social media oramai sono trapassati: occorre ripensare la propria presenza sulle piattaforme sociali in modo da massimizzare il ritorno sulla spesa di marketing. La chiave sarà riuscire a produrre contenuti che attraggono l’attenzione e che si adattano ad ogni specifica piattaforma. 

4. Essere local

L’esperienza dello shopping è l’arma per combattere l’e-commerce, ed il report consiglia di puntare su negozi di formato più piccolo che incontrano i clienti direttamente nel quartiere dove abitano, invece di espandersi solo nelle arterie commerciali più blasonate.  

5. Sostenibilità prima di tutto

L’industria della moda è una delle più inquinanti al mondo, e nonostante qualche progresso ancora non si è trovato un modello seriamente sostenibile. Questa è la sfida per il prossimo anno: sono gli stessi clienti a chiederlo. 

6. La rivoluzione dei materiali

Uno degli aspetti dell’essere sostenibile è proprio la ricerca sulle materie prime. I brand stanno esplorando alternative per nuovi metodi produttivi e nel 2020 ci si dovrà concentrare nel settore del R&D per produrre nuove fibre che possano scalare il mercato.

7. Essere inclusivi

L’inclusione e la diversità in ambito aziendale saranno le caratteristiche che porteranno i brand ad essere più interessanti agli occhi dei clienti, a patto che tutte le azioni in queste direzioni siano sincere ed effettive. 

8. Andare oltre i confini

Affrontare la concorrenza dei competitor che vengono dall’Asia sarà essenziale per restare rilevanti: l’e-commerce giocherà un ruolo ancora più importante.  

9. Fiere aperte al pubblico

Il settore del B2B deve affrontare la crescita vertiginosa delle attività direct-to-consumer. Per questo il report consiglia di organizzare trade show ed eventi in cui oltre che al pubblico tradizionale del B2B vengano dedicati servizi ed esperienze per attrarre una fetta di pubblico B2C. 

10. Ripensare il digitale

Gli investitori hanno mostrato un’apprensione crescente per quello che riguarda la profittabilità di alcuni modelli di vendita online e di operatori digitali. Per questo occorre ripensare la presenza sui canali di vendita digitale.

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