24 Dicembre 2019

La logistica, questa sconosciuta: per gli italiani non è strategica

Fortune

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Confetra si interroga sul ruolo del settore della logistica in Italia e sul posto che occupa nelle mappe del ‘nuovo mondo’. Di Morena Pivetti

 

La logistica, questa sconosciuta. Inanella numeri da record, è seconda solo alla manifattura per contributo al prodotto interno lordo, è sempre più cruciale, non solo per la crescita economica del Paese ma, con l’esplosione dell’e-commerce, nella vita quotidiana di ognuno di noi. Eppure, a considerarla strategica e dunque prioritaria per gli investimenti è appena il 10% degli italiani. Il rating più basso in assoluto. Meno del trasporto che arriva al 20%, assai lontana dai tre settori che occupano il podio, il turismo che svetta con il 64%, l’agroalimentare con il 53% e la moda con il 33%. 

Alla sua Agorà 2019, l’assemblea annuale non a caso ribattezzata con il nome della piazza della polis greca, il luogo per antonomasia della democrazia, Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica che riunisce 20 federazioni di settore e 80 organizzazioni territoriali e regionali e siede al Cnel, non si è accontentata di presentare i numeri del settore – 9% del Pil, 108mila imprese per un fatturato di 85 mld di euro l’anno e investimenti pari a 6 mld, 800mila addetti – ma ha chiesto alla società Ipsos e al suo presidente Nando Pagnoncelli di scandagliare quale sia la percezione che gli italiani hanno della logistica.  

L’esito è desolante. Oltre a non considerarla strategica, gli intervistati danno della logistica un giudizio positivo tra i più bassi in assoluto – 51% con i settori al top tra il 70% e l’80% – e quasi nessuno ha cognizione dei cinque primati – appena uno su dieci – che può vantare l’Italia: è il primo Paese in Europa e secondo nel mondo per le autostrade del mare, i traghetti che trasportano camion e Tir; le dogane sono seconde nel mondo per digitalizzazione e tempi di controllo sulla merce; il settore traina gli investimenti immobiliari, vale il 9% del Pil contro il 18,8% della manifattura e l’aeroporto di Roma Fiumicino è primo al mondo per qualità dei servizi. Quel che è peggio è che non solo gli intervistati non conoscono i primati italiani, ma esprimono incredulità – tra il 20% e il 50% a seconda dei casi – quando vengono raccontati. Percezioni e giudizi sulla logistica resi ancor più stridenti dal respiro strategico che aveva avuto la relazione del presidente Guido Nicolini, dalla scelta di alzare lo sguardo dai mille problemi quotidiani – che pur vanno affrontati – che affliggono le aziende di Confetra, per confrontarsi con ‘il nuovo mondo’ che abbiamo cominciato ad abitare e per chiedersi quale debba essere il ruolo dell’Italia ‘nelle mappe del futuro’. “Gli assetti macroeconomici e geopolitici che si sono determinati dalla seconda metà degli anni ’90 del secolo scorso, culminati nell’adesione della Cina al Wto nel 2001, sono in frantumi – ha affermato senza mezzi termini Nicolini – Occorre prendere coscienza che siamo di fronte a un mondo nuovo, che i rapporti di forza si stanno ridefinendo avendo quale pivot i grandi dossier della logistica”.

 

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