27 Dicembre 2019

Numeri, finanziamenti, exit: il 2019 delle startup italiane

Carlotta Balena

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Quest’anno hanno sfondato la soglia delle 10 mila unità, sono in costante crescita (per numero e fatturato), non hanno mai raccolto tanti finanziamenti come nel 2019. Sono le startup innovative italiane: oggi ammontano a 10.860 quelle iscritte nel Registro per le Imprese innovative che conta anche 1.355 Pmi a trazione fortemente tech. L’anno che sta per concludersi è stato sicuramente da ricordare per l’ecosistema italiano dell’innovazione: sono stati oltre 700 i milioni raccolti in finanziamenti, con una crescita di circa il 17% rispetto allo scorso anno, secondo i dati pubblicati recentemente dall’Osservatorio Startup hi-tech promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con l’associazione Italia Startup (avevamo pubblicato qui tutti i dati raccolti dall’Osservatorio). 

Round a doppia cifra (finalmente)

È importante notare, ad ogni modo, come nel 2018 ci sia stata un’operazione straordinaria da 100 milioni (quella della startup insurtech Prima.it, che ha preso il finanziamento da Goldman Sachs Private Capital Investing e Blackstone Group’s Tactical Opportunities) che aveva in qualche modo “viziato” i dati finali annuali. Nel 2019, invece, non ci sono state operazioni di questa entità: gli investimenti si sono distribuiti in maniera più sistematica ed è aumentato in modo trasversale il taglio medio dei finanziamenti. Secondo i dati dell’Osservatorio Startup hi-tech del Polimi, nel 2018 ci sono stati circa 12 round superiori ai 10 milioni di euro, mentre nel 2019, sono stati 14, e corrispondono alle startup più finanziate del 2019. 

Le startup più finanziate

Tra le startup più finanziate del 2019 troviamo la piattaforma dell’instant buying immobiliare Casavo, che nel corso dell’anno ha avuto diversi round di finanziamento: l’ultimo, guidato da Greenoaks Capital, ammonta a 50 milioni di euro (20 in equity e 30 di debito) ed arriva alcuni mesi dopo il round Serie A, guidato da Project A Ventures, 360 Capital e Picus Capital. L’eCommerce di auto usate Brumbrum, invece, ha raccolto, nel mese di febbraio, 20 milioni di euro in un round di serie B. Seguono i 18 milioni di euro raccolti da BeDimensional, la startup nata come spin-off dell’IIT, l’Istituto italiano di tecnologia, che riesce a trasformare la grafite in grafene allo stato puro o aggregato. Ha ricevuto il finanziamento dal Gruppo Pellan. La biotech Genenta Science, specializzata in terapie geniche per la lotta ai tumori, e nata da uno spin-off dell’Ospedale San Raffaele, ha chiuso nel settembre 2019 un round da 13,2 milioni di euro (cifra che poi è stata aumentata fino a toccare i 15,1 milioni di euro), guidato dal fondo cinese Qianzhan Investment Management (Qz) oltre che dall’italiana Fidim, holding della famiglia Rovati. In ambito della comunicazione, c’è Freeda Media, che produce contenuti dedicati specificatamente alle piattaforme social. Nel 2019 la startup ha chiuso un round di finanziamento da 15 milioni, sottoscritto tra gli altri da Alven, U-Start, Unicredit, Endeavor Catalyst. Pillo Health, la startup italoamericana dell’assistente-robot che ricorda agli anziani quando prendere le medicine, ha chiuso un round di finanziamento di 11 milioni di dollari guidato dalla divisione corporate venture capital di Stanley Black & Decker insieme a Samsung Ventures e ad altri investitori.

I round delle scale-up 

Passando alle scale-up, occorre segnalare il round da 61 milioni di dollari chiuso da Soldo, la fintech che si occupa dei pagamenti e gestione delle spese, guidato, tra gli altri, da Battery Ventures, Dawn Capital, e Accel. La biotech basata a Siena e a Zurigo, Philogen, specializzata nello sviluppo di biofarmaci innovativi per il trattamento dei disturbi legati all’angiogenesi, ha annunciato a maggio 2019 un aumento di capitale da 62 milioni finanziato da The Equity Club. Healthware, invece, è la scaleup nel settore della consulenza in ambito digital health, che ha chiuso un round da 10 milioni di euro sottoscritto FII Tech Growth. Uala, la piattaforma che permette di prenotare online un servizio in un salone di bellezza o in una spa, ha chiuso un round di 15 milioni di euro guidato da Immobiliare.it, contemporaneamente segnando il suo approdo in Francia, attraverso l’acquisizione della piattaforma Balinea.com. Depop, l’app di compra-vendita di abbigliamento usato e altri accessori, dopo la cessione, a gennaio 2019, delle quote di H-Farm per 2,5 milioni di euro, ha chiuso nel mese di giugno un maxi finanziamento da 62 milioni di euro guidato da General Atlantic, con la partecipazione di HV Holtzbrinck Ventures, Balderton Capital, Creandum, Octopus Ventures, TempoCap e Sebastian Siemiatkowski. Infine, Talent Garden, la rete europea di co-working e di spazi dedicati alla formazione, ha raccolto 44 milioni di euro, in un finanziamento condotto da StarTIP – Tamburi Investments Partners – e alcuni tra i maggiori investitori italiani. 

Le exit del 2019

Deus Technology sviluppa tecnologie per gli investimenti finanziari: è stata acquisita al 100% da Engineering, il gruppo specializzato nel software e nelle tecnologie al servizio di imprese pubbliche e private. L’operazione, a quanto si è appreso, ha un valore compreso tra i 30 e i 40 milioni di euro e la società ha mantenuto gli attuali manager, ovvero i fondatori Paolo Galli (ceo) e Pasquale Orlando (cmo). Viralize, la piattaforma di video advertising, a marzo 2019 è stata acquisita da Vetrya, gruppo italiano attivo nello sviluppo di servizi digital, piattaforme cloud computing, soluzioni applicative e servizi broadband, con un’operazione da 16 milioni di euro. Easy Welfare, la piattaforma italiana che offre alle aziende pacchetti per il welfare dei dipendenti, è stata acquisita a giugno dal colosso francese Edenred per la somma di 53 milioni di euro. Stamplay, startup che opera nel settore del cloud e delle app, quest’anno, infine, è stata acquisita da Apple con un’operazione che secondo alcune fonti ammonterebbe a 5 milioni. 

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