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As Roma più costosa di Inter e Milan

L’uomo Toyota al volante della As Roma. Pochi dettagli da definire, causa quotazione in Borsa, una stretta di mano che ha anticipato la firma, un assegno da 780 milioni di euro entro poche ore: il texano Dan Friedkin è il nuovo proprietario del club giallorosso. Cede la mano James Pallotta, lo yankee di Boston, coproprietario dei Celtics (Nba) arrivato nella Capitale con grandi progetti ma soprattutto con la magnifica idea della costruzione dello stadio, collettore di interessi e di richiamo per le multinazionali.

Il nuovo patron della Roma conta su un patrimonio stimato da 4,3 miliardi di dollari, ingrossato negli anni per la distribuzione delle auto Toyota in alcuni stati americani, tra cui Texas, poi Arkansas, Mississippi, Louisiana e Oklahoma. L’operazione Roma, la più costosa di sempre nel calcio italiano, con la società giallorossa quotata più di Inter e Milan, è l’ennesima prova dell’interesse per la Serie A dal Nordamerica e in generale dall’estero, attraente meno solo della Premier League che conta sei proprietà extra britanniche.

L’ultimo affare in ordine temporale è avvenuto a giugno con Rocco Commisso, patron degli storici New York Cosmos e un conto in banca gonfio grazie alla tv via cavo, presidente della Fiorentina per circa 180 milioni di euro. Mentre il penultimo flusso di capitali dagli Stati Uniti c’è stato con il fondo Elliott, che sta provando, sinora con risultati rivedibili, a rilanciare il Milan: affare complessivo da 740 milioni di euro, tra cui i debiti del club (220 milioni), la cifra per il closing a 180 milioni e anche le quote del controverso ex patron del Milan, Yonghong Li (che nel 2017 aveva rilevato i rossoneri da Silvio Berlusconi), in cambio di 32 milioni di euro.

L’unico intermezzo nell’arrivo del dollaro americano nel calcio italiano è stato il Gruppo Suning, della famiglia cinese Zhang, a capo dell’Inter dopo un tortuoso percorso con tre cessioni: nel 2013 Massimo Moratti ha ceduto per 250 milioni di euro (ma solo 75 dalla sua tasca) il 70% delle quote nerazzurre a Erick Thohir, magnate indonesiano delle telecomunicazioni, con una società nel calcio americano (Mls), il DC United. Ma dopo pochi successi, Thohir ha salutato tutti realizzando una super plusvalenza, cedendo l’Inter al colosso cinese in due tranche: nel giugno 2016 il 70% e due anni dopo il restante 30% per una cifra intorno ai 200 milioni di euro. E bonifici americani sono piombati anche al Bologna, cinque anni fa, con Joey Saputo, azionista del Montreal Impact (Mls), assieme all’imprenditore Joe Tacopina, poi uscito dall’affare, per una manciata di milioni di euro, tra debiti e ricapitalizzazione.

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