14 Febbraio 2020

Questo cestino-robot differenzia i rifiuti al posto vostro

Carlotta Balena

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Se la bottiglietta vuota dell’acqua va sicuramente insieme alla plastica, la busta che avete usato per fare la spesa o l’involucro delle banane forse no. E mentre siete lì davanti ai secchi per la differenziata domandandovi in quale di essi buttare i rifiuti che avete in mano, vorreste che qualcuno lo facesse al posto vostro. Magari un robot. CleanRobotics, startup californiana fondata nel 2015 da Charles Yhap, ha creato esattamente ciò che vi serve: un cestino robotico che è in grado di riconoscere che tipo di rifiuto state buttando e differenziarlo per voi. 

La startup è attualmente tra i dieci finalisti selezionati per l’IBM Watson AI XPrize che assegna 5 milioni di dollari per soluzioni estremamente innovative in grado di avere un impatto sulle maggiori sfide globali, come quella del riciclo dei rifiuti. Il cassonetto intelligente si chiama TrashBot e alcuni uffici di San Francisco lo stanno già provando per aiutare gli impiegati che, pur armati di buona volontà rispetto alla raccolta differenziata, spesso sbagliano e buttano qualcosa nel secchio sbagliato. La startup, infatti, vuole rispondere ai dubbi che abbiamo tutti – fuori e dentro casa – quando si tratta di diversificare materiali: carta, plastica e vetro li riconosciamo, d’accordo, ma che si fa con piatti di carta sporchi? E di quei tipi di plastica che non si possono riciclare? Alcuni per non sbagliare buttano tutto nell’indifferenziato, ma così facendo non si ricicla nulla.

“Talvolta la quantità di cestini per la differenziata disponibili può confondere – ha detto il ceo Yhap – e in ogni posto dove ti trovi cambiano le regole e spesso non sono sicuro di aver usato il cestino correttamente”. La risposta è nella tecnologia: un cestino robotico dotato di visione computerizzata, riconoscimento di oggetti e intelligenza artificiale in abbinamento a una serie di sensori che riconoscono gli oggetti e riescono a capire come differenziarli in modo “molto più accurato rispetto agli uomini”. Che si usa esattamente come qualsiasi cestino dell’indifferenziata: si butta tutto lì, sarà il TrashBot a differenziarlo. L’unica accortezza che si richiede è quella di gettare un elemento alla volta per permettere al bot di riconoscerlo (tempo necessario: tre secondi).

Secondo il ceo, infatti, il motivo per cui le persone non riciclano in modo efficiente non è per mancanza di coscienza, in quanto in questo momento c’è un’altissima attenzione all’argomento climatico, né per mancanza di una corretta comunicazione nelle etichette dei diversi cestini. Secondo lui, è proprio la difficoltà di ricordare le regole della differenziata. I TrashBot possono essere programmati a seconda delle diverse regole sulla differenziata che possono esserci, e adeguarsi alle richieste dei singoli centri di riciclo. Per ora la startup ha prodotto un cassonetto molto ampio adatto a luoghi con un gran flusso di persone, come stazioni e aeroporti, ma sta progettando anche versioni più piccole per ristoranti, e uffici. 

L’idea è quella di offrire a un prezzo competitivo cassonetti robotici in sostituzione dei cestini metallici per la raccolta differenziata che già si trovano ad esempio negli aeroporti e che sono comunque molto costosi (fino a 1.200 dollari secondo la startup) ma soprattutto, che lasciano decidere a voi in quale busta buttare il cartoncino di succo di frutta che avete in mano. 

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