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17 Febbraio 2020

L’eolico copre il 15% dei consumi europei, “ma non è abbastanza”

Alessandro Pulcini

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L’Europa è arrivata a coprire il 15% dei suoi consumi di energia elettrica attraverso l’eolico. Ha anche raggiunto i 205 Gw di potenza installata: di questi, 15,4 Gw di nuova potenza eolica sono stati installati nel 2019. Altra distinzione da fare: 11,8 Gw sono onshore e i restanti 3,6 Gw offshore. Secondo l’Anev, associazione nazionale energia del vento, questo non è abbastanza per realizzare il Green new deal. In particolare nel caso dell’Italia, la cui performance nell’ultimo anno non è stata delle migliori.

Il Regno Unito (2,4 G offshore e onshore) ha installato il maggior numero di nuovi impianti eolici. Poi si posiziona la Spagna (2,3 Gw, tutti onshore), poi la Germania (2,2 Gw, sia onshore che offshore), seguita dalla Svezia (1,6 Gw, tutti onshore) e dalla Francia (1,3 Gw, sempre onshore). Per quanto riguarda l’Italia siamo a soli 450 Mw di solo eolico onshore, per un totale di 10,5 Gw installati che posizionano il nostro Paese al quinto posto.

Secondo l’Anev, si potrebbe fare molto di più esprimendo anche il potenziale offshore, realizzando le opere di rinnovamento eolico oltre che nuovi impianti. In tutta Europa sono stati annunciati 19 miliardi di euro di nuovi investimenti in parchi eolici, che coprono 11,8 Gw di capacità. Inoltre ci sono stati 15 Gw di nuova capacità assegnati con aste e gare. Gli impianti nel 2019 sono aumentati del 27% rispetto al 2018, ma tale percentuale dovrebbe almeno raddoppiare per raggiungere gli obiettivi fissati nel Green Deal.

La neutralità climatica e il Green Deal, spiega il ceo di WindEurope, Giles Dikson, “richiedono all’Europa di installare ogni anno oltre il doppio di energia eolica nuova rispetto a quella gestita nel 2019. E la crescita deve provenire sia dall’eolico offshore che da quello onshore”. Secondo il Presidente dell’Anev, Simone Togni, “per raggiungere gli obiettivi del Green new deal e prima ancora del Pniec, è necessario superare gli ostacoli al progresso e all’innovazione che molto spesso nel nostro Paese bloccano lo sviluppo industriale e la crescita economica ed occupazionale. I tempi sono maturi anche perché in Italia riparta il settore eolico e si inizi a realizzare impianti offshore, anche sfruttando applicazioni nuove come le piattaforme flottanti”.

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