19 Febbraio 2020

Container e treni, i record del porto di Trieste

Morena Pivetti

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Nonostante l’economia italiana sia entrata in una fase di pre-stagnazione, il porto di Trieste non si ferma più e anno dopo anno continua a inanellare record: per i container, che nel 2019 sono cresciuti di ben il 9% fino a sfiorare gli 800mila TEU, e per il numero di treni movimentati nello scalo, la cifra tonda di 10.000 convogli. Trieste si è anche confermato primo porto italiano per tonnellaggio totale, con 62 milioni di tonnellate movimentate.

Due primati, due traguardi importanti che lo scalo giuliano ha rinnovato anche nell’anno appena trascorso: i container presentano lo sviluppo più dinamico, avendo fatto registrare l’aumento più alto fra tutti i settori merceologici mentre il traffico ferroviario, già fortemente irrobustito negli ultimi anni, con il traguardo dei 10.000 treni ha tolto 210.000 camion dalla strada.

“I risultati raggiunti in questi anni sul fronte dei treni – questo il commento del presidente dell’Autorità portuale, Zeno D’Agostino – sono stati estremamente incoraggianti, sia dal punto di vista della performance, che ha portato al raddoppio dei numeri dato che dal 2014 ad oggi siamo saliti da 5.000 a 10.000 treni, sia per quanto riguarda il percorso di investimenti futuri nel settore ferroviario che ammontano a 200 milioni di euro. Ora si aprono nuove sfide. Già nel 2019 sono partiti i cantieri di Campo Marzio. Ma il 2020 sarà l’anno dell’avvio dei lavori più importanti”.

Da notare che nel settore dei container, il 56% del traffico sbarcato o imbarcato a Trieste nel 2019, ha usato la ferrovia. Una quota che è in continua crescita e che già oggi supera la percentuale che l’Unione Europea ha posto come obiettivo del traffico ferroviario europeo di merci per il 2050, ovvero il 50%. Anche nel settore delle autostrade del mare, nonostante la contrazione dei traffici, la ferrovia sta acquisendo un valore rilevante: il 29% di tutti i camion imbarcati o sbarcati a Trieste, principalmente da e verso la Turchia sono stati trasferiti su treno.

Se guardiamo ai singoli settori merceologici, troviamo che le rinfuse liquide sono stabili e si attestano sopra i 43 milioni di tonnellate movimentate (+0,30%); in crescita, invece, le rinfuse solide che registrano un incremento del +3% con 1,7 milioni di tonnellate. Rallentano le merci varie (-5%), in discesa a causa del risultato negativo del comparto dei traghetti Ro-Ro (-24%) che passa da 299.000 unità transitate nel 2018 a 228.000 nel 2019. Una contrazione che ha avuto come effetto una lieve flessione (-1%) dei volumi totali del porto, da 62,6 milioni di tonnellate a 62 milioni.

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