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Coronavirus, l’impatto sulle borse: Milano brucia 30 mld

Il weekend dell’esplosione dei focolai di coronavirus in Nord Italia presenta un suo primo conto economico, nel lunedì di riapertura delle Borse. Quella di Milano, dopo l’avvio in calo del 3,4%, segna prima un -4,1% a 23.720 punti. Durante la giornata il crollo continua ad accentuarsi azzerando i guadagni messi a segno da inizio anno: oggi il paniere principale del listino milanese ha terminato a 23.427,19 punti, -5,43% rispetto al dato precedente (ribasso maggiore dal 24 giugno 2016). Andamento speculare per lo spread tra il nostro Btp e il decennale tedesco, salito di oltre 10 punti a 144,7 punti base (+7,9%). La seduta negativa ha causato una riduzione della capitalizzazione dei titoli principali di 30 miliardi di euro.

Il blocco cinese e le conseguenze negative sulle vendite domestiche legate alla diffusione del virus hanno fortemente penalizzato i titoli ”made in Italy”: le azioni Moncler hanno perso il 5,36%, Salvatore Ferragamo è sceso dell’8,9%, Brunello Cucinelli ha lasciato sul campo il 2,78% e Tod’s l’11,44%. Goldman Sachs in un report pubblicato venerdì scorso ha rimarcato come il settore del lusso nell’anno corrente dovrebbe registrare un blocco della crescita che rischia di trasformarsi in contrazione, se non ci sarà un recupero nel secondo semestre.

Minori spostamenti a causa del Coronavirus hanno fortemente penalizzato Autogrill (-12,74%), presente con punti di ristoro in strade, autostrade, porti e aeroporti, e anche un colosso della ristorazione commerciale come Marr (-7,79%). Inoltre, in special modo in Lombardia, le misure per ridurre i contatti tra le persone prevedono anche la chiusura di bar, pub e discoteche alle 18 (-5,5% per Campari) e sono state vietate anche tutte le ”manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico” (-7,75% per le azioni Technogym).

Nel comparto bancario si segnala il -6,55% di Ubi Banca nel giorno in cui il meeting del Sindacato azionisti chiamato a valutare l’offerta di Intesa Sanpaolo (-5,75%) è stato rinviato ”alla prima data utile” in ottemperanza alle disposizioni contro la diffusione del Coronavirus. Sull’istituto guidato da Carlo Messina si è poco fa espressa l’agenzia Fitch, che ha confermato la valutazione di lungo termine ”BBB”. L’outlook negativo continua a rispecchiare la convinzione che il giudizio di lungo termine non può attestarsi sopra quello sovrano (”BBB/negativo”) ”poiché il profilo della banca è profondamente correlato con quello dell’Italia” a causa di
un’elevata esposizione all’economia nazionale e al suo debito. ”Limita” le perdite UniCredit (-4,13%) dopo aver confermato in una nota la volontà del Ceo Mustier di rimanere alla guida del gruppo. La palma di titolo peggiore del paniere principale è stata conquistata dal titolo Juventus (-11,83%) dopo la pubblicazione dei risultati
semestrali.

L’ondata delle vendite si diffonde anche alle altre piazze europee: Londra perde il 3,33%, Francoforte il 3,98% e Parigi il 3,94%. Male anche Wall Street, con il Dow Jones Industrial che sta lasciando sul terreno il 3,17% a 28.074 punti. Fra le materie prime il future sul petrolio Wti di aprile cede 5 punti percentuali a 50,7 dollari al barile. Stesso ribasso per il Brent a 54,8 dollari. Il bene rifugio per eccellenza, l’oro, viaggia invece in
controtendenza e guadagna l’1,5% a 1.673 dollari l’oncia. Intanto, l’Unione europea ha stanziato 232 mln di euro per la lotta al coronavirus a livello globale, che andranno a supportare misure di preparazione e ricerca dei Paesi, anche extra Ue.

Come nelle scorse settimane si sono osservati gli effetti economici del coronavirus sull’economia cinese, insomma, adesso l’accendersi improvviso dell’emergenza in Italia presenta anche in Europa le conseguenze immediate dell’allarme sull’economia e, con ogni probabilità, sulla produzione industriale. “Nel corso degli incontri del G20 e del G7 di Riyad si è convenuto come sia ancora prematuro quantificare l’intensità e l’impatto del coronavirus sull’economia globale ed europea. La discussione ha evidenziato come, nello scenario di base, tale impatto possa essere ancora relativamente contenuto e temporaneo, ma vi è piena consapevolezza dei rischi che una maggiore diffusione dell’epidemia rappresenta per la crescita mondiale”, ha detto ieri il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, a margine dei lavori a Riyad.

“Ho informato il G7 e il G20 della situazione e delle decisioni adottate in Italia e ho chiesto di lavorare da subito a misure economiche a livello internazionale, coordinate e adeguate ad affrontare in modo tempestivo ed efficace le conseguenze economiche del virus nel caso la crisi si aggravi”, ha aggiunto Gualtieri.

Anche secondo il direttore del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, l’epidemia di coronavirus può mettere a rischio la ripresa dell’economia mondiale e sarebbe prudente “prepararsi agli scenari più avversi”, dice in un comunicato diffuso al termine dell’incontro dei ministri delle Finanze e dei Governatori delle banche centrali dei paesi del G20. “Ci incontriamo in un momento di particolare incertezza”, ha detto Georgieva, ricordando che all’inizio dell’anno “la crescita globale sembrava essersi fermata, con segni di stabilizzazione e di una modesta crescita, dal 2,9% dell’anno scorso al 3,3%”. Ma “da quando è stata fatta questa proiezione, il virus Covid-19, un’emergenza globale per la salute, ha colpito l’attività economica in Cina e può porre la ripresa a rischio”, avverte il direttore dell’Fmi. “Anche in caso di rapido contenimento del virus, vi potrà essere un impatto sull’economia in Cina e nel resto del mondo”, continua Georgieva, sottolineando che “data l’incertezza, sarebbe prudente prepararsi agli scenari più avversi”. L’Fmi esorta i paesi a lavorare insieme per contenere il Covid-19, per quanto riguarda l’impatto sia sulla salute che l’economia. Tramite il Catastrophe and Containment Relief Trust, l’Fmi può fornire prestiti ai paesi più vulnerabili.

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