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Smart cities, la strategia di Linkem

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I Partenariati pubblico privati costituiscono uno degli strumenti più richiesti per una trasformazione digitale efficace, che abbia un impatto concreto sulla vita dei cittadini, un tema spesso riassunto dal concetto di Smart city. Tra i protagonisti di questa trasformazione ci sono gli operatori di telecomunicazioni: la connettività è un elemento imprescindibile della vita digitale. Uno di questi operatori, Linkem, ha creato una società apposita: la missione di 3PItalia è proprio il disegno e la realizzazione di PPP.

3PItalia è stata fondata da Linkem (protagonista della banda ultralarga wireless) in partnership con Easygov, società di consulenza direzionale specializzata nei servizi per la pubblica amministrazione, ed è stata presentata oggi a Roma alla presenza di ANCI e UPI: con un capitale sociale iniziale di due milioni di euro, promuove investimenti pluriennali volti a gestire progetti di innovazione digitale dei servizi pubblici. La società si propone infatti di creare ecosistemi Smart City attraverso il coinvolgimento delle pubbliche amministrazioni locali, ovvero gli enti in grado di esprimere le reali esigenze di digitalizzazione dei diversi territori. Attraverso i modelli di partenariato pubblico privato, l’obiettivo di 3PItalia è supportare in maniera efficace ed efficiente gli enti locali in termini di competenze, investimenti e risorse per la realizzazione di progetti utili a soddisfare le esigenze dei cittadini in termini di dispiegamento di servizi innovativi. Linkem ha una partecipazione in 3PItalia pari al 15%, mentre Easygov ha conferito nella società il ramo d’azienda inerente alla realizzazione e gestione in concessione di servizi rivolti a Enti pubblici attraverso strutture aggregative, quali i centri servizi territoriali.

La società, in partnership con le pubbliche amministrazioni e gli enti, progetta e fornisce servizi e soluzioni digitali che rispondono alle necessità dei piccoli Comuni, aggregazioni, città metropolitane e Province; crea ecosistemi che abilitano il coinvolgimento di startup innovative nella realizzazione di servizi digitali in ottica Smart City; favorisce la concentrazione di investimenti sia pubblici che privati per il conseguimento di economie di scala nella definizione e gestione dei servizi innovativi. 3PItalia è titolare dell’unico contratto di Project financing attivato in Italia per la gestione aggregata dell’innovazione digitale: si tratta del Progetto di riqualificazione del Centro innovazione e tecnologie della Provincia di Brescia, che offre servizi ad oltre 200 enti del territorio in modalità associata. Il valore della concessione è pari a 2,8 milioni di euro per 5 anni.

“La partecipazione in 3PItalia rientra nel nostro piano strategico orientato a massimizzare gli impatti positivi connessi allo sviluppo delle reti di quinta generazione”, ha dichiarato Davide Rota, Ad di Linkem. “Il nostro piano di transizione al 5G è finalizzato non solo ad abilitare migliori prestazioni per i nostri clienti, ma soprattutto ad accelerare la trasformazione digitale del Paese. Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile creare nuovi modelli di business che coinvolgano attivamente le amministrazioni locali nella progettazione e dispiegamento dei servizi IoT e Smart City sulla base delle reali esigenze dei cittadini. Il business model di 3PItalia avrà un effetto moltiplicatore dei benefici economici derivanti dalla trasformazione digitale: nel periodo 2020-21 gli investimenti della società ammonteranno a 20 milioni di euro, per un valore complessivo dei progetti pari a 200 milioni di euro, questo senza contare l’effetto addizionale della leva della componente pubblica”.

Per Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano e presidente del comitato scientifico di 3PItalia, “i dati mostrano chiaramente che, ad oggi, la PA soprattutto a livello locale, fatica a governare la sfida della digitalizzazione con una eccezionale perdita di efficienza quantificabile in circa 35 miliardi di euro all’anno. A fronte della spesa prevista dall’Agenda Digitale 2014-2020 pari a 3,1 miliardi di euro, la media dei progetti è pari a solo 178 mila euro, appena lo 0,006% del totale, scontando una gestione inadeguata e frammentata. Tale criticità è amplificata dal divario digitale tra le PA, tanto più accentuato quanto più si guarda al Sud Italia e alle Isole e in generale ai piccoli Comuni. Un ulteriore e significativo gap rilevato è quello tra la disponibilità di servizi digitali e il loro reale utilizzo da parte dei cittadini. Per superare questa situazione sono necessari una visione programmatica e olistica nella progettazione di investimenti e servizi, nonché il superamento del modello di procurement tradizionale in favore del partenariato pubblico privato”.

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