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L’Italia si ferma per il Coronavirus

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“Le misure sono effettive da domattina”: con un nuovo dpcm, annunciato dal Premier Conte, il Governo ha stabilito che “non esistono più” zone rosse o arancioni, zone 1 o zone 2. Tutta Italia si ferma. E lo fa per fermare l’epidemia di coronavirus. In una conferenza stampa a palazzo Chigi, Giuseppe Conte ha annunciato che per tutto il Paese valgono le misure approntate nella notte tra sabato e domenica scorso per la Lombardia e le altre province inizialmente individuate come zone a rischio. Il provvedimento è quello atteso e ormai ritenuto inevitabile: “Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come ‘io resto a casa’”

Nella giornata del numero più alto di nuovi contagi da quando è iniziata l’epidemia di Covid-19 in Italia, 1598 per un totale di 7985 infetti, il limite agli spostamenti di persone viene esteso ovunque quindi, con l’aggiunta del divieto di qualsiasi assembramento in luoghi pubblici.

La decisione di Conte e del Governo si basa “su un presupposto: tempo non ce n’è”, scandisce il premier. “Stiamo avendo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e sub-intensiva e anche delle persone decedute. Le nostre abitudini vanno cambiate ora”, dice Conte parlando anche delle tante immagini di assembramenti e movida viste in questi giorni. “Ho deciso di adottare subito misure ancora più stringenti, più forti”. “L’autocertificazione è una modalità ancora valida”, ha detto Conte spiegando ai giornalisti con quale modalità si cercherà di implementare la misura. “Ricordo che le dichiarazioni devono essere veritiere, perché se si facesse una dichiarazione falsa ci si espone a un ulteriore reato rispetto allo spostamento non giustificato”.

Conte, oltre a confermare lo stop alle attività agonistiche e al campionato di Serie A, ha anche ricordato che “per i trasporti pubblici non sono previste limitazioni. Nella misura in cui si devono garantire le funzioni del sistema produttivo: dobbiamo garantire alle persone di andare a lavorare”.

Sul deficit di bilancio “abbiamo concordato una richiesta di spostamento per 7 miliardi e mezzo e stiamo ragionando sulla possibilità di precostituirci una richiesta un po’ più elevata, il che non significa usarla subito, anche se su questo non abbiamo ancora deciso nulla”.

Il presidente del Consiglio precisa anche che “siccome andiamo a estendere il regime disciplinare previsto per Lombardia e province, portiamo automaticamente la sospensione delle attività didattiche fino al 3 aprile in tutta Italia. Questo vale per le scuole di ogni ordine e grado e per le università. Per adesso ci limitiamo alla durata già convenuta nel caso della Lombardia e delle altre provincie”.

“Il mio auspicio è di poter coinvolgere l’opposizione visto la gravità della situazione. Domani avremo un confronto, abbiamo già avuto due incontri per quanto riguarda l’emergenza sanitaria, domani per misure economiche”, dice Conte sul rapporto con l’opposizione, che il premier si è “premurato di informare a ridosso della conferenza”. Una considerazione che il premier conclude con un lapsus, retaggio del Conte 1: “Stamattina ho anche sentito il ministro Salvini”.

Con l’estero, poi “non cambia nulla, gli spostamenti dei cittadini italiani avvengono sempre alle stesse condizioni e continueranno i controlli sugli ingressi in Italia”. Per quanto riguarda le voci su un supercommissario per l’emergenza sanitaria (si parla dell’ex capo della polizia Gianni de Gennaro e dell’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso), Conte dice che “stiamo senz’altro pensando: visto che ci sono aspetti della macchina organizzativa da potenziare siamo disponibili a qualsiasi strumento, voi lo chiamate supercommissario, io stesso ho avvertito l’opportunità di avere un coordinamento soprattutto per l’approvvigionamento dei macchinari per l’assistenza sanitaria. È strategico evitare il sovraccarico perché poi si va in difficolta: ecco quello è un compito su cui sto riflettendo e proporrò una soluzione per rafforzare il coordinamento in questo settore ma c’è necessità di un raccordo nazionale”.

Già disponibili sul sito del Viminale l’elenco dei provvedimenti presi per cercare di applicare le misure stabilite, insieme al modulo per l’autocertificazione da scaricare.

 

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