9 Marzo 2020

Revolut, dal passaparola alla finanza democratica

Fortune

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Revolut è nata per evitare lo spreco di denaro in commissioni. Ora vuole diventare un’app unica per i clienti. 

La versione completa di questo articolo, a firma di Morena Pivetti, è disponibile sul numero di Fortune Italia di marzo.

 

In principio fu il passaparola. E con il solo passaparola Revolut, startup fintech lanciata a Londra nel 2015 da due trader expat russi, Nik Storonsky e Vlad Yatsenko, ha conquistato i suoi primi 7 milioni di clienti in Europa, concentrati nella classe di età tra i 18 e i 35 anni. Un profilo alto, internazionale, istruito, quello degli ‘early adopters’, così chiamano in azienda la platea di coloro che l’hanno scelta appena nata: giovani, professionisti, freelance, studenti, che viaggiano molto nel mondo per lavoro o per studio, e che ancora oggi costituiscono il ‘bulk’ degli oltre 10 milioni di utenti. Vista l’età media, che è di 34 anni. Sì, perché la mission, come la definirebbe Storonsky, che si era data l’esordiente Revolut era proprio evitare “le commissioni astronomiche applicate al cambio valuta”, ha spiegato più volte il co-fondatore. “Lavoravo nella City di Londra, conoscevo i tassi riservati ai clienti e mi rendevo conto di quanto fossero ingiusti. Con Vlad, sistemista di Deutsche Bank, abbiamo cercato un’alternativa senza trovarla. Così, dopo aver imparato tutto il possibile sul settore, abbiamo deciso di crearla noi”, il suo racconto. Con il passaparola mio figlio Daniele, ingegnere aereonautico che vive a Londra, ha scoperto Revolut e, lo confesso, con il suo, di passaparola, l’abbiamo scoperta noi genitori. Alex, titolare della startup che ricerca i materiali compositi dove lavora, un ingegnere inglese di 35 anni sempre in giro per il mondo tra congressi scientifici, famiglia negli Stati Uniti e tempo libero, gli ha suggerito di ‘farsi la Revolut’: “Non sprecare denaro in commissioni di cambio tra sterline ed euro”.

 

La versione completa di questo articolo, a firma di Morena Pivetti, è disponibile sul numero di Fortune Italia di marzo.

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