24 Marzo 2020

Dining Bonds: la scommessa sulle cene dopo l’epidemia

Carlotta Balena

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Scommettete che torneremo a gustarci l’amatriciana, a mangiare il sushi e consumare street food passeggiando all’aperto? Negli Usa lo hanno fatto davvero: per aiutare il settore della ristorazione, in crisi dal momento che tutti i locali hanno dovuto chiudere le saracinesche per fronteggiare l’emergenza dell’epidemia di coronavirus, sono stati creati i “Dining Bonds”, una scommessa sui pranzi e le cene che torneremo a fare. Paga oggi, a prezzo super scontato, il pasto che consumerai domani, quando l’emergenza sarà finita e tutto sarà tornato alla normalità. La scommessa, si capisce, è che il ristorante riuscirà a superare la crisi e che riaprirà: in quel caso vi sarete assicurati una cena a prezzo ridotto, e avrete vinto la scommessa. In seguito al lancio negli Usa, l’iniziativa è sbarcata anche in Italia, con una ventina di ristoranti che hanno aderito alla campagna. 

L’idea è partita da New York la scorsa settimana, dove l’agenzia di comunicazione Hall Pr ha lanciato per prima la campagna Dining Bonds: una soluzione per permettere ai cittadini di sostenere il proprio ristorante preferito, in seguito alla chiusura di tutti i locali. Il funzionamento è semplice. Si acquista un titolo (bond) per una cena con uno sconto del 25% sul valore nominale dell’offerta. Ogni ristorante, però, aderisce all’iniziativa con proprie regole: così c’è chi offre uno sconto ancora maggiore o una deroga al tempo massimo in cui il titolo è riscattabile che è in media di 60 giorni. Tutto è aggregato sulla piattaforma supportrestaurant.org, che non vende i bond (si acquistano direttamente contattando il ristorante scelto), ma che raccoglie tutti i ristoranti che vogliono partecipare alla campagna e che si possono consultare su una mappa in continuo aggiornamento. In pochi giorni l’iniziativa dei dining bonds si è allargata da New York all’intero territorio Usa: tantissimi esercenti hanno aderito anche da Spagna, Germania, Australia. Non poteva mancare l’Italia: sono 16 i ristoranti attualmente sulla lista della piattaforma.  

A Torino, per esempio, il bistrot ‘Le Fanfaron’ offre un dining bond con uno sconto del 30%: si offre a 35 euro un buono del valore nominale di 50. Il buono arriva direttamente via email ed è spendibile “dalla riapertura tutti i giorni entro il 30 settembre”. A Roma Glass Hostaria della chef Cristina Bowerman propone un buono “spendibile in qualsiasi momento dalla riapertura” di 125 euro del valore nominale di 150. A Napoli, il ristorante Metis specializzato in frutti di mare offre un titolo per un menù degustazione da 65 euro al prezzo di 45. Potete trovare la lista completa dei ristoranti qui. 

Non è tutto: è stata aperta una piattaforma tutta italiana per acquistare “i pasti di domani”. Si chiama Save one seat ed è stata lanciata dal gruppo Global Shapers di Roma. Come si legge sul sito, si tratta di “un’associazione di promozione sociale con 9 sedi in Italia. Siamo volontari e siamo uniti da un comune desiderio di plasmare il futuro e costruire un mondo più pacifico e inclusivo”. Il sistema è uguale a quello dei Dining bond: i ristoranti possono vendere buoni che i clienti spenderanno dopo la riapertura. “A seguito delle restrizioni sulle aperture al pubblico dei locali italiani, più di 300.000 punti ristoro hanno dovuto chiudere le porte al pubblico, lasciando a casa quasi un milione e mezzo di addetti ai lavori. La nostra missione è quella di creare liquidità per supportare il settore della ristorazione italiana nel breve periodo, riducendo gli impatti economici delle necessarie misure di prevenzione” spiegano dalla piattaforma. 

Acquistare un dining bond non è solo una questione di investimento: è anche un modo per lanciare un messaggio di fiducia sul fatto che questa crisi finirà, e il settore enogastronomico si riprenderà. E che noi torneremo a mangiare al ristorante. 

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