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La battaglia della rassegna stampa

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La Polizia di Stato dopo aver saputo che l’Eco della Stampa, che si è aggiudicato la gara per fornire la rassegna giornaliera, non potrà inserirci gli articoli del Sole24ore ha chiesto lumi all’Agcom. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, infatti, agli inizi di maggio, dando seguito ad una denuncia del gruppo editoriale di Confindustria, ha ordinato all’Eco, che dal 1901 si occupa di reimpaginare gli articoli dei giornali, di non pubblicare più gli articoli del quotidiano rosarancio.

Il gruppo che fa capo alla famiglia Frugiuele ha già presentato un ricorso urgente al Tar per sospendere gli effetti dell’ordine che le procurerebbe non pochi problemi con alcuni importanti clienti, dal ministero dell’Economia a Palazzo Chigi: la sospensiva “dovrebbe essere discussa dal 18 maggio” e il merito in autunno, conferma a Fortune Italia Umberto Frugiuele, amministratore delegato dell’azienda di famiglia, che ricorda come penda anche un giudizio in Cassazione sui rapporti fra editori e i produttori di rassegne stampa.

 

In attesa dell’ennesimo scontro in tribunale, la delibera dell’Agcom può far scoppiare un bubbone che si trascina da tempo e in forma manifesta dal 2013.

 

La mancanza di una regolamentazione certa in materia di produzione di rassegne stampa, che si accompagna ad un settore fortemente concentrato dove gli editori hanno fatto fattor comune creando una società unica per la vendita collettiva delle licenze di ripubblicazione senza però riuscire a contrattualizzare i “due big del settore, che insieme fatturano il 70% del mercato” secondo una fonte del settore.

 

E così da tempo, editori e ‘rassegnatori’ si sfidano con alterne vicende nei tribunali: dove, come ha spiegato il presidente dell’autorità Marcello Cardani in una intervista al Sole nei giorni scorsi, “si confrontano due diritti esistenti, ma quello degli editori è preponderante”.

 

Da una parte gli editori, tutti i principali quotidiani e periodici, in difesa del diritto di autore. Riuniti in una sola società di vendita, la Promopress2000, lamentano la riproduzione abusiva delle loro produzioni e gli eventuali mancati guadagni. La società di servizi della Federazione degli editori, complessivamente, ha fruttato nel 2018, ultimo bilancio disponibile, due milioni di euro.

 

Dall’altra parte l’Eco della stampa e un altro gruppo di aziende più piccole che vogliono legittimità per la propria opera e a condizioni economiche adeguate. Nel 2018 la società della famiglia Frugiuele ha fatturato 18 milioni e fatto utili per oltre due e mezzo. Frutto del lavoro di oltre 180 persone che realizzano in qualche modo un prodotto diverso, la rassegna tagliata sul cliente.

 

E’ stato l’Ad del Sole24ore, Giuseppe Cerbone, a decidere all’inizio dell’anno di cambiare strada e di rivolgersi all’Autorità. Dopo aver rinunciato al ricorso in Cassazione, ha deciso di coinvolgere l’Agcom, che in materia di diritto d’autore ha precise competenze, come si è visto in questi giorni con le numerose decisioni che hanno riguardato la pubblicazione abusiva di pagine di giornali su Telegram.

 

La quasi “totalità degli articoli editi da Il Sole 24 Ore è oggetto di espressa clausola di riproduzione riservata”, hanno spiegato gli avvocati del gruppo editoriale di Confindustria, e “la riproduzione di tali articoli da parte di L’Eco della Stampa nell’ambito del servizio di rassegna stampa viene effettuata sistematicamente allo scopo di erogare al pubblico, su base giornaliera, un servizio a pagamento in assenza di qualsivoglia licenza da parte dell’editore”. Di qui la richiesta di interruzione del comportamento illegittimo perché l’Eco, sfrutta “in maniera parassitaria gli investimenti e i costi sostenuti dall’editore, dal momento che consente agli utenti di fruire di opere del quotidiano senza che la società riceva alcun corrispettivo”.

 

L’Eco della Stampa ha chiesto l’archiviazione del procedimento, sostenendo che la testata “opera nel campo dal 1901 per enti e soggetti pubblici o privati, Il Sole24Ore ha sottoscritto un contratto di fornitura al servizio di rassegna stampa fino al 13 febbraio 2020, che gli ha consentito di prendere visione del materiale contestato solo in quanto in possesso di username e password forniti da l’Eco della Stampa”, hanno risposto gli avvocati di Frugiuele, volendo dimostrare che le rassegne dall’Eco non sono “una produzione per il pubblico indistinto” e ricordando che “l’autorità giudiziaria, sia in primo sia in secondo grado, ha disatteso le argomentazioni degli editori, riconoscendo la piena legittimità delle rassegne stampa”.

 

Dopo aver passato in rassegna gli esiti delle dispute legali e soprattutto le decisioni, in tema di diritto d’autore, prese dalla Corte di Giustizia europea, l’Agcom ha dato ragione al gruppo confindustriale ordinando all’Eco “la rimozione degli articoli de Il Sole 24 Ore recanti la clausola di riproduzione riservata dal proprio servizio di rassegna stampa, da realizzarsi entro due giorni dalla notifica del presente provvedimento, e di interrompere la riproduzione di tali articoli”.

 

Una decisione che ad alcuni osservatori del settore è sembrata “corretta ma sproporzionata”, visto che mina alla base il servizio offerto dall’Eco della Stampa soprattutto per i clienti più interessati all’informazione economica.

 

Noi possiamo arrivare all’8% ma abbiamo bisogno che la contrattazione con gli editori sia inserita in una procedura per cui, se non si trova l’accordo, interviene un terzo, magari l’Autorità, e decida il prezzo che ritiene congruo”, dice Frugiuele che fa notare di doversi confrontare con una controparte unica.

 

Il gruppo di Confindustria non ha voluto commentare la decisione dell’Agcom, forse aspettando il tavolo proposto da presidente Cardani con tutti gli stakeholder del settore prima di scoprire le proprie carte.

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